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Recensione : Il principe prigioniero di C. S. Pacat -Saga Captive Prince #1 -#2 -#3

 

Titolo:Il principe prigioniero

Autore:C. S. Pacat

Genere:Fantasy Storico MM

Editore:Triskell Edizioni

 

  • Il principe prigioniero
  • La mossa del principe
  • L’ascesa dei re

  1. Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.
    Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.

    Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

 

2.Con i loro due paesi sull’orlo di una guerra, Damen e il suo nuovo padrone, Laurent, dovranno lasciarsi alle spalle gli intrighi del palazzo e concentrarsi sulle più ampie forze del campo di battaglia mentre viaggiano verso il confine per scongiurare un complotto fatale.
Costretto a nascondere la sua identità, Damen si sente sempre più attratto dal pericoloso e carismatico Laurent, ma via via che la fiducia nascente tra i due uomini si approfondisce, le scomode verità del passato minacciano di infliggere il colpo mortale al delicato legame che ha cominciato a unirli…

3.Damianos di Akielos è tornato.
Ora che la sua identità è stata svelata, Damen deve affrontare il suo padrone, Laurent, come Damianos di Akielos, l’uomo che il principe di Vere ha giurato di uccidere.
Sull’orlo di una battaglia epocale, il futuro dei loro due regni è in bilico. A sud, l’esercito di Castor si sta radunando, mentre a nord le forze del reggente si mobilitano per la guerra. L’unica speranza di Damen è allearsi con Laurent per sconfiggere insieme i loro usurpatori. Ma anche se la fragile fiducia che condividono resisterà alla rivelazione della vera identità di Damen, sarà sufficiente per sventare l’ultimo e più spietato piano del reggente?

 

 

 

 

 

Ho letto la saga tutta insieme, e sono abbastanza certa che l’autrice volesse così. Sì perché i libri sono pensati e strutturati come un unico romanzo, leggerne solo uno, o due, non porterebbe a nessuna conclusione. E in questo ci viene incontro la scorrevolezza del testo, per fortuna, poiché, nonostante ami le saghe, prediligo quelle in cui i singoli volumi sono autoconclusivi. La scrittrice però è una buona penna e mi ha permesso di godermi tutti e tre i volumi, nel giro di un weekend. Evviva il digitale, avrei dato di matto se avessi dovuto aspettare il corriere per il cartaceo.

Quindi, visto che sono stati scritti come un unico romanzo, li ho letti come un unico romanzo, li recensirò anche come un unico romanzo. Spero mi scuserete se mi dilungherò un po’ più del solito.

Partiamo con un accenno di trama. Damianos (Damen) è un principe guerriero amato e rispettato ed è il legittimo erede al trono. Suo fratello e la sua amante Jocasta (gran personaggio, vi stupirà) gli ammazzano il padre, gli sfilano il trono da sotto al sedere, lo picchiano un po’, che non guasta mai, e lo spediscono con un altro nome al principe Laurent, erede al trono di Vere, una nazione nemica, perché ne faccia il proprio schiavo di letto. E qui mi sono detta, ci siamo, ecco il solito MM con sfumature sadomaso in cui lo schiavo si becca una bella sindrome di Stoccolma e vivono tutti felici e contenti.

E invece no.

O meglio, non proprio così.

Per prima cosa per la caratterizzazione dei personaggi, che è ottima. Possiamo anticipare le mosse di Damen, e quindi essere in apprensione per lui, gridare tra noi “no! Ma come ti viene in mente!” 

Possiamo cercare di sciogliere il nodo marinaro che è il carattere di Laurent, provare a capire i suoi sotterfugi, le sue macchinazioni. Ma tanto, complice anche l’ottima scelta di lasciare il pov su Damen, non ci riusciremo, apprezzando il mistero e il gelo che questo personaggio si porta dentro.

Laurent è atipico, freddo, glaciale e pare non avere alcun interesse per il sesso (particolarmente apprezzato alla corte di Vere), né per coltivare amicizie. Tutto il suo interesse è volto, e giustamente col senno di poi, a suo zio, il reggente. Reggente che pare aver preso particolarmente a cuore il proprio ruolo, tanto che cercherà in ogni modo di strappare il trono a Laurent, non ultimo, tentando di ucciderlo. E qui c’è anche una rivelazione finale che spiegherebbe buona parte del nodo scorsoio che Laurent si porta nello stomaco, ma che è talmente tirata per le lunghe, talmente tanto accennata e piena di indizi disseminati a destra e a manca che, quando finalmente arriva, l’unica cosa che viene in mente è “e ci sono arrivati, finalmente!” Avrei preferito una sorpresa.

Comunque, Damen arriva a corte e Laurent non ha alcuna intenzione di usarlo in termini sessuali. Però si premura di farlo combattere in un’arena e di fargli strappare la pelle a frustate. Il nostro impiega un bel po’ a riprendersi e nel frattempo cerca di imparare, ruba con gli occhi, ascolta.

Avevo dimenticato un particolare niente male, Laurent non fa mistero di aver volto la propria vita alla ricerca e conseguente uccisione del principe Damianos, colpevole di avergli ammazzato il fratello in battaglia. 

Così, giusto per non farsi mancare nulla.

La vita alla corte di Vere è come crogiolarsi in un roveto dove si annidano serpi velenose. E per quanto Damen abbia come interesse primario, tornare alla sua terra, far fuori il fratello e riprendersi il trono, non può non ammirare il modo in cui Laurent riesce a destreggiarsi tra spine e morsi.

Damen si ritrova a essere una pedina nei giochi di potere tra Laurent e suo zio, giochi che poi verranno svelati nel corso della saga e che ci faranno dire “ah, ecco perché faceva così.” La cosa più difficile per lui sarà capire di chi fidarsi.

Tra intrighi, macchinazioni e una guerra alle porte, Damen apprezza sempre di più le doti di Laurent, la sua incredibile intelligenza, la sua scaltrezza e Laurent riesce quasi a fidarsi per la prima volta di qualcuno. Di questo enorme guerriero, onesto e integerrimo.

La storia va avanti come un’enorme partita a scacchi, in cui i veri giocatori sono Laurent e suo zio, che porterà sull’orlo di una guerra, anzi più di una.

Quando siamo quasi alla resa dei conti, quando Laurent ha i suoi fedelissimi soldati, l’appoggio di alcuni nobili e Damen può di nuovo contare sul proprio esercito, su una parte di esso in verità, la sua identità viene scoperta. Ed è qui che il personaggio di Laurent brilla.

Comunque, è chiaro che l’autrice volesse raccontarci una lunga storia d’amore e ci riesce alla grande, il wordbuilding che è appena accennato nel primo volume prende corpo e senso negli altri due, anche se non possiamo davvero definirlo un fantasy. I personaggi sono ottimi, anche i comprimari, alcune scene davvero ben descritte e coinvolgenti.

La cosa che ho apprezzato di più è stata la complessità dei tasselli sparsi lungo tutta la saga e quanto ogni cosa non fosse lì per caso. Quella che ho apprezzato meno, il motivo del rapporto tra Laurent e suo zio. Cosa fosse accaduto era chiaro quasi da subito e portarsi dietro quello che dovrebbe essere un colpo di scena per un libro intero, è pesantino.

Detto questo, una lettura che consiglio assolutamente, non solo agli amanti del genere MM.

 

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