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Recensione: Il giro di chiave di Ruth Ware

Titolo: Il giro di chiave
Autore: Ruth Ware
Editrice: Corbaccio
Genere: Thriller
Data di pubblicazione:01 Luglio 2021

La casa dei loro sogni è diventata il tuo peggiore incubo.

L’occhio le era caduto sull’annuncio mentre stava pensando a tutt’altro, ma le era sembrata un’opportunità troppo interessante per non approfittarne: babysitter a tempo pieno, ottimo stipendio alloggio compreso. E quando Rowan Caine arriva a Heatherbrae resta incantata di fronte a una villa splendida, modernissima, incastonata nel meraviglioso paesaggio delle Highlands scozzesi e abitata da quella che sembra essere una famiglia perfetta. Quello che non sa è che sta per precipitare in un incubo folle, con una bambina morta e lei in prigione accusata del suo omicidio. Nella lunga lettera che scrive all’avvocato, Rowan cerca di ricostruire passo passo gli eventi che l’hanno condotta fin lì. Non si trattava solo della casa, con l’impianto di sorveglianza attivo ovunque ventiquattr’ore al giorno, i controlli in remoto che inspiegabilmente facevano risuonare la musica a tutto volume nel cuore della notte o accendevano le luci all’improvviso. E nemmeno delle bambine, molto diverse dalle figlie modello che le erano parse a prima vista. E nemmeno il fatto che sia rimasta sola per settimane intere a prendersi cura di loro, senza nessun altro adulto vicino, a parte Jack Grant, un giovane uomo stranamente inquietante. Era tutto l’insieme. Sa di aver commesso degli errori, di aver mentito pur di avere il posto, e di non essersi sempre comportata nella maniera migliore con le bambine. Insomma, sa di non essere innocente. Ma sa di non essere colpevole. Quantomeno di omicidio. Il che significa che è stato qualcun altro… Nel Giro di chiave, Ruth Ware si richiama con grande maestria al capolavoro horror di Henry James, Un giro di vite. E il risultato è un romanzo pieno di colpi di scena imprevedibili. Fino all’ultima pagina.

Rowan Caine, durante una ricerca sulla rete, si imbatte in un annuncio di lavoro allettante. La posizione offerta è quella di tata in una famiglia che vive nelle Highlands scozzesi; lei non era alla ricerca di un lavoro, del resto un impiego ce lo ha già in un nido a Londra, ma un’occasione così si presenta una volta nella vita. Manda quindi il curriculum, farebbe “carte false” pur di avere quella posizione e dopo un’intervista con la padrona di casa, Sandra, la ottiene. Sembra un sogno divenuto realtà, una paga astronomica, in una casa, la Heatherbarae House, super moderna e intelligente, messa a nuovo dai proprietari entrambi architetti. Cosa si potrà mai chiedere di più?
Si sa, non è tutto oro quello che luccica e quando il giorno successivo al suo arrivo, dopo la partenza di entrambi i genitori per motivi lavorativi, si ritrova sola con le tre bambine, inizia pian pianino un vero inferno che culminerà con la morte di una delle piccole, e tutti gli indizi punteranno il dito su di lei.

 

Rowan è una ragazza ventiquattrenne a cui si prospetta un’opportunità d’oro, da acciuffare con tutte le forze e senza lasciarla andare, ma il gioco non vale la candela e si imbarca in qualcosa decisamente più complesso di ciò che sembrava. Oltre all’inferno che sta vivendo in quella casa, le pesa anche il dover fingere; lei nasconde qualcosa, ma cosa? Ci è chiaro sin da subito che non solo sta celando una verità ma tenta anche di imporre a se stessa un comportamento, un atteggiamento che non le appartiene, perché?

Sandra e Bill, i genitori e nuovi datori di lavoro di Rowan, li troviamo solo all’inizio del libro, quindi su di loro si capisce ben poco. Lei è una madre precisa e apprensiva, che ha un “manuale” di circa duecento pagine sulle cose da poter fare o meno con le sue figlie, cosa devono mangiare e cosa no, direi un tantino paranoica e maniaca della precisione. Bill dall’altro canto sembra un uomo menefreghista, pensa solo al suo lavoro e forse anche ad altro…

Le bambine (sarà politicamente scorretto dirlo, ma non resisto) sono insopportabili, da prendere a pedate un giorno sì e l’altro pure. Ma bando alle ciance sulla mia non pazienza con pargoletti simili, e passiamo alla loro presentazione.

Maddie ha otto anni, la peggiore, che dà da subito filo da torcere a Rowan, antipatica e irriverente comanda a bacchetta la sorella minore Ellie, con i suoi soli cinque anni sembra più dolce e vorrebbe far amicizia con la tata e tenta anche di farlo, ma come ho già detto Maddie la controlla e al contrario della piccolina, lei non vuole quella babysitter lì.

Poi c’è la più piccola, Petra, che ha solamente diciotto mesi e di lei non posso dir granché, tranne che mangia, dorme e… va beh, fa quello che fanno i bimbi così piccoli.

Infine, c’è la figlia più grande, Rhiannon, quattordicenne che vive in collegio e sarà presente solo per un breve periodo. In quel tempo, seppur breve, si delinea subito la sua personalità: una ragazzina ribelle e viziata, che vuole solo uscire e dettare lei i tempi e i modi con cui farlo e Rowan non può che sottostare, perché forse la teenager tutto pepe sa qualcosa…

L’unico altro adulto presente è Jack, seppur in modo secondario, il tuttofare della famiglia Elincourt, un uomo semplice e disponibile con la nuova arrivata, sempre presente al bisogno; ma anche lui ha quell’alone di mistero che lo circonda, chissà se anche Jack nasconde qualcosa?

La storia è raccontata da Rowan tramite una lettera indirizzata a un avvocato molto famoso e bravo. Nel vano tentativo di diventare una sua cliente, lei scrive questa lunghissima lettera super dettagliata dalla prigione. Come è chiaro sin dall’inizio, è stata accusata di aver ucciso una delle bimbe di cui doveva prendersi cura. Lei però sa di non essere colpevole, almeno non di omicidio, e racconta tutto l’accaduto dal primo colloquio fino alla fine.

Ruth Ware è riuscita a creare, come sempre, un’atmosfera cupa e piena di mistero e tensione con sfumature horror. La trama si espande lentamente, forse un po’ troppo, con un climax crescente e alla fine più interessante. Il finale mi ha lasciato un po’ confusa, non me lo sarei immaginato in un certo senso, quindi un aspetto decisamente positivo, ma delusa in un altro. Rimanere con dei punti interrogativi dopo aver chiuso il libro, quando è uno stand-alone, non mi fa impazzire. Però tutto sommato ha i suoi meriti, considerando il grado di tensione che riesce a trasmettere e quel risvolto inaspettato.

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Titolo: Il giro di chiave Autore: Ruth Ware Editrice: Corbaccio Genere: Thriller Data di pubblicazione:01 Luglio 2021 La casa dei loro sogni è diventata il tuo peggiore incubo. L'occhio le era caduto sull'annuncio mentre stava pensando a tutt'altro, ma le era sembrata un'opportunità troppo interessante per non approfittarne: babysitter a tempo pieno, ottimo stipendio alloggio compreso. E quando Rowan Caine arriva a Heatherbrae resta incantata di fronte a una villa splendida, modernissima, incastonata nel meraviglioso paesaggio delle Highlands scozzesi e abitata da quella che sembra essere una famiglia perfetta. Quello che non sa è che sta per precipitare in un…

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Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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