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Recensione: “Io sono gay… almeno così credo”, di Salvatore Savasta

Titolo: Io sono gay… almeno così credo
Autore: Salvatore Savasta
Edito da: La Zisa (collana Il quadrifoglio)
Formato: Cartaceo ed ebook

Trama

Finalista al Sanremo Writers Festival 2014, quest’opera è un diario, che racconta un problema contemporaneo. Un ragazzo, nel pieno dell’adolescenza, dovrà affrontare un temibile rompicapo: comprendere la propria sessualità. Insieme a lui e ai suoi racconti quotidiani conosciamo i suoi genitori adottivi, le sue relazioni omosessuali ed eterosessuali, le ricadute nell’alcol e la sua disperata ricerca della felicità. Tra dottrine cristiane, società retrograda e controversie familiari, lotterà contro le sue stesse pulsioni prima di dichiararsi consapevolmente omosessuale. Fino all’ultima riga, il romanzo lascerà libera interpretazione di se stesso. Attraverso esso impariamo a conoscere la difficoltà del protagonista nell’accettare e nel fare accettare la propria bisessualità, scopriamo luoghi reali e virtuali della sottocultura gay ed emerge come ancora oggi siamo troppo legati ai pregiudizi e agli stereotipi. Ogni lettore sarà spinto a trovare le risposte che preferisce, senza che queste possano essere considerate verità universali.

Recensione

Questo libro ha tutte le premesse per essere un buon libro. Affronta il difficile cammino di una persona nel definire la propria sessualità e mette davanti il lettore a tutto quello che può succedere lungo questo percorso. Dalle reazioni familiari, alla società in cui viviamo con i suoi giudizi e pregiudizi, al rapporto con se stessi e a quello con i partner. Il protagonista è pieno di dubbi e di domande, spesso lungo il suo percorso interiore cambia strada seguendo quello che gli dice il cuore, non vuole uniformarsi… vuole essere se stesso.

Però ho due “ma” da sottolineare, a malincuore.

Primo: ho trovato il libro confuso. Sicuramente lo stato d’animo del protagonista è spesso sottosopra, lo capisco, come capisco i molti dubbi e le molte domande, ma la confusione interiore del protagonista poteva essere spiegata meglio.

Secondo: non mi ha emozionata. Da lettrice voglio sentirmi parte della storia, vivere le emozioni assieme al personaggio, gioire e disperarmi con lui… beh, non ci sono riuscita.

E me ne dispiace molto, perché come ho detto prima, le potenzialità ci sono tutte per essere una bella storia, una di quelle che fanno riflettere e comprendere molte cose.

 Fiamme Sensualità Lieve

Sunshine

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StaffRFS

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