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Recensione: “I resti del mio cuore”, di Martina Mori

♦ Triskell Edizioni.

M/M, M/F, contemporaneo ♦

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Quando Miriam, in seguito a una scommessa, comincia a frequentare Damiano, crede di aver trovato il vero amore. Damiano però è sfuggente, troppo riservato, privo di amicizie reali o rapporti profondi.

Ciò che lei ignora è il passato dell’uomo, la sua reale inclinazione sessuale che persino lui rifiuta di accettare.

Con l’entrata in scena di Manuel, il castello che Miriam ha costruito intorno alla figura di Damiano pian piano si sgretola.

Il cuore non conosce logica e sia Miriam che Damiano dovranno fare i conti con la realtà del proprio essere, ancor prima che l’uno con l’altra.

Martina Mori è un’autrice emiliana, ma senza ombra di dubbio è una lettrice molto accanita. La sua carriera da scrittrice inizia, come ci fa presente la biografia, sotto dei pseudonimi. “I resti del mio cuore” è il suo primo libro di genere male to male.

Il romanzo si apre nella pausa pranzo tra due colleghe ed amiche, Miriam e Valentina.
Quest’ultima notando un vecchio amico di università ci rivela la sua infatuazione passata.
Damiano Abati è un ragazzo carino, anche se il suo carattere chiuso e distaccato si denota dai primi approcci che le ragazze hanno con lui. Il tempo passa, ma le persone sembrano restare sempre le stesse.

Miriam e Valentina lavorano come giornaliste nella redazione di Tv oggi, con qualche scusa riescono a coinvolgere il ragazzo nell’inaugurazione della nuova sede.

Valentina vuole in tutti i modi far ricadere l’attenzione sulla sua amica, dato che Miriam si trova alla fine di un’altra relazione. Con una scommessa, Miriam riesce a coinvolgere sempre più Damiano nella sua vita tra qualche appuntamento e degli inizi problematici.

Damiamo attratto da Miriam si lascia convincere che quella sia la volta buona per poter trovare una relazione stabile e lasciarsi definitivamente il passato alle spalle.

Se avessimo la facoltà razionale di chiederci se, l’amore possa risanare e dissuadere i dubbi radicati nel nostro essere, la risposta sarebbe ambigua perché possiamo affrontare tutto tranne la natura di noi stessi. Possiamo superare il rancore e la tristezza, la ferita della paura, ma non potremmo mai combattere contro l’infelicità di non essere chi siamo.
L’amore non segue quello che sarebbe giusto da fare, ma quello di cui abbiamo bisogno.

Tutto lascia pensare alla coppia di aver trovato la strada giusta da percorrere insieme, ma anche con i gusti tempi e con le difficoltà di una relazione, qualcosa viene a venire meno quando Miriam inizia a lavorare con Manuel.
Sia Damiano che Manuel sono appassionati di escursionismo e tutto quello che ha a che fare con lo stare all’aperto in montagna, così Miriam decide di far incontrare i due uomini per farli conoscere ed anche per dar modo a Damiano di avere qualche amico in più, data la sua natura solitaria e poco socievole.

Manuel è una continua fonte di stupore per Damiano, con lui riesce a sentirsi libero e soprattutto viene accolto dalla sua comprensione. Con Manuel non deve dire molto per giustificare il suo carattere difficile.

L’amicizia tra Manuel e Damiano, fa rivalutare tutta la relazione che quest’ultimo ha intrapreso con la ragazza; con lei non si sente così vicino come con Manuel e questo lo destabilizza al punto da distaccarsi completamente da lei.

Un romanzo ben scritto, leggero e coinvolgente.

Una lettura che ho apprezzato moltissimo, la storia scorre fluida senza intoppi ed è chiaro il modo nel quale ci si immedesima nei personaggi e nelle loro caratteristiche.
La storia è originale e le descrizioni a tratti diventano più passionali e carnali, anche se vengono tralasciati alcuni dettagli nelle sequenze male to male. Confido in questa scrittrice e nel fatto che possa crescere maggiormente nel genere MM, perché ci sono tutte le credenziali per produrre buoni manoscritti nel genere arcobaleno.

Spesso e volentieri – purtroppo- vengono attribuiti aggettivi sopraelevati a romanzi gay, soltanto perché vengono descritte molte scene di sesso (a tratti fantascienza della realtà) tra due uomini, ma non è questo il caso.
“I resti del mio cuore” è ben curato, anche se bisognerebbe sviluppare di più l’aspetto dell’attrazione tra i due uomini, ma per essere un inizio su questa tematica è un risultato soddisfacente e grandioso.

Recensione:

Editing:

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