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Recensione: Gli uomini che sfidarono il nazismo di Catrine Clay

 

Titolo: Gli uomini che sfidarono il nazismo

Autore: Catrine Clay

Genere: Saggio

Editore:Newton Compton Editori

nto del regime nazista, i cittadini tedeschi che non avevano mai votato per Hitler – di gran lunga la maggioranza del Paese – si trovarono del tutto impreparati: alcuni fuggirono, altri finsero di sostenere il Führer per evitare di essere denunciati, altri ancora vennero uccisi. La propaganda di partito e le notizie false riuscirono a dare l’idea, dentro e fuori dalla Germania, che non esistesse un dissenso interno. Gli orrori del nazismo sono temi ben noti a chi studia la storia della seconda guerra mondiale, ma si sa poco di coloro che hanno vissuto in prima persona l’ascesa del nazismo. Catrine Clay racconta le storie personali di chi si oppose al regime. Sono molti, infatti, i nomi di persone del tutto ordinarie che scelsero di resistere: insegnanti, avvocati, operai di fabbrica e portuali, casalinghe, negozianti, membri della chiesa, sindacalisti, ufficiali dell’esercito, aristocratici, socialisti e comunisti. Questo libro racconta la storia degli uomini e delle donne che si trovarono ad affrontare l’orrore e a prendere decisioni impossibili.

 

A parte nel periodo universitario, in cui ho dato vari esami di storia contemporanea, ho sempre cercato di evitare le letture saggistiche riferite al periodo dei totalitarismi; mi creano una sensazione di smarrimento e ansia che, a fine lettura, fa fatica ad andarsene.

Ho deciso, però, di provare con il saggio della Clay perché trattava di un risvolto positivo, ossia di coloro che, durante il nazismo, avevano deciso di opporsi al regime e di fare una scelta consapevole, controcorrente ma, soprattutto, giusta.

E, credetemi, non è stato facile, in un periodo così oscuro, uscire dal gregge e pensare con la propria testa: tutti i protagonisti di cui racconta il libro sono stati vessati, perseguitati e, nella maggior parte dei casi, hanno rischiato tutto pur di optare per la resistenza.

Oltretutto, questo libro fa luce su un dato importantissimo: nel 1933, anno di consacrazione del regime nazista, i cittadini tedeschi che non avevano votato per Hitler erano di gran lunga la maggioranza; alcuni fuggirono, altri finsero di sostenere il Führer, molti vennero ammazzati brutalmente dalle SS.

Il fatto è che la propaganda fece passare l’idea che non esistesse dissenso: questo lo pensano molti di noi ancora adesso che, sicuramente, colpevolizzano i tedeschi per il loro passato politico.

Catrine Clay ha deciso, attraverso un racconto molto preciso e scorrevole, di dare voce a medici, casalinghe, commercianti, panettieri, avvocati, insegnanti che decisero di dire “NO!” al nazismo.

Se ci pensiamo bene, visto che anche noi italiani abbiamo avuto il fascismo, dire no era una decisione quasi impossibile: molte cose non potevano essere fatte senza l’adesione al partito unico, non si poteva lavorare, non si poteva avere i diritti normali di un qualsiasi cittadino, eppure questi uomini e queste donne scelsero di non seguire la massa e di non essere partecipi degli orrori di cui si macchiò il partito nazista.

Lo stile del saggio è molto preciso: l’intenzione è quella di informare offrendo, però, un testo piacevole, curioso e anche molto culturale.

Da questa lettura ho imparato moltissime cose nuove: nozioni, eventi e dati di cui non ero a conoscenza e che, ora, costituiscono un bagaglio importante anche per riuscire a capire la realtà dei fatti di quegli anni.

In conclusione, Gli uomini che sfidarono il nazismo è un libro completo per indagare un periodo storico da un punto di vista molto innovativo. Lo consiglio vivamente a coloro che credono ancora che non ci fosse dissenso interno per Hitler e che il nazismo fosse qualcosa di connaturato ai tedeschi.

 

 

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Emanuela

Emanuela

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