Home / Recensione libri / Recensione :”Gli omicidi dei Monuments Men” di Josh Lanyon Serie L’arte del delitto vol.4

Recensione :”Gli omicidi dei Monuments Men” di Josh Lanyon Serie L’arte del delitto vol.4

 

 

Titolo: Gli omicidi dei monuments men
Autore:Josh Lanyon
Editore:Triskell
Genere:Romanzo MM
Serie:L’arte del delitto 4
Pagine: n°202

Data di pubblicazione: il 26 Maggio 2020

 

 

 

Pur avendo puntata addosso l’attenzione di un pericoloso stalker, l’agente speciale Jason West sta facendo del suo meglio per concentrarsi sul lavoro e ignorare i problemi personali.

Il suo caso più recente implica però il coinvolgimento di un membro dei Monuments Men nel furto e, forse, nella distruzione di un dipinto perduto di Vermeer che fa parte del patrimonio culturale mondiale. Il capitano di corvetta della Naval Reserve, Emerson Harley, oltre a essere stato un eroe della Seconda guerra mondiale, era il nonno di Jason, il suo idolo d’infanzia. Anzi, ha giocato un ruolo importante ispirandolo a entrare nella squadra Crimini artistici dell’FBI.

Per Jason, venire a sapere che il leggendario nonno potrebbe aver chiuso un occhio sul fatto che i soldati americani, alla fine della guerra, abbiano “affrancato” opere d’arte inestimabili non è solo spiacevole. È devastante.

Jason è deciso a riscattare il nome del nonno, anche se questo significa infrangere lui stesso un po’ di regole e disposizioni, mettendosi in rotta di collisione con il suo partner nella vita, il capo dell’Unità analisi comportamentale Sam Kennedy.

Nel frattempo, qualcuno nell’ombra temporeggia…

 

 

Gli omicidi della sirena #1

Gli omicidi di Monet #2

Gli omicidi del mago #3

Gli omicidi dei Monuments Men #4

 

 

Ciao, fenici lettrici

Se ben ricordate, gli eventi del terzo volume si sono conclusi con un cliffhanger quindi speravo che la mia curiosità venisse soddisfatta in questo nuovo capitolo.

Non vi racconterò di nuovo di Sam e Jason, perché per capire i loro personaggi e le dinamiche di questa favolosa coppia, è sufficiente che recuperiate le mie recensioni… oppure leggiate i precedenti volumi.

Onestamente non so dirvi come mi sento alla conclusione di questo racconto, perché nonostante Sam e Jason finalmente abbiamo trovato un equilibrio per la loro relazione, allo stesso tempo gli eventi e le conseguenze di alcune decisioni prese da uno dei due, portano a una qualche tipo di rottura (come la stessa trama ci preannuncia).

Ma dopo sparatorie e serial killer chi può mai dividerli? Direte voi…

Ebbene, anch’io lo pensavo, ma nonostante dal lato amoroso gli eventi siano molto belli, essi pian piano scemano fino a ritrovarci con un ben servito e un finale che non posso spoilerarvi per ora!

 

Questo volume si concentra molto su Jason.

Il protagonista, come Sam, è cambiato nel corso dei volumi ma, la continua paura di essere nel mirino di un serial killer conduce l’uomo a uno condizione psicologica tale (almeno dall’esterno) da comprometterne le decisioni.

Jason ha un’attenzione ai dettagli e un sesto senso notevole che, come abbiamo imparato, raramente sbaglia.

Questo nuovo caso è una distrazione, ma anche una rivincita personale per mantenere intatto il buon nome del nonno, che lui ha sempre stimato. Ovviamente, dati i suoi interessi personali, Jason avrebbe dovuto essere escluso dalle indagini, eppure sono convinta (come lui del resto) che il suo coinvolgimento sia la goccia diversa rispetto a tutto, in quanto fermamente intenzionato a trovare i dipinti perduti. L’agente è davvero compromesso: per quanto infatti cerchi di avere un approccio al caso distaccato e professionale, non può fare a meno di sentirsi ossessionato da una verità amara che lo distruggerebbe sia come uomo che come agente dei crimini artistici.

 

Insomma, è un periodo certamente non facile per lui questo, caratterizzato da una pressione notevole proveniente da più parti: quella solitudine che trova sollievo solo in presenza di Sam, nei loro rari momenti di intimità; la consapevolezza che i colleghi ritengano che certe volte lui esageri, rischiando la vita pur di confermare i propri sospetti.

Uno dei volumi meno interessanti se paragonato agli precedenti, ma certamente il più emotivo, caratterizzato da una profonda introspezione di Jason. Un personaggio forte che, nonostante le disavventure passate, non smette di perseguire il suo scopo facendo innamorare di sé, semplicemente parlando di arte.

Ovviamente tutto ciò è possibile grazie alla penna di Lanyon, che abilmente riesce sempre a mantenere vivo l’interesse nonostante questa storia vanti meno intrecci rispetto ai precedenti volumi.

Si metterà il punto alla questione Emerson Harley, ma il finale sarà ancora apertissimo per Jason e al suo stalker killer. Quindi si prospetta ancora una lunga attesa mie care fenici… a cui non mi sottoporrei, se non fosse diventata una delle mie serie preferite!

Nient’altro da aggiungere se non… Correte a leggerla, se ancora non l’avete fatto!

Alla prossima!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

Lascia un Commento

x

Check Also

Recensione: Un’altra prospettiva di Annabelle Jacobs

COLLANA: RAINBOW Titolo: Un’altra prospettiva Titolo originale: Always ...