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Recensione: Il precettore di Nora Ferraris

  Venezia 1636. Raphael Deshawn era chiamato l'angelo per via dell'incarnato roseo, degli occhi blu, le labbra rosse e in generale in virtù dell’armonia d’insieme di quei lineamenti eccezionalmente delicati, ma era famoso per un motivo in particolare: l'estrema educazione e il rispetto del ton fuori dalle lenzuola e l'inattesa, sorprendente maleducazione, quando decideva che una donna valesse lo sforzo di andare oltre i convenevoli. Questo romanzo è stato una scoperta bomba, uno di quei libri che ti cambiano la giornata da così a così, e considerando che io leggo a raffica non è scontato trovare una storia così interessante, un intreccio così difficile e…

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Venezia 1636Raphael Deshawn era chiamato l’angelo per via dell’incarnato roseo, degli occhi blu, le labbra rosse e in generale in virtù dell’armonia d’insieme di quei lineamenti eccezionalmente delicati, ma era famoso per un motivo in particolare: l’estrema educazione e il rispetto del ton fuori dalle lenzuola e l’inattesa, sorprendente maleducazione, quando decideva che una donna valesse lo sforzo di andare oltre i convenevoli.

Questo romanzo è stato una scoperta bomba, uno di quei libri che ti cambiano la giornata da così a così, e considerando che io leggo a raffica non è scontato trovare una storia così interessante, un intreccio così difficile e due personaggi che rimangono scolpiti nel cervello.

Il precettore non è un romanzo storico, non è un romanzo rosa, non è un giallo ma è un curioso mix di questi generi con una storia che più mentale non si può: ti incastra tra le righe senza mollarti fino alla fine.

È un libro che non puoi dominare ma che ti domina.

Raphael Deshawn è un uomo bellissimo, dal corpo perfetto, dallo sguardo blu perverso e incantantatore. Nei salotti nobili di Venezia è soprannominato “l’angelo”, non c’è donna maritata o meno che gli resista. Spietato e crudele tra le lenzuola rimane come un marchio nell’animo delle donne che conquista e nessuna lo può dimenticare. Si accompagna nelle sue dissolute giornate a Duccio Vivanti, un nobile sfaccendato e straricco che lo porta ovunque come suo accompagnatore e ne paga i vizi e i licenziosi passatempi.

Durante una serata di ozi e chiacchiere nel salotto di Giada Foscari, Raphael incontra la figlia di lei, Arianna, un passerotto indifeso, un fantasma di donna, vittima di una madre odiosa e crudele, di un padre assente, di un pazzo che molti anni prima l’aveva rapita e l’aveva rimandata a casa con una mano maciullata. È una ragazza apparentemente remissiva che nasconde invece una grande rabbia e forza d’animo.

L’attrazione tra i due nasce nel peggiore dei modi: lei, menomata nel corpo ma non nello spirito, vive la vicinanza con questo splendido uomo che le viene affiancato come precettore e insegnante di inglese come una duplice minaccia: da un lato la consapevolezza che il difetto fisico che l’affligge è un deterrente per qualsiasi innamorato, dall’altra il terrore che la sua splendida madre conquisti per prima il bell’inglese e macchi l’intesa di spirito che tra un verso di Shakespeare e preziosi momenti di vicinanza si è creata.

Tra i canali di acqua torbida, l’ombra della peste e fantasmi di una vita passata, la vicenda si macchierà del sangue di vittime innocenti. Un misterioso assassino si mescolerà ai nobili nei saloni dalle cornici dorate, una pericolosa attrazione erotica minerà le certezze di Arianna che è in attesa del promesso sposo dall’Inghilterra, i segreti si infittiranno e diventerà impossibile distinguere realtà e mistificazione.

Un caleidoscopio colorato e vivace come solo il Carnevale a Venezia può essere. Licenzioso, sfrenato e voluttuoso sarà il sentimento che nascerà… ma sarà destinato a durare oppure chi trama nell’ombra lo renderà impossibile?

Editing Silvia

 

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