Home » Recensione libri » Recensione: ”Il nostro posto” di Miriam Tocci

Recensione: ”Il nostro posto” di Miriam Tocci

Titolo: Il nostro posto
Autore: Miriam Tocci
Editore: Amazon Publishing
Genere: Romance
Prezzo Ebook: € 3,99

Data di pubblicazione: il 6 Ottobre 2020

l lavoro farà incontrare Erin e Kian, la musica condurrà il gioco, ma riuscirà la magica Irlanda a unirli?

Erin è carismatica e sicura di sé. A Roma, è il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria irlandese. Nella vita privata, però, si sente fuori posto e si consola con la musica e l’affetto delle sue spassose amiche: Elena e Lisa.

Una sera, in un locale della movida romana incontra Kian, un famoso cantautore irlandese. Bello e affabile, è sempre circondato da donne. La musica è la sua vita, ed è stato proprio un calo d’ispirazione a portarlo nella Città Eterna.

L’attrazione fra i due è immediata e passionale, ma il peso di un passato rimasto a lungo nascosto crea in Erin incertezze. Anche lei ha nel sangue l’Irlanda, e un viaggio di lavoro a Dublino la porta a scoprire di più sulla propria vita.

La magica Terra di smeraldo farà da cornice a incontri inaspettati e a soluzioni inimmaginabili. A ritmo di musica, Erin e Kian riusciranno a sciogliere gli antichi nodi, e a legare il passato con il presente per trovare il proprio posto nella vita?

Ho letto per voi questo romanzo di Miriam Tocci; alcune caratteristiche sono divine e attraenti, altre non mi hanno proprio convinta.

Iniziamo dallo stile, che è evocativo, poetico, ricercato e in grado di far sognare. Grazie a queste proprietà linguistiche l’autrice è in grado di farci e far vivere la musica con tutti e cinque i sensi. La musica suona attraverso le parole e via via arriva a diventare un tramite, una sorta di medium per comunicare con la defunta madre di Erin. È così strutturata e ricca di accezioni da rappresentare essa stessa un personaggio.

Con questo stesso stile poco scivoloso e un po’ retorico l’autrice dipinge anche le meraviglie dell’Irlanda, le sue tradizioni, tentando di risvegliare in noi sensazioni e metafore. Naturalmente questo conferisce all’ambientazione grande limpidezza e realismo. Tuttavia, la storia non contiene abbastanza angst per mitigare il difetto di questo stile, e il ritmo narrativo rimane rallentato, riflessivo, pacato, pieno di emozioni evocate dai ricordi di Erin e dalla ricostruzione della storia di sua madre.

Il corpo era suono. E il suono una lingua universale.

Nella propria mente, Erin sovrappose le mani di Leah sull’arpa a quelle di Kian sulla Fender e sui tasti del pianoforte. Vi riconobbe lo stesso rispetto, lo stesso amore profondo, la stessa capacità di rendersi strumento per la musica.

Sono rimasta meno soddisfatta dalle caratterizzazioni, l’impressione è che i personaggi siano un po’ stereotipati: Kian è il ragazzo perfetto, così come sua madre. Tutti sono musicisti, artisti fantastici, privi di difetti, molto positivi, romantici, delicati, empatici. E mentre la madre di Erin ha compiuto scelte difficili e discutibili, il suo ex è, invece, il classico antagonista manipolatore e viscido.

L’unica protagonista che presenta dei difetti è Erin, la cui caratterizzazione è una somma di contrasti: da un lato manipolata e dall’altro determinata e forte; da un lato fata e dall’altro guerriera. Senza dubbio il suo personaggio è volutamente costruito in modo ambiguo, omnicomprensivo. Non sono riuscita però a capire se sia riuscito bene, perché di nuovo ci rimanda al concetto di personaggio perfetto, che racchiude tutto, così tanto da non essere credibile, realistico.

«No, davvero. Sono qui da meno di ventiquattrore e mi sembra già di aver cambiato abitudini. A casa, mi sento continuamente proiettata verso ciò che viene “dopo” quello che sto facendo. Qui con te, invece, sembra che il tempo voglia esaurirsi nel presente.»

Ho avuto spesso la sensazione che la storia non fosse costruita su una coppia, ma facesse fulcro su Erin e la scoperta delle sue radici, della sua strada (a mio avviso, non ci sarebbe stato nulla di male nell’escludere dall’equazione un principe azzurro di carta).

Erin mi sembra più innamorata dell’Irlanda che del suo Kian: è un ragazzo stupendo, comprensivo, praticamente perfetto ed è quindi davvero difficile non amarlo; eppure forse proprio per questo non ha nessuna peculiarità o difetto così attraente o adorabile che ci convinca che Erin ami davvero lui, proprio lui con tutti i suoi pregi e difetti, un quanto essere umano che vive, sbaglia, sceglie, tenta e non possa essere attratta da nessun altro ragazzo semplicemente “Irlandese e musicista”.

«Io ti amo, Kian. Dal primo istante, e questo… Questo mi spaventa a morte…»

«Anche a me» sorrise lui, sentendo un’emozione prepotente scoppiargli nel cuore. «Anche a me terrorizza ma… mi piace come mi sento con te» le disse, baciandola ancora. «Ti amo, Erin. Sei la mia musica. E vorrei che tra noi non ci fossero più segreti.»

Dal punto di vista dell’arco narrativo, il romanzo funziona abbastanza bene fino a metà: quando Erin conosce Kian, questo crea un cortocircuito nel modo malato di rapportarsi che lei ha con il suo ex ragazzo, e questo le fa intravedere nuove opportunità e una nuova attrazione. Nella seconda parte, il ritmo rallenta sempre di più, perché aumenta lo spazio dedicato ad approfondire il filone secondario basato sulla storia d’amore della madre di Erin e a soffermarsi su momenti riflessivi in cui Erin si lascia prendere da emozioni nostalgiche e tristi. Questo allontana ancor di più gli sviluppi della storia sentimentale tra Erin e Kian, già ampiamente prevedibili.

Si tratta quindi di due trame romantiche intrecciate, quella passata e quella presente e, anche se una è volta ad addolcire l’evidente impossibilità del lieto fine là dove la madre non c’è più, di fatto questo bilanciamento non c’è. La storia di Erin è scontata e prevedibile (oltre che un po’ troppo fiabesca), mentre l’altra ci provoca un gusto amaro e sofferto, ci commuove e ci rattrista, lasciandoci con un senso di incompiutezza a causa delle scelte sbagliate giustificate in modo incapace di lenire e darci pace.

Chiuse gli occhi. Sentì il suono della chitarra aggiungersi dopo pochi istanti.

Ogni nota le si infilò sottopelle, affondando dolorosa come una scheggia di legno nella carne e, a un tempo, balsamica come un unguento.

Le parve di sentire il respiro di Kian su di sé, il calore delle sue mani scivolarle sul corpo, come se lei potesse diventare uno strumento e tradurre in suoni ogni carezza. E poi le sue labbra perfette, la lingua che le lambiva i seni e le stuzzicava la carne per darle piacere.

Frequenti sono le scene di sesso, che ho trovato superflue per questa tipologia di stile narrativo, pur essendo raccontate in modo discreto.

È quindi una storia romantica? Nel complesso, credo che sia più appropriato dire che sia drammatica, perché la scena principale è abitata dalla nostalgia per la madre morta, dal rapporto di Erin con l’Irlanda, con la musica, con il padre. Il resto, incluso il partner e l’ex, sono solo elementi collaterali che abbelliscono la trama.

Quando scriveva una canzone, la musica si intrecciava al testo in maniera quasi fisiologica e nella sua mente ogni sillaba, ogni vocale andava a collocarsi in una sorta di casella immaginaria, che corrispondeva a una nota e, nell’insieme, a una melodia. Succedeva con una precisione quasi matematica.

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]
Titolo: Il nostro posto Autore: Miriam Tocci Editore: Amazon Publishing Genere: Romance Prezzo Ebook: € 3,99 Data di pubblicazione: il 6 Ottobre 2020 l lavoro farà incontrare Erin e Kian, la musica condurrà il gioco, ma riuscirà la magica Irlanda a unirli? Erin è carismatica e sicura di sé. A Roma, è il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria irlandese. Nella vita privata, però, si sente fuori posto e si consola con la musica e l’affetto delle sue spassose amiche: Elena e Lisa. Una sera, in un locale della movida romana incontra Kian, un famoso cantautore irlandese. Bello e affabile, è…

Score

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento