Home » Recensioni: serie TV e Film » Recensione: Gli Irregolari di Baker Street – Stagione 1

Recensione: Gli Irregolari di Baker Street – Stagione 1

Attenzione Fenici! Eve ha visto e commentato per noi la serie Gli Irregolari di Baker Street che ha debuttato sulla piattaforma Netflix il 26 marzo 2021. Leggiamo un po’ che ne pensa. Qui potete trovare il trailer.

Gli Irregolari di Baker Street

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Cosa hanno in comune: Basil Rathbone, Peter Cushing, Jeremy Brett, Michael Caine, Robert Downey Jr, Ian McKellen e Benedict Cumberbatch?

Dai, ve lo dico io sennò si fa ‘na certa.

Sono stati tutti delle magnifiche versioni di Sherlock Holmes, dando corpo e voce al migliore investigatore mai creato. Ok, ci sarebbero anche Poirot, Miss Marple, il nostrano Montalbano, Maigret e tanti altri, ma… Sherlock è Sherlock. (Sì, sono giusto un po’ di parte.)

Quindi, in un mercato già saturo di sue interpretazioni, presentare l’ennesimo prodotto sarebbe un suicidio, il rischio di incorrere in un flop è alto. Allora, perché parlarvi degli Irregolari di Baker Street? Perché, per la prima volta, al centro della serie ci sono i suoi aiutanti e non parlo del caro Watson.

Tom Bidwell, sceneggiatore dello show, ha voluto stravolgere la storia e offrire al pubblico una variante interessante, ed è proprio questo che ha attirato la mia attenzione.

Bea (Thaddea Graham) e Jessie (Darci Shaw) sono sorelle e vivono in uno scantinato di Baker Street, insieme a Spike (David McKell) e Billy (Jojo Macari), tutti e quattro cercano un modo per tirare avanti tra le strade di una Londra vittoriana, cupa e sporca. L’unico fuori dal coro è Leopold (Harrison Osterfield), un ragazzo aristocratico che dopo un incontro/scontro fortuito con gli orfani decide di unirsi a loro, fingendosi (ovviamente) povero, e conquistare tra le altre cose Bea.

Il gruppo viene contattato da Watson (Royce Pierreson), una versione losca e stronza del caro dottore, e informato di alcuni crimini da risolvere.

Baker Street - stagione 1

I ragazzi nell’insieme funzionano: Bea, è quella intelligente e altruista; Jessie, la più debole in apparenza, ma con un Dono che non sa di possedere; Billy, è l’attaccabrighe; Spike, il cacciatore di informazioni, e infine Leopold, intelligente e “in più”, sì perché non ne avevamo davvero bisogno. Nonostante i cliché, i personaggi mi hanno convinta, da soli reggono l’intera serie, peccato per alcuni nei… eh, sì perché ce ne sono diversi.

Gli Irregolari di Baker Street si presenta come un procedural classico o almeno così resta fino a metà, dopo, con l’introduzione di Sherlock (Henry Lloyd-Hughes), inizia a perdere colpi e si trasforma in un mega flashback sul passato dell’investigatore. Sarebbe stato meglio concentrarsi sui ragazzi, la presenza del famoso duo si poteva, a mio avviso, evitare o sfruttare diversamente.

Un no va agli effetti speciali, perché proprio nei momenti clou (il combattimento contro il cattivo o l’atmosfera di un paesaggio) si nota in modo marcato una carenza nella computer grafica, colpa, forse e in parte, del budget basso.

Baker Street - stagione 1

Per i puristi dello Sherlock di Sir A. Conan Doyle: gettate l’ancora, ammainate le vele, lasciate ogni speranza voi che leggete… Insomma, questa serie non fa per voi.

Come detto in precedenza, la seconda parte è “riservata” a Sherlock e il ritratto che ne esce è quello di un uomo debole, disagiato ed egoista, privo dell’ingegno a cui siamo abituati con le versioni di Robert e Benedict. Insomma, non è l’Holmes che conosciamo, ma è anche questa la novità o no?

Nonostante il calo di interesse che mi ha colpita dalla metà in poi, la serie è scorrevole, purtroppo senza infamia e senza lode, da guardare nei momenti vuoti tra una serie e l’altra.

Non so voi, ma a me è tornata voglia di guardare Elementary.

 

Click to rate this post!
[Total: 1 Average: 5]

StaffRFS

Lascia un Commento