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Recensione: Grey’s Anatomy – 17×12

Il dodicesimo episodio di Grey’s Anatomy si intitola “Sign o’ times”. Leggiamo insieme cosa ne pensa Barbie Klaus. Qualora lo vogliate, trovate qui la puntata precedente. Buona lettura!

Grey's Anatomy

Progetto Grafico di Francesca Poggi

In questa dodicesima puntata di Grey’s Anatomy, dopo il suo risveglio, avvenuto nel finale dello scorso  episodio, ritroviamo Meredith addormentata, ancora troppo debole per restare vigile a lungo.

I medici decidono quindi di metterla nella camera iperbarica, insieme a un altro paziente.

Nel frattempo la Bailey è alle prese con un negazionista del Covid, che pur di rimanere della sua idea, rifiuta le cure, andandosene dall’ospedale e morendo poco dopo. Mentre in centro città stanno avvenendo le proteste contro il razzismo, diversi sono i feriti che arrivano in ospedale tra cui una donna che è stata colpita da un razzo lacrimogeno e un ragazzo vittima di un proiettile di gomma.

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Okay, puntata ricca di eventi, ma se devo essere sincera mi aspettavo qualcosa di più catastrofico quando ho visto il promo.

Sono contenta che alla fine di tutto, tutti siano sani e salvi, tranne ovviamente il ragazzo NO-Covid.

Ho adorato la vicenda della vecchia signora colpita dal lacrimogeno, che non perde la forza e anzi alla fine si mette a raccontare a tutti la sua esperienza nelle proteste. Altrettanto piacevole è stato Webber che le va dietro e che racconta le sue.

Emozionante, ma non in senso positivo, la vicenda che ha coinvolto il futuro marito di Maggie.

È stato sconvolgente.

Tutti gli stati d’animo delle persone colpite sono state percepibili al 100% attraverso lo schermo. Mai mi sarei aspettata qualcosa del genere.

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Per quanto riguarda la vicenda medica della Bailey con l’uomo negazionista penso sia stato giusto mostrare l’altra faccia della medaglia di tutta questa situazione che stiamo vivendo. Certo il finale è molto crudo però lo reputo quasi nulla rispetto a quello che abbiamo visto nelle puntate precedenti, ma che abbiamo vissuto in prima persona.

Molto belle le scene di Schmitt che riesce a salvare l’altro paziente che si trovava nella camera iperbarica. Sicuramente Meredith sarebbe stata fiera di lui.

In parallelo alle proteste, alle quali ha partecipato anche Hayes rimanendo per giunta ferito, Avery si trova alle prese con la sua coscienza e con il fatto che lui a tali manifestazioni non ha mai potuto partecipare a causa della del suo status economico-sociale. Ora da uomo adulto si trova anche a fare i conti con una crisi interiore, dovuta soprattutto al fatto che aiutare gli altri economicamente non basta…

Nel finale lo vediamo montare in macchina e dirigersi a 11 km di distanza. Che questa crisi lo porti dal padre? O perché no, da April? In tal caso sarebbe davvero un sogno… Il sogno di una fan Japril che non si è mai arresa.

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Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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