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Recensione: Il fuoco di Pandora di Matteo Strukul

 

Titolo: Il fuoco di Pandora

Autore: Matteo Strukul

Editore: Solferino

Genere: Storico mitologico

Data di pubblicazione: il 9 Settembre 2021

 

Nella notte che regna sui villaggi degli uomini, Pandora ricorda. Si è esiliata dall’Olimpo per rimediare al dolore scatenato sul mondo dall’apertura del vaso a lei affidato, la trappola di Zeus. Si è data una missione: portare agli umani il fuoco, i suoi usi e le sue storie, dalla magia della Fenice alla sfortunata corsa di Fetonte sul carro del sole, alla battaglia di Ecate, Signora delle Fiaccole, contro il gigante Clizio. Ma quello tra le donne e il fuoco è un legame che non finisce con Pandora. Continua con Pentesilea, amazzone guerriera, forgiata nelle fiamme, perseguitata da una maledizione e destinata ad affrontare Achille sotto le mura di Troia. Con la pira funebre che conclude la vicenda di Didone, regina orgogliosa e abbandonata che si dà la morte dopo la partenza di Enea. Con il diadema e la veste intrisi di fiamme che consumano Glauce, la nuova moglie di Giasone, doni mortali di Medea ripudiata. Generose e vendicatrici, sagge e impetuose, Matteo Strukul costruisce in questo libro un vero e proprio pantheon di capostipiti femminili, a cui dà voce di volta in volta per ricostruire i miti fondativi della nostra cultura da una prospettiva insolita e coinvolgente. Un racconto storico appassionante che fa rivivere il mondo antico e le sue protagoniste con la potenza di una narrazione senza tempo eppure moderna, capace di accendere gli animi come il fuoco illumina il buio.

 

Care Fenici, questo romanzo ha in comune con il vs nome il senso della rinascita e della rivincita del genere femminile e, al tempo stesso, dà voce a quelle protagoniste che nella mitologia hanno sempre visto narrare la loro storia da terzi  ma mai dal loro punto di vista. 

Cosi in questo romanzo corale diverse eroine si susseguono  a raccontarci le loro vite, segnate da un forte legame con il fuoco. Ripercorriamo la rivisitazione del mito, in cui l’autore ci mostra un volto inedito di alcune donne  , non più streghe o mostri, ma fenici,  in grado di dare speranza al mondo .  Sono, soprattutto , grandi incomprese del mito , giovani che nel loro cuore portano il marchio di una colpa che la società addossa loro , che , forse , non lo è realmente.
La prima eroina che incontriamo è Pandora, colei che possiede tutti i doni e che è un po’ la Eva del Mito greco, colei che si addita come causa prima di tutti i mali, forgiata e plasmata dio Efesto. Ella ci narra come il fuoco fosse  il suo mezzo di riscatto per mondare il peccato di curiosità che aveva causato tutte le disgrazie del genere umano, elemento , di cui lei si  fece  portatrice nel mondo per aiutare gli uomini una volta che Prometeo (colui che rubò il fuoco agli dèi per donarlo ai mortali) venne incatenato da Zeus.

 A lei segue Pentesilea,  indomita regina della Amazzoni, colei che le Erinni perseguitano per un incidente che ha portato alla morte di sua sorella. In seguito al quale, non potendosi perdonare, sprofonda in un vortice di autodistruzione che solo la sua stessa morte pare placare. Pentesilea ci narra della guerra di Troia, di come quelli che venivano definiti eroi non riuscissero a tollerare la sua grandezza, cercando fino alla fine di negarle un trapasso da eroe, quale lei era. 

Prende la parola Didone, colei che non si perdonerà mai la debolezza di aver ceduto all’amore , sino a darsi la morte su una pira funeraria maledicendo colui che l’aveva tratta in inganno.

Infine abbiamo chi chiude il cerchio e consegna ai posteri l’eterno messaggio di queste figure :  Medea, la strega, l’infanticida e sanguinaria , la donna che per amore sfidò tutte le convenzioni sino a pagare ,  con la falsa accusa di aver ucciso i suoi stessi figli , la sua audacia e il suo esser diversa dai canoni femminili ritenuti accettabili a quei tempi .

Ella , nelle pagine più belle di questo libro , dà voce alle donne di ieri di oggi e di domani, che osano non piegarsi al volere degli uomini e ai confini in cui vorrebbero rinchiuderle, perché loro sono un caldo focolare domestico ma anche un fuoco che tutto annienta e cancella. 

Un racconto audace e potente che cerca di dare una nuova prospettiva di lettura  ai miti arcaici. 

Sicuramente una pregevole ricostruzione con non pochi spunti di riflessione, in cui l’autore riesce anche a sfiorare le corde profonde del sentire femminile anche se, ahimè, ho avuto l’impressione che non riuscisse del tutto a compenetrare l’essenza del femmineo. Rimane comunque lodevole e godibile lo sforzo che pone nel dare voce a queste nostre capostipiti. Quindi , care Fenici , non vi resta che ascoltare queste voci antiche cercando di dare nuova dignità a figure troppo spesso dileggiate.

Roby Editor

 

 

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Emanuela

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