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Recensione: I may destroy you – 1×07-08

Pronti per una nuova dose di I may destroy you? MariRiss ci parla di “Happy Animals” e “Line Spectrum Border”.  Qui potrete consultare gli eventi occorsi negli episodi 5-6.

I may destroy you

Progetto grafico a cura di Eve

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Prima di essere stuprata non mi sono mai concentrata su cosa significasse essere una donna. Pensavo di dovermi preoccupare solo del fatto di essere nera e povera

Tale è l’incipit del nuovo pezzo che Arabella decide di presentare ai propri editori; frasi che toccano nel profondo e che sviscerano l’abuso in tutte le sue stratificazioni, partendo dal livello più basso – ma non per questo meno degno di nota – fino a raggiungere le vette della più becera violenza fisica e mentale. Nel suo percorso di guarigione, la scrittrice si chiede se non debba essere un suo dovere morale trarre forza dalla propria esperienza, per diventare un urlo che sfonda le orecchie e mettersi al servizio delle vittime condannate a “gridare silenziosamente”.

Ci vuole molta forza interiore per riuscire a convertire la sofferenza in qualcosa di positivo; spesso le persone si concentrano sul proprio dolore e non riescono a guardare oltre. È una reazione umana che scaturisce dall’istinto di sopravvivenza; ti chiudi in te stesso convinto che così nessuno potrà più attaccarti. È però davvero utile barricarsi dietro ai propri guai e smettere di vedere chi sta peggio di te focalizzandosi solo su chi sta meglio?

Arabella decide di percorrere la strada del coraggio e diventare una voce contro la violenza.

Purtroppo, la mia ammirazione per questa donna si schianta tristemente contro la gelida reazione dei suoi editori. Adam e Natalie le ricordano che ha firmato un contratto e che deve comunque finire la bozza del libro di cui hanno acquistato i diritti per quanto il pezzo presentato sia toccante.

Eh già, gli affari sono affari (sigh).

L’episodio procede con la preparazione della festa di compleanno per Terry.

Mentre si trova al supermercato con Arabella e Kwame, la ragazza nota Simon, uno degli “amici” di Bella, colpevole di averla abbandonata ubriaca e fatta proprio la sera in cui tutto è iniziato. Una lunga conversazione tra lui e Terry vi lascerà di stucco, perché riusciremo a coprire alcuni buchi di questa storia.

Per quanto sia sempre meglio una brutta verità piuttosto che una bella bugia, ciò che verrà fuori da quella conversazione vi raggelerà il sangue nelle vene….

Ritroviamo anche Theo che recluterà Arabella per un lavoro presso la Happy Animals, società che lotta per il rispetto dell’ambiente ad ampio spettro, promuovendo uno stile di vita vegano. Bella ha bisogno di qualche entrata extra e accetterà di fare da testimonial….

Con Line Spectrum Border, esploriamo l’ambito dei “confini”; quanto può essere sottile la linea tra l’evidenza di un atto violento e la possibilità di aver male interpretato un gesto o una parola? Ci sono casi in cui questo confine è così labile da apparire quasi inesistente… chi è abituato a usare l’abuso come arma per raggiungere i propri scopi, lo sa, ed è proprio ai margini che si muove; studia i dettagli, gioca sulle sfumature, cattura le sue vittime per poi instillare in loro il dubbio di aver travisato quanto è successo, se non addirittura farle passare per pazze.

Arabella affronterà nel frattempo il risultato delle indagini condotte sulla sua aggressione e Kwame prenderà una decisione drastica… il tutto condito da un tristissimo epilogo in cui i nostri protagonisti impareranno che ci sono confini che non si possono superare, e confini che non si devono superare.

Non mi resta che darvi appuntamento con i prossimi episodi di I may destroy you.

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StaffRFS

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