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Recensione: “Il libro dei nomi perduti” di Kristin Harmel

Titolo: Il libro dei nomi perduti
Autore: Kristin Harmel
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo Storico

«Sono passati più di sessant’anni da quando vidi questo volume per l’ultima volta, da quando vidi lui, per l’ultima volta, ma il passato sembra essere di nuovo qui, in questa stanza con me, e mi sento soffocare.»

Florida, 2005. Eva Traube Abrams, bibliotecaria quasi in pensione, leggendo il giornale una mattina si imbatte nella fotografia di un libro per lei molto speciale. Il volume, risalente al Diciottesimo secolo, fa parte dei numerosi testi saccheggiati dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale; recentemente ritrovato in Germania, sembra contenere una sorta di codice che i ricercatori non sanno decifrare.
Parigi, 1942. Eva è costretta ad abbandonare la città dopo l’arresto del padre, ebreo polacco. Rifugiatasi in una cittadina di confine, inizia a falsificare documenti per i bambini ebrei che fuggono nella Svizzera neutrale. Insieme al misterioso e affascinante Rémy, Eva decide di annotare in un libro in forma criptata i veri nomi dei ragazzini che, essendo troppo piccoli per ricordare, rischiano di dimenticare la propria identità. Così nasce il Libro dei nomi perduti, che diventa una testimonianza ancora più preziosa quando la cellula di resistenza viene tradita e Rémy scompare.
Alla fine del conflitto, Eva, sola e tormentata dai sensi di colpa, decide di ricostruirsi un’altra vita, lontana e diversa. Ha imparato a voltarsi indietro tante volte e ogni volta un pezzo di sé è andato smarrito. Ma ora che il passato bussa prepotente alla porta, avrà il coraggio di rivivere i vecchi ricordi?

Ispirato a una sorprendente storia vera, Il libro dei nomi perduti è molto più di una semplice vicenda di falsari. È un indimenticabile romanzo sull’identità e sul potere dei libri, una testimonianza della resilienza dello spirito umano e della forza dell’amore di fronte al male.

Uno straordinario racconto, ispirato alla vera storia dei membri della Resistenza francese che, durante l’invasione nazista, formarono una fitta rete di falsari, creatori di migliaia di documenti falsi, che permisero a ebrei, fuggiaschi e membri della resistenza di sottrarsi alle maglie delle SS.

Eva Traube è una giovane studentessa ebrea di origine polacca ma naturalizzata francese, che studia letteratura inglese all’università e ama stare in mezzo ai libri .

Il padre vive riparando macchine da scrivere fino al giorno in cui due poliziotti francesi si presentano alla porta di casa per arrestarlo e condurlo al campo di concentramento di Auschwitz. Eve si ritrova improvvisamente sola con sua madre, una donna semplice, attaccata alle tradizioni e incapace di guardare in faccia la realtà: solo la fuga potrà salvare entrambe dalla stessa sorte.

Grazie al materiale che il capo del padre le passerà di sottobanco, Eve produrrà i primi due documenti falsi per sé e per sua madre, riuscendo a salvarsi durante il viaggio fino ad Aurignon, un ridente paesino molto vicino al confine svizzero in un certo modo ancora lontano dall’ingerenza nazista.

Qui, con una madre sempre più recalcitrante e chiusa in un testardo rifiuto di rinunciare alla vita di prima, incapace di comprendere che il suo mondo è frantumato sotto lo stivale nazista, Eve entrerà a far parte di un’importante cellula della resistenza a cui fa capo un sacerdote cattolico Pére Clément. Nella biblioteca della sua piccola parrocchia è allestita una vera e propria stamperia clandestina e per lui Eve sarà colei che farà la differenza, grazie alla sua immensa abilità.

L’incontro con Remy, un giovane francese, partigiano esperto di documenti falsi e di esplosivi, cambierà la sua vita.

Mentre il suo rapporto con la madre si farà sempre più distante, quello con Remy, con Genevieve e con gli altri membri del gruppo che si nascondono dietro alle proprie semplici identità di fornai, librai e contadini si farà sempre più stretto, ed Eve troverà il suo scopo più importante: aiutare migliaia di bambini ebrei a fuggire attraverso il confine svizzero con le false generalità che lei gli fornirà.

In un piccolo testo di Sacre Scritture Eve e Remy troveranno il modo di lasciare traccia del vero nome di questi piccoli, per non permettere che le loro identità vengano perse e smarrite.

Sarà grazie a questo libro che Eve, dopo sessanta anni, ormai sul viale del tramonto dall’altra parte del mondo dove vive dal dopoguerra, riprenderà un aereo per la vecchia Europa e andrà finalmente incontro a un destino sospeso.

Romanzo profondamente intimistico ed emozionante come un grande affresco di guerra, che trasporta il lettore in un’epoca dolorosa e nello stesso tempo eroica; testimone di una dolcissima storia d’amore e di azioni vili e crudeli.

Finale particolarmente toccante e romantico rimette, almeno in parte, apposto i fili della vita di Eva e Remy.

Davvero bellissimo!

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Titolo: Il libro dei nomi perduti Autore: Kristin Harmel Editore: Sperling & Kupfer Genere: Romanzo Storico «Sono passati più di sessant'anni da quando vidi questo volume per l'ultima volta, da quando vidi lui, per l'ultima volta, ma il passato sembra essere di nuovo qui, in questa stanza con me, e mi sento soffocare.» Florida, 2005. Eva Traube Abrams, bibliotecaria quasi in pensione, leggendo il giornale una mattina si imbatte nella fotografia di un libro per lei molto speciale. Il volume, risalente al Diciottesimo secolo, fa parte dei numerosi testi saccheggiati dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale; recentemente ritrovato in Germania,…

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Emanuela

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