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Recensione:” Harem. La tigre rossa” di Cecile Bertod

 

Titolo: Harem.La Tigre rossa
Autore:Cecile Bertod
Editore:Self Publishing
Genere:Paranormal Romance
Prezzo Cartaceo: € 12,48
Prezzo Ebook: €2,99

 

 

 

Vivian lavora come medico volontario a Varanasi, forse la città più povera al mondo. Non ricorda molto del suo passato, sa solo di non essere nessuno, di non possedere nulla. Eppure, quando provano a rapirla, si risveglia in un palazzo millenario, schiava di un uomo senza nome, su un’isola da cui è impossibile scappare. E il mondo, per come lo conosceva, cessa di esistere. Anche il suo nome non sarà più lo stesso. <br>Il destino tornerà per portare a termine qualcosa che aveva lasciato in sospeso, un amore senza tempo che neanche la lontananza era riuscita a scalfire. Ma con regole a cui Vivian non riesce ad arrendersi.

 

“Rajes…”, mormorò Nirupe, chiudendo gli occhi.

“Cosa c’è?”, le domandò Rajes, sfiorandole la fronte con le labbra mentre guardava oltre la collina.

“Promettimi che non mi abbandonerai mai”.

Sentì la sua mano frugare nell’erba, poi la sua voce.

“Guarda…”.

Si ritrovò tra le dita un fiore di legno appena abbozzato.

“Questo è il mio cuore. Ora è nelle tue mani. Ti apparterrà finché lo vorrai”.

 

 

Un romanzo intenso, lo definirei a tratti “impegnato”, ambientato nel cuore dell’India. Un Paese che può essere considerato magico per alcuni e terrificante per altri, con tradizioni radicate nelle menti di uomini e donne. Un mondo avvolto da ingiustizie, crudeltà, tirannie e persecuzioni, una realtà in cui una donna può apparire come una proprietà.

In questo luogo Vivian, un medico, decide di vivere e di combattere per riuscire a portare a Varanasi, zona degradata e pericolosa, il suo aiuto sanitario e sociale. Lei, una giovane donna dai capelli di fuoco e pelle bianca, affronta i pericoli e fonda una Casa, insieme ad altri tre compagni, per aiutare gli abitanti del luogo. Per cercare di salvare una bambina dalla prostituzione minorile, venduta e sacrificata dalla sua stessa famiglia, si metterà in un grosso guaio… ma non sarà mai sola, qualcuno da lontano veglia su di lei da tempo immemore. Qualcuno che non l’ha mai dimenticata e ora non può più rimanere in disparte. È giunto il momento che il summit abbia inizio, è giunto il tempo che il destino rimetta in ordine i tasselli e si compia il fato.

Vivian è forte, aggressiva, ironica e non si piega davanti a nessuno, nemmeno davanti a un principe; tra un linguaggio talvolta carico, dire carico è un eufemismo non so se mi spiego, e un paio di jeans sgualciti, si ritroverà a combattere contro ciò che non conosce, non capisce e non accetta… come quel dannatissimo sari. La sua natura selvaggia e la sua testardaggine l’hanno sempre aiutata e salvata, capiterà di nuovo?

E se questo ancora non vi ha convinti ad acquistare questo romanzo, ora arriva il pezzo forte, un gran bel pezzo di… principe indiano, Koran. Bellissimo, maestoso, un uomo che venera e protegge la sua promessa come fosse una dea. Un principe rimasto nell’ombra e col cuore sofferente, solo affinché lei potesse vivere. Di lui non mi ha colpito l’aspetto estetico, bello è bello, però mi sono rimaste nel cuore soprattutto le parole e il tono che usa, non solo con lei, ma anche con chi lo circonda… attrazione allo stato puro!

Questo libro è spettacolare e molto diverso dai romanzi scritti in precedenza dall’autrice, non c’è quella leggerezza che intinge le pagine, ma una passione e un soffio di vita vera che te lo fa apprezzare. Mi sono addentrata in questa lettura un po’ titubante nelle prime pagine perché flashback e flashforward non sono subito chiari, ma ho amato scoprire la storia un capitolo alla volta.

L’intrigo politico, comprendere i racconti tramandati nei secoli della cultura indiana, capire dagli occhi di Mila, Aisha e delle infinite donne che circondano Vivian, che non tutto è malvagioe non tutto è come appare, è stato appassionante.

L’amore narrato nel libro, la passione nei gesti e nei dialoghi sono unici, ma la trama è molto più intricata di così, non vi è semplicemente il racconto di una storia d’amore. Tanti i temi, anche sociali, che portano alla riflessione, strano vederli dagli occhi di un occidentale, ancor più sbalorditivo dai pensieri di un indiano.

La scrittura è fluida, un romanzo ben costruito che, spero, vi possa esplodere nel cuore e nell’anima come un fuoco d’artificio, così come è accaduto a me.

Che dite arriverà presto anche un seguito? Perché la fine… ci fa ben sperare!

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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