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Recensione: I may destroy you – 1×03-04

Eccoci arrivati ai due nuovi episodi di I may destroy you dai titoli “Don’t Forget the Sea” e “That Was Fun”. Qualora lo vogliate, trovate qui la recensione degli episodi precedenti.

I may destroy you

Progetto grafico a cura di Eve

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

In questi due nuovi episodi di I may destroy you, impariamo a conoscere meglio Arabella, a inquadrarne il carattere e gli stati d’animo prima e dopo l’abuso. In Don’t Forget the Sea, facciamo un salto temporale nel passato; la nostra protagonista vive a Ostia dove riceve la visita della sua migliore amica Terry con cui si dà alla pazza gioia nei locali della movida ostiense tra erba, ecstasy e coca.

In questo frangente, svolge un ruolo importante Biagio: il ragazzo è uno sportivo, non beve, non fuma e non si droga. Il classico bravo ragazzo direte voi! Sì… e no. Biagio per vivere fa lo spacciatore, nonostante conosca le conseguenze della dipendenza dalle droghe che hanno ucciso prima sua madre, poi sua sorella. Sorvolerò sulla mancanza di coerenza del giovane e accoglierò di buon grado la reazione serafica di Arabella di fronte al suo senso di colpa: “Non crucciarti amico, fai solo quello che devi”.

A scapito del modo in cui si procura da vivere, l’incontro con Biagio si rivelerà essere una fortuna per la nostra protagonista; seguendo la storia capirete cosa intendo.

Con l’episodio That Was Fun torniamo al presente; Arabella si sta sottoponendo a una seduta di psicoterapia per cercare di ricordare l’abuso subito sotto l’effetto di droghe e approfondiremo la conoscenza di Kwame, un altro carissimo amico di Bella.

I contorni sfumati di questa fiction, iniziano via via a farsi più nitidi; nelle scene di sesso si dà spazio a tutti gli aspetti della sessualità, non solo all’atto in sé, e il delicato tema della consensualità nei rapporti è una costante. Nel corso della storia assistiamo dunque a diverse scene in cui si pone l’accento sull’importanza che l’atto sia condiviso e mai unilaterale. È una linea di per sé molto sottile, ma che sappiamo avere orribili conseguenze, ove venga superata senza un’adeguata presa di coscienza da entrambe le parti coinvolte.

La vicenda di Arabella ne è un chiaro esempio; a Ostia vediamo una ragazza spensierata, libera e disinibita perché affamata della vita. Nel film Dorian Gray, Sir Henry dice al bellissimo giovane: “Si può morire di buon senso, Dorian, facendosi scappare ogni attimo. La vita è un attimo, non c’è niente dopo, quindi fai in modo che arda con la fiamma più viva.

Bella vuole mordere ogni attimo del presente e goderne appieno ogni sensazione, senza fermarsi a riflettere sulle conseguenze. Una scelta opinabile, ma non condividere il modo di vivere altrui, giustifica il giudizio, l’insulto o addirittura l’abuso? Ammettiamolo, il fatto che nel 2020 dobbiamo ancora porci questa domanda, è di per sé sconsolante e denigratorio per chiunque voglia definirsi essere umano. Perché non basta essere nato uomo per distinguersi da un animale…

L’Arabella allegra e spensierata, lascia inevitabilmente lo spazio a una donna nuova, consapevole delle ferite subite ma in lotta con ricordi sfocati di cui deve riappropriarsi per non perdere sé stessa.

Al prossimo appuntamento con I may destroy you.

 

 

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StaffRFS

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