Home / Recensione libri / Recensione: “I colori di Ezra” di Manuela Chiarottino

Recensione: “I colori di Ezra” di Manuela Chiarottino

Dicono che il primo amore non si dimentichi. Dicono che questo sia un cliché. Dicono che la vita va avanti, che bisogna guardarsi intorno, che il mondo va vissuto e osservato. Adrian è un giovane artista, con un vuoto nel cuore all’apparenza privo di ragione. Eppure il passato non mente, il ricordo di Ezra lo ossessiona. Perché è stato solo grazie a lui se nel tempo ha potuto coltivare la propria passione ed emergere. Ma la sua musa è scomparsa ancora prima di diventare qualcosa di più di una semplice cotta, e Adrian se ne chiede ancora il motivo. I colori della sua anima adesso sono scuri, cupi, ma c’è stato un tempo in cui Ezra vedeva in lui sfumature sgargianti e ricche di passione. Dicono che il primo amore non si dimentichi. A volte è proprio così.

E capì che il suo cuore si stava incrinando, imprigionato in quel calore dolce. Tutto il suo essere era concentrato nella sensazione che Ezra gli stava trasmettendo e che non assomigliava a nulla di ciò che aveva mai provato prima di allora.

Si tratta di un racconto delicato e molto dolce con protagonisti Ezra e Adrian che, essendo due adolescenti non ancora padroni delle proprie vite, dopo poco si perdono di vista. La loro storia sembra non dover andare avanti: passano diversi anni prima che possano rincontrarsi e, quando accade, scopriremo che il motivo di questa lontananza è più drammatico di quanto potessimo aspettarci. Ezra non è più il ragazzino chiacchierone e solare di un tempo, ha perso tutti i suoi colori e qualcosa lo tiene isolato dal mondo. Tutto però può essere curato con affetto, tenerezza e vicinanza, cosa che Adrian non è più disposto a lesinare nei suoi confronti, ora che ha finalmente ritrovato quello che aveva perso.

“I colori di Ezra” è un racconto romantico ma allo stesso tempo drammatico, che ci parla della sofferenza di un ragazzo troppo sensibile a causa di un disturbo della personalità chiamato sinestesia, a causa del quale Ezra percepisce in modo amplificato qualsiasi tipo di stimolo.

Per quanto sia piacevole nella lettura, forse si tratta di una storia con pochi colpi di scena e con un finale troppo rapido. Il punto di vista rimane incentrato, come in tutto il romanzo, non su Ezra ma su chi lo aspetta, ovvero su Adrian. Un’attesa amorevole, struggente e dolorosa. Ma sarebbe stato altrettanto interessante ed emotivamente coinvolgente seguire da vicino il percorso del ragazzo che deve scoprire la sua identità e superare un trauma che è stato sciolto faticosamente grazie all’affetto, alla tenacia e alla presenza silente di Adrian.

Perfetta la caratterizzazione di personaggi, inclusi i secondari (in particolare il nonno), tutti dipinti in ogni loro sfaccettatura. Avrei voluto vedere la madre e il suo ruolo di pittrice meglio inseriti nel contesto della trama, ma questo è del tutto irrilevante sul godimento della storia.

Per quanto adori lo stile della Chiarottino e la tenerezza di questo racconto, avrei preferito maggior enfasi nell’unica scena di sesso o anche in quelle che interessano i baci, gli sfioramenti (per Ezra così agognati): risultano momenti delicati ma non abbastanza appaganti; così poetici da essere quasi solo accennati, facendoci perdere un po’ dell’intensità e della catarsi di cui tutta l’attesa e tutta la fatica fatta per arrivare a quel momento avrebbero avuto bisogno.
Questo amore struggente, che è nato come adolescenziale ma che alla fine si rivela essere pienamente adulto, avrei voluto vederlo vincere in modo più esplosivo. E questo vale anche per il finale, che mi è sembrato troppo delicato, contenuto, razionale.

Assegno un giudizio di quattro stelle perché vale la pena leggere di Ezra e del suo disturbo particolare, la sinestesia, che lo rende così sensibile, ma anche del trauma per un evento ben preciso che poi deve essere svelato.
Così come vale la pena leggere della dolcezza con cui Adrian lo va, metaforicamente, a cercare nel suo angolo buio, per prenderlo per mano e riportarlo fuori, nel mondo.

E allora tornò a consumarlo di baci lunghi e capaci, per portarlo fino a quel piacere travolgente che Ezra non aveva ancora conosciuto e che solo lui voleva dargli.
Non gli importava più nulla di se stesso, perché era ormai soltanto un mezzo per donare lussuria e felicità.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento

x

Check Also

Recensione: La Maschera dell’Highlander di Bambi Lynn Prequel della serie Gli Dèi delle Highlands

Titolo La maschera dell’highlander Autore Bambi Lynn Editore ...