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Recensione: “Il peccato capitale” di Maria Grund

Titolo : Il peccato capitale

Autore: Maria Grund

Editore: Nord

Genere: Thriller

Data di pubblicazione: 3 Giugno 2021

Alcuni peccati possono essere lavati solo col sangue… Due morti sconvolgono la quiete di una piccola isola al largo della costa svedese. Prima il cadavere di una ragazzina riemerge dalle gelide acque del lago di una cava, poi una ricca collezionista di libri antichi viene trovata riversa in una pozza di sangue in casa sua. Se dai tagli sui polsi sembrerebbe che la ragazzina si sia suicidata, la donna invece è stata uccisa con numerose pugnalate al petto, e presenta anche una strana ferita alla gola: due linee nette che s’intersecano a formare una croce. A indagare sui casi è Sanna Berling, una donna in bilico sull’orlo dell’abisso. Tornata in servizio dopo che un incendio doloso le ha strappato via la famiglia, tiene sempre in tasca l’indirizzo del piromane, assolto per un cavillo legale, e spera che il lavoro la distolga dalla sete di vendetta che le avvelena l’anima. Nello studio della collezionista, l’attenzione di Sanna viene subito catturata da un quadro che rappresenta un gruppo di giovani col volto coperto da maschere di animali. Un dettaglio, quello, che potrebbe collegare la vittima alla ragazzina della cava. E quando un secondo cadavere, e poi un terzo, vengono rinvenuti con la stessa croce segnata sul collo, Sanna si convince che quella catena di morte affonda le radici nel passato e che è solo all’inizio. Per spezzarla, ha un unico testimone: Jack, il figlio tredicenne di una delle vittime, che potrebbe aver visto l’assassino. Ma il ragazzo è sotto shock e non parla con nessuno. Eppure, se è nella stessa stanza con Sanna, i suoi occhi si accendono di una luce diversa. Solo lei può convincerlo ad aprirsi, riportando alla luce una verità che in molti, sull’isola, preferirebbero restasse sepolta…

 

In una fredda mattina, in una cittadina dai toni cupi e decadenti, viene rinvenuto il corpo di una ragazzina sulla riva di un lago. Tutto fa pensare a un suicidio e tutti vorrebbero liquidarlo come tale, ma Sanna, una detective con un peso immenso sul cuore e vittima a sua volta della violenza di un serial killer che le ha ucciso marito e figlio, non è convinta. La sua ipotesi, però, non sembra riuscire a scuotere il suo collega, ormai prossimo alla pensione, né il suo capo che vorrebbe semplicemente chiudere quel caso e andare oltre. Quell’oltre, ahimè, arriva anche troppo presto quando in una lussuosa villa viene trovato il corpo di un’antiquaria mentre il marito della stessa scompare misteriosamente. Così, la nostra protagonista e la sua nuova spalla, una detective sbattuta in periferia per via della sua natura non proprio accomodante, si ritrovano a indagare sull’omicidio della antiquaria che nel corso del romanzo si affianca a nuove morti e si allaccia a un misterioso filo che lo lega con il passato della suicida. Un solo testimone compare, ma muto e troppo giovane, a cui Sanna si accosta nel disperato tentativo di fermare questa assurda mattanza. Ma sarà davvero capace di riuscirci e rimestare dal passato oscuri peccati permetterà di portarla a capire cosa sta accadendo e perché?

Care Fenici, in questa mia estate che si tinge sempre più di giallo, questo romanzo merita una menzione a parte. L’autrice ci dona delle atmosfere davvero gotiche e cupe in una sin city dove anche i buoni hanno i loro peccati e dove l’innocenza non è mai risparmiata. Le protagoniste femminili sono affascinanti e dannate con le loro vite incasinate e i loro dolori mai sopiti. Gli uomini sono un contorno che non riesce a rubare la scena all’elemento femminile, ma che donano comunque una nota di profondità alla vicenda. Grandi uomini affiancati a maestose figure di donne fragili e possenti nella forza delle loro emozioni, che nell’evolversi della vicenda intessono nuovi legami e stringono nuove inaspettate amicizie. Nello sfondo misteri su misteri, intrighi, religione e devianza della stessa, maschere misteriose e vecchie foto che non vorresti mai vedere, quadri di autrici disturbanti e oscuri in un mix di puro brivido e mistero. Le emozioni non mancano mai in questo romanzo che ti porta a lanciarti in una lettura forsennata solo per riuscire a ricucire il quadro di insieme e ammirarlo con stupore assoluto, perché quello che alla fine si rivela è proprio ciò che non ti aspetti.

Un romanzo da leggere tutto in un fiato e passare poi qualche giorno a digerirlo perché è davvero tanta l’oscurità che porta con sé.

 

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Sara

Kureha

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