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Recensione: Il killer di Natale di Alex Pine 

 

Titolo: Il killer di Natale

Autore: Alex Pine

Genere: Thriller

Editore: Newton Compton Editori

Target: 16+

Data di pubblicazione: 28 Ottobre 2021

 

Dodici giorni a Natale. Dodici omicidi da risolvere per il detective James Walker. L’ispettore James Walker è pronto per un sereno Natale in famiglia nel tranquillo villaggio di Kirkby Abbey. Trasferitosi da Londra di recente, per sfuggire alla vendetta del capo di una gang che ha arrestato, tutto ciò che cerca è quiete e riposo. Ma quando, a nove giorni dal Natale, apre un pacchetto trovato inaspettatamente davanti alla sua porta, si rende conto che i suoi piani sono destinati a saltare. Dentro il pacchetto, infatti, c’è una lettera con una macabra promessa: “Dodici giorni, dodici omicidi”. E dopo poche ore la polizia trova il primo cadavere, mezzo congelato nella neve. Mentre le bufere si fanno più intense, il panico si diffonde nel sempre più isolato villaggio della Cumbria: tra la gente si nasconde un assassino e, con undici vittime annunciate, chiunque potrebbe essere il prossimo… Riuscirà James a fermare il killer prima che colpisca di nuovo?

 

 

 

 

Care Fenici questo romanzo è quanto ci vuole per dare una giusta scossa all’atmosfera natalizia che contagia le nostre vite , perché, sì, il Natale sarà una bella festa, ma ultimamente, arriva troppo presto, e quindi cosa c’è di meglio di un bel giallo ambientato in questo periodo?

Nulla.

Il killer di Natale è un gran bel thriller, l’autore riesce a plasmare un racconto avvincente dalla prima all’ultima pagina. 

La vicenda segue le vicissitudini di una coppia, i Walker, lui detective lei insegnante, costretti a trasferirsi da Londra al paesino in cui è nata lei, Kirkby  Abbey, per sfuggire alle minacce di un malavitoso appena uscito di prigione con tutta l’intenzione di vendicarsi del poliziotto. 

Trasferitisi nella ridente e rurale cittadina, i due si trovano catapultati in un nuovo incubo in cui un misterioso assassino sembra deciso a perseguitarli. 

Che sia il loro nemico che li ha raggiunti? O qualcosa di più folle e oscuro si cela dietro ai delitti che sconvolgono la piccola comunità?

Molteplici le virtù di questo romanzo a partire dai protagonisti ben descritti e inseriti nella  storia in modo credibile e realistico. 

I personaggi sono caratterizzati con grande attenzione per i dettagli e la realtà di provincia descritta è assolutamente  contemporanea . Abbiamo l’immigrato che si sente emarginato e che vive con dolore la perdita della madre abbandonata, a suo dire, da tutti, abbiamo la giovane divorziata che sbarca il lunario assistendo gli anziani e facendo da cassa di risonanza per i pettegoli del paese. Abbiamo l’ex galeotto odiato da una comunità che, con il suo sdegno, gli vuole ricordare quanto sia difficile dimenticare il suo passato; abbiamo l’anziano padre che difende il figlio contro tutto e tutti; la blasonata coppia con scheletri nell’armadio; sino al vecchio prete, punto di riferimento della piccola comunità, dal quale  tutti giungono in cerca di perdono e conforto.

La trama è ben congegnata e i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante. Anche nell’arte del far ritrovare le varie vittime, Pine è un mago a creare la giusta atmosfera tenendoci con il fiato sospeso. La narrazione dell’omicidio, infatti, ha il punto di vista della vittima stessa, e l’autore ha il merito di farci scoprire il colpevole solo seguendo le indagini del detective Walker.

Pregevole è il crescendo di sgomento che si insinua nei protagonisti e nella comunità man mano che ogni omicidio porta alla luce i peccati di ciascuno, soprattutto quelli ben custoditi e sempre taciuti.

Un libro coinvolgente e sconvolgente che rapisce fino all’ultima pagina!

 

 

 

 

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