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Recensione: “Il gioco del silenzio” di Rob Keller

Autore: Rob Keller
Editore: DEA PLANETA
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 24/09/2019

Cristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l’ultimo caso della sua carriera l’ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago di Como dove è cresciuta e dal quale è fuggita molti anni prima. Troppi incubi, troppi fantasmi, per Cristina, in quelle acque scure e profonde. Tornare sul lago significa ritrovare suo padre, con il quale ha un rapporto tormentato, e soprattutto rimettere piede nella Villa degli Orologi, la spaventosa tenuta dalla quale i Radlach controllano non solo gli affari di tutta la zona, ma anche le vite di chi vi abita. La donna resiste con ogni forza alla tentazione di indagare sulla morte dello zio, perché intuisce che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach. Ma quando Leone troverà in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventerà impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi. Tra antiche leggende, strane visioni e pericoli più che reali, Rob Keller costruisce un inarrestabile sistema di ingranaggi narrativi, nel quale le tenebre del lago impallidiscono di fronte a quelle ben più inquietanti dell’animo umano.

Edddddddai, ammettetelo, quanti di voi almeno una volta non hanno spettegolato su qualcuno, incuriosito dalla sua vita? Chi non ha almeno un segreto? Alcuni sono inconfessabili, come quelli della famiglia in questione, altri meno criptici e crudi ma pur sempre segreti sono.

La famiglia Radlach è, come dire… maledetta, con una villa al limite della ricchezza sfrontata, chiamata “la Villa degli Orologi” dai cittadini di Cadenabbia, un paesino sul lago di Como. È stato soprannominata così proprio perché i suo abitanti amano collezionarli, soprattutto se rari e preziosi.

Adorano i loro segreti, nessuno si può avvicinare a loro, tantomeno ai segreti che nascondono e a qualunque cosa accada all’interno delle mura, deve restare tutto ben celato. Vige una sola regola con i Radlach: se parli muori.

Sono stata tremendamente attratta dalla trama di questo libro, soprattutto dopo un periodo abbastanza lungo in cui leggevo fantasy. Amo questi due generi e molto spesso li alterno. Purtroppo qualcosa mi ha sempre frenato: probabilmente perché le recensioni non sono sempre positive, ma per fortuna ognuno di noi ha dei gusti propri!

Cristina Marinoni è la protagonista principale, affiancata dal marito Lorenzo, un drammaturgo, e il padre. Lei era una nota criminologa milanese, la migliore sul campo, ma l’ultimo caso l’ha letteralmente distrutta facendola cadere in un baratro. Decide così di lasciare la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone che soffre di un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Poi, un giorno, il telefono squilla. Zio Francesco si è suicidato, o così sembra in apparenza.

Cristina non vorrebbe tornare al paesino d’origine, anche perché vorrebbe dire tornare dal padre con cui ha avuto un’infanzia tormentata, sulle orme della madre morta tempo prima in circostanze poco chiare ma soprattutto in quella villa maledetta, dove ci ha lasciato lacrime amare da piccola e cuori infranti da adolescente.

Ma qualcosa la chiama, il suo intuito le dice che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach.

Quando Leone trova in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventa impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi.

Cristina si troverà a prendere decisioni scomode, dovrà combattere con vecchi scheletri nell’armadio e diffidare di tutte le certezze che negli anni si è costruita.

La trama è ricca sia di suspense che di colpi di scena. Le ambientazioni sono davvero sinistre e la scrittura è molto fluida, caratterizzata da un ritmo serrato in grado di far divorare le pagine al lettore. Ci troviamo a conoscere dei personaggi con un animo cupo e psicologicamente instabile, andremo a scavare nei meandri più bui della psiche e dell’animo umano.

Rob Keller, autore italo-tedesco che purtroppo non conoscevo, costruisce un inarrestabile sistema di ingranaggi narrativi, nel quale le tenebre del lago impallidiscono di fronte a quelle ben più inquietanti dell’animo umano. Spero che non sia il suo primo e ultimo romanzo.

Molto spesso ultimamente scelgo il libro dalla copertina, anche questa volta il mio intuito mi ha portato sulla buona strada. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere, a chi vuole fare un cambio di lettura o a chi, come me, ama il brivido dell’inconscio e delle mille sfaccettature della psiche umana. Anche questo sono i thriller. Libri in cui l’autore, molte volte, scava nei confini della psiche e prende spunto da casi realmente accaduti o di cui non si ricorda nulla o a cui nessuno vuol credere.

Autore: Rob Keller Editore: DEA PLANETA Genere: Narrativa Data di pubblicazione: 24/09/2019 Cristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l’ultimo caso della sua carriera l’ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago…

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Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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