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Recensione: “GODZILLA: PLANET OF THE MONSTERS” (Godzilla: Kaiju Wakusei)

Categoria: Film d’animazione

Episodi: Primo di una Trilogia

Durata: 89 min.

Registi: Kobun Sizuno e Hiroyuki Seshita

Sceneggiatura: Gen Urobuchi

Casa produzione: Toho con la collaborazione della Polygon Pictures

Genere: animazione, fantascienza, azione, drammatico

Trasmissione: 17 Novembre 2017 (Giappone), 17 Gennaio 2018 (Italia)

Lingua: Giapponese, Italiano, Inglese

Diritti: Netflix

Estate del ventesimo secolo. Quel giorno gli esseri umani, hanno imparato che non sono gli unici sovrani del pianeta Terra e, che non sono soli nell’universo.

L’apparizione di giganti creature viventi i “Kaiju” e in particolare del più pericoloso tra di loro, soprannominato Godzilla, porta l’umanità sul baratro del collasso. Attraverso mezzo secolo di battaglie contro i Kaiju, gli esseri umani hanno vissuto sconfitte continue. In loro aiuto è giunta una razza aliena di aspetto umanoide gli “Exif”, che cerca di aiutare la razza umana, ma a nulla riescono contro il potere di Godzilla che avanza sempre più senza lasciare scampo; per questo decidono di fuggire dalla Terra. Solo coloro che vengono selezionati dall’A.I. gestito dal governo centrale, salgono a bordo dell’astronave emigrante inter-siderale “Aratrum” per dirigersi verso “Tau Cetus”, pianeta che risulta abitabile e che dista 11,9 anni luce dalla Terra. Tuttavia, le condizioni ambientali di Tau, dove l’umanità è giunta ben vent’anni dopo il periodo previsto, sono talmente cambiate da rendere il pianeta invivibile per la razza umana. Le condizioni di vita sull’astronave si deteriorano, la popolazione è giunta al limite psicologico e in molti optano per quella che è la scelta più semplice, tra lo sconforto generale. In questo clima si scontrano due fazioni. La scelta è continuare a vagare nello spazio o tornare indietro per sconfiggere Godzilla. Tuttavia, sulla Terra sono già trascorsi ventimila anni. Ormai è diventata un mondo regnato da Godzilla con un ecosistema sconosciuto.

Godzilla si sarà evoluto? Avrà procreato?

Gli esseri umani riusciranno a riconquistare la loro Patria?

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER

Presentazione protagonisti principali:

Capitano Haruo Sakaki

Umano, fuggito dalla Terra quando era bambino.

Ha visto i suoi genitori uccisi da Godzilla, per questo prova un desiderio di vendetta ossessivo verso il Kaiju.

Vuole tornare sulla Terra per abbattere il mostro e riprendersi la sua Patria.

Fa parte del gruppo di spedizione sul suolo terrestre.

Metphies

Exif, alieno umanoide.

È una guida spirituale, distribuisce il verbo della loro religione di base provvidenzialista.

Approva la scelta di tornare sulla Terra, tanto che spinge per questa scelta.

Lui stesso farà parte della spedizione sul suolo terreste.

 

Comandante Adam Bindewald

Umano, fuggito dalla Terra da bambino.

È al comando della spedizione sulla Terra.

È favorevole al ritorno verso il pianeta, ma vuole prima di tutto scoprire se le condizioni ambientali sono idonee al ritorno dell’uomo sul suolo terrestre piuttosto che perdere uomini in un combattimento inutile.

 

 

Yuko Tani

Umana, nata sull’astronave Aratrum.

Non ha mai visto il pianeta Terra.

Prende parte alla missione sul suolo del pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

Little Godzilla

(Cucciolo Kaiju)

Caratteristiche principali:

– altezza: 100 metri

– rigenerazione parti lese

– scudo elettromagnetico

– colpo al plasma (parte dalla bocca)

– corazza di rivestimento

– è un’anomalia genetica

– probabilmente nato da poco

Godzilla

(Mamma Kaiju)

Mostro Kaiju che costrinse l’umanità a lasciare la Terra.

Caratteristiche principali:

– è un’anomalia genetica

– altezza: 300 metri

– anni: 20 000 (stimati)

– rigenerazione parti lese

– scudo elettromagnetico

– corazza di rivestimento

– colpo al plasma (parte dalla bocca/parte dalla coda)

Curiosità:

  • Il termine Kaiju, che nel film viene usato per indicare Godzilla, ha un significato generale, infatti letteralmente Kaiju=strana bestia, viene usato per indicare i mostri tipici della fantascienza giapponese; sono figure ispirate all’era atomica, infatti le radiazioni nucleari sono importanti nel descrivere questi mostri, a loro sono imputate le mutazioni genetiche che li hanno fatti nascere. Questo termine venne coniato negli anni cinquanta, dopo le sconvolgenti ripercussioni avute dalla popolazione giapponese, a seguito delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.
  • Si tratta del 32° film dedicato a Godzilla. È prodotto dalla Toho, la casa editrice che nel 1954 creò e battezzò il mostro. Tuttavia è il primo film a presentarcelo in versione animata.
  • Godzilla è uno dei simboli più iconici del cinema giapponese, non è semplicemente una minaccia catastrofica per l’umanità, ma è simbolo della lotta uomo-natura. È figlio dell’uomo, in quanto creato dalla sua tracotanza e irrompe nel mondo calpestando la superbia e l’arroganza dell’umanità. Tuttavia viene individuato come mostro solo a livello fisico, mentre a livello semantico viene identificato come salvatore o figura divina, infatti con la sua comparsa mette in allarme l’uomo, allertandolo che la strada percorsa lo porterà al disastro, ciò lo rende una figura molto ambigua.
  • L’altezza di Godzilla in questo film d’animazione supera quella di tutti i suoi predecessori; partendo dal primo film del 1954 dove misurava 50 metri, la sua statura ha un continuo aumento fino a raggiungere una battuta d’arresto intorno ai 100/120 metri. Quota rimasta fissa per gli ultimi film, ma che viene appunto aumentata per quest’ultimo, dove il Kaiju raggiunge la bellezza di 300 metri.

Recensire questo film è complicato, principalmente perché i due sequel non sono ancora usciti, ma secondo i piani Giapponesi, prossimamente vedranno la luce. Vi chiederete perché, visto che “Godzilla: Planet of the Monsters” è il primo di una trilogia; giusto, ma anche errato.

Questi tre film d’animazione sono tre parti di un unico film, in modo da renderne più facile la distribuzione, visto che la sua lunghezza complessiva arriverebbe a sei ore, se non di più.

Difatti “Godzilla: Planet of the Monsters” è solo l’apertura e lo si può percepire dai tempi di sviluppo della trama, in particolare nel lungo prologo, forse eccessivo (circa trenta minuti) rispetto alla durata totale di ottantanove minuti; quindi particolarmente dispersivo se lo si rapporta al singolo capitolo, ma comprensibile e tollerabile se consideriamo il progetto più sviluppato ed esteso.

Punto a sfavore per questo tipo di apertura è che nonostante la lunghezza del prologo, l’inizio del film è sbrigativo, questo implica che chi è del tutto nuovo al franchise del lucertolone, non riesce a comprendere in maniera adeguata l’incipit; tale aspetto lascia intendere che la saga sia rivolta più che altro ai fan. È un peccato, perché il progetto avrebbe potuto estendere la conoscenza di questa icona cinematografica a un pubblico più ampio, come ai bambini, che difficilmente si affacciano ai film cult.

Il film animato inizia con l’abbandono della Terra da parte dell’umanità verso lo spazio profondo, alla ricerca di un nuovo mondo abitabile, in fuga da un inarrestabile Godzilla che distrugge ogni cosa, aiutato da altri strani mostri. Il nostro antagonista, è introdotto brevemente, prima della fuga di massa, di cui non vengono specificati i motivi; la sua sola presenza sembra una causa un po’ troppo limitata per evacuare l’intero pianeta.

All’accozzaglia iniziale della trama si aggiunge la comparsa della razza aliena, gli Exif, che approdano sulla Terra e promettono agli abitanti di sconfiggere Godzilla, grazie alla costruzione di una macchina robotica “Mechagodzilla”, in cambio chiedono solo ospitalità sul pianeta, visto che il loro è morto e sono stati costretti ad abbandonarlo. Tuttavia l’avanzata inarrestabile dei mostri, porta il piano a naufragare e la razza umana è costretta a richiedere asilo agli Exif a bordo delle loro navi. Quello che mi ha destabilizzato di questo passaggio è stata la completa assenza di un rapporto tra le due parti: quella aliena e quella umana. Nessuno indaga sulle loro origini, né si chiede come mai siano capitati a fagiolo nel momento del bisogno. Sarebbe davvero così facile conciliare due razze differenti di fronte a un problema comune senza che vi siano problemi? Gli umani sarebbero veramente così tranquilli e concilianti se delle astronavi comparissero nel cielo improvvisamente? Io non credo, ma per lo svolgimento del film probabilmente era necessario tralasciare questi particolari.

(Nota: per chi guarda il film in italiano avverto che c’è una errata traduzione di alcune battute degli Exif, nelle quali si identificano come “terrestri”, ciò può portare a una confusione momentanea nel seguire alcuni dialoghi e sviluppi della storia).

I superstiti delle due razza vanno quindi alla deriva nello spazio alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile, che tuttavia non riescono a trovare, in quanto Tau Ceti (pianeta prestabilito) nel mentre è diventato invivibile. A causa della scarsità dei beni di prima necessità, la popolazione è costretta ad affrontare problemi di approvvigionamento e psicologici. Vengono dunque trattate, in maniera alquanto sbrigativa e superficiale, alcune delle problematiche delle colonie in viaggio per lo spazio. Prima di tutte la sussistenza e la possibilità di sacrificare parte della popolazione rimasta per salvare la maggioranza. Tematiche etiche e importanti che tuttavia sono appena abbozzate, forse per economia di tempo, e finalizzate a tratteggiare il carattere di uno dei personaggi principali: l’idealista e combattivo Haruo Sakaki.

L’unica scelta possibile risulta infine quella di tornare indietro, forti della speranza che il loro nemico sia nel frattempo morto, ma pronti a combatterlo in caso contrario. È scontato che una volta tornati al loro pianeta d’origine avranno una brutta sorpresa e dovranno prepararsi allo scontro.

La stessa preparazione allo scontro viene tuttavia spiegata in modo superficiale. Vengono analizzate le informazioni raccolte su Godzilla prima che l’uomo lasciasse la Terra, una volta messe insieme riescono a trovare una strategia che potrebbe essere vincente. A questo punto viene il dubbio: se bastava analizzare tutte le informazioni sul Kaiju, perché non farlo prima di lasciare il pianeta? Perché scappare?

Nonostante le varie problematiche della trama iniziale, il restante svolgimento del film è fatto molto bene, a partire dalla dilatazione temporale gravitazionale (o nel tempo) che è l’effetto per cui il tempo scorre a differenti velocità in regioni di diverso potenziale gravitazionale; maggiore è il potenziale gravitazionale (più vicino al centro di un oggetto massivo, ad es. vicino a un buco nero), più lentamente scorre il tempo. Questo comporta che se sull’astronave usata per viaggiare nello spazio sono passati appena vent’anni dalla fuga, nello spazio e sulla Terra sono passati la bellezza di ventimila anni, sulla superficie dei pianeti è avvenuto un notevole cambiamento a livello fisico (per questo motivo, al loro arrivo, Tau Ceti risulta essere inabitabile).

In particolare la Terra risulta essere profondamente cambiata, senza la presenza massiva dell’uomo, la vegetazione e gli animali, hanno prosperato, ma sono profondamente cambiati, evolvendo per sopravvivere in un ambiente dominato da Godzilla e i suoi cuccioli, quindi un ambiente fortemente nucleare ed elettromagnetico. Quando gli esseri umani scendono sulla superficie del pianeta, si trovano in un mondo completamente nuovo che non riconoscono, che devono imparare a conoscere nuovamente, e devono esplorare.

Questa scelta mi è piaciuta particolarmente, gli autori hanno trattato egregiamente lo sviluppo di una Terra tornata vergine. Possiamo vedere la vegetazione cresciuta sugli scheletri dei vecchi edifici, ormai scomparsi da tempo, ma che mantengono la forma e quindi il ricordo di quello che è stato. Lo sviluppo di nuovi animali e piante causato dalla necessità di sopravvivere al nuovo ambiente ci porta a chiedere se è stata una giusta scelta per l’umanità tornare indietro, in un mondo ormai a loro ostile, dove non sono più i “padroni” del pianeta, ma cibo facile per le creature che ora lo popolano.

Tuttavia parlare di assenza dell’uomo in questi ventimila anni è sbagliato; quello che dobbiamo ricordare fino alla fine del film è che solo una parte selezionata del popolo lasciò il pianeta; il resto della popolazione che fine ha fatto? Con una visione attenta possiamo scoprire la risposta a circa metà film, in caso contrario, restate incollati allo schermo fin dopo i titoli di coda, infatti il film si conclude con un colpo di scena egregio che apre la via al capitolo successivo.

Altro punto a favore della storia, l’ho trovato nella grafica 3D usata dalla Polygon Picture, che a mio parere rende molto bene, non solo nei personaggi, ma soprattutto nelle piante e nei mostri. È un tipo di grafica particolare, quindi magari ai più tradizionalisti può non piacere, visto che questa volta non si sono limitati a rendere le immagini simili al tratto disegnato in 2D, come per esempio in Ajin o Knight of Sidonia, ma hanno privilegiato il 3D in esclusiva. Personalmente trovo che la resa sia eccellente in particolare a livello della vegetazione e dell’animazione dei mostri, magari all’inizio pare stonata sui personaggi, ma tempo cinque minuti ci si abitua.

Conclusione:

Che dire, il progetto nell’insieme è partito forse con qualche pecca nella trama, ma che potrebbe risolversi nei prossimi capitoli, per un giudizio finale trovo quindi sia giusto attendere e vedere la conclusione del progetto nel suo complesso. Esclusa la trama, trovo sia un lavoro eccezionale, soprattutto a livello tecnico, le azioni sono ben sviluppate e la struttura grafica ne rende piacevole la visione.

Questo film merita, se fossero già usciti i due seguiti, probabilmente sarei già lì a guardarli. A mio avviso, possono benissimo aprire la strada al perfetto modo di vedere e considerare Godzilla, proponendolo come la vera catastrofe punitiva per la quale è nato, contro la quale l’uomo non può nulla, se non accettare la sconfitta. Grazie alla scelta del film d’animazione, molto azzeccata, hanno ampliato il target del pubblico, e gli scenari creati sono sicuramente più spettacolari e particolareggiati rispetto a una produzione cinematografica che per una simile realizzazione avrebbe avuto costi ben più elevati.

Nel complesso ho trovato questo film molto bello e profondo, lo consiglio a tutti/e.

A cura di:

 

 

 

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Categoria: Film d’animazione Episodi: Primo di una Trilogia Durata: 89 min. Registi: Kobun Sizuno e Hiroyuki Seshita Sceneggiatura: Gen Urobuchi Casa produzione: Toho con la collaborazione della Polygon Pictures Genere: animazione, fantascienza, azione, drammatico Trasmissione: 17 Novembre 2017 (Giappone), 17 Gennaio 2018 (Italia) Lingua: Giapponese, Italiano, Inglese Diritti: Netflix Estate del ventesimo secolo. Quel giorno gli esseri umani, hanno imparato che non sono gli unici sovrani del pianeta Terra e, che non sono soli nell’universo. L’apparizione di giganti creature viventi i “Kaiju” e in particolare del più pericoloso tra di loro, soprannominato Godzilla, porta l’umanità sul baratro del collasso. Attraverso…

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Voto Raechel 4

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