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Recensione: “Frankissstein. Una storia d’amore” di Jeanette Winterson

Lago di Ginevra, 1816: la diciannovenne Mary Shelley sta scrivendo una storia su uno scienziato che crea una nuova forma di vita. Nella Gran Bretagna di oggi, alle prese con i tormenti della Brexit, un giovane medico transgender di nome Ry si innamora di Victor Stein, un professore noto al grande pubblico per le sue posizioni sull’intelligenza artificiale, che conduce alcuni esperimenti in una rete sotterranea di tunnel. Nel frattempo, Ron Lord, divorziato da poco e spalleggiato dalla mamma, scalpita per lanciare il prodotto che lo renderà ricchissimo: una nuova generazione di bambole del sesso per uomini soli di tutto il mondo. Sull’altra sponda dell’Atlantico, a Phoenix, in Arizona, una struttura criogenica ospita dozzine di corpi di uomini e donne che sono morti dal punto di vista medico e legale, ma che attendono di tornare in vita. Cosa accadrà quando l’Homo sapiens non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? Jeanette Winterson ci mostra quanto quel futuro sia già assai vicino. Sospeso tra hard science e il romanticismo più sognante, “Frankissstein” affronta i temi che da sempre sono al centro delle opere della Winterson: il genere, la lingua, la sessualità, i limiti della libertà individuale e la vita delle idee.

Frankisssten è un libro difficile da classificare perché tocca tanti temi e generi, dal romanzo d’amore a quello di fantascienza.

Quest’opera ha due linee temporali ben distinte, una ambientata ai giorni nostri che segue l’incontro fra il Dott. Ry Shelley chirurgo transessuale, il controverso e visionario Dottor Victor Stein, e il commerciante di sexbot Ron Lord alla Fiera internazionale della robotica di Memphis, che li porterà fino ai sotterranei di Manchester. L’altra ripercorre parte dell’Europa del 1800, precisamente la travagliata vita dell’iconica Mary Shelley, creatrice del romanzo di Frankenstein, e delle persone che gravitavano attorno alla sua vita: dal marito filosofo Percy Shelley, al padre filosofo comunista-anarchico William Godwin, alla madre dalle idee rivoluzionarie e femministe Mary Wollstonecraft che morì dandola alla luce condizionando tutta la sua vita e le sue opere, senza scordarci personaggi come Lord Byron, Polidori e tanti altri che scoprirete. Questo libro è riuscito a intrappolarmi nella trama come uno dei suoi tanti protagonisti, la vita di Mary mi ha talmente colpito che, mentre leggevo il libro, in contemporanea, cercavo online notizie sui vari fatti e personaggi, cosa che mi succede molto raramente e lo trovo un valore aggiunto a un romanzo. Inoltre mi è piaciuta tantissimo l’idea dell’autrice di creare una storia mescolando i personaggi della vita di Mary Shelley e del suo romanzo, dal giocare con i loro nomi (Ry Shelley/Mary Shelley oppure Victor Stein/Victor Frankestein) fino a riproporre il loro essere in un contesto moderno.

La lettura è sempre abbastanza scorrevole tranne in alcuni punti, dove i dialoghi sono un po’ pomposi e prolissi. Ho apprezzato molto come l’autrice è riuscita a inserire temi attualissimi come la sessualità, la ricerca di una propria identità anche religiosa e le difficoltà di chi porta avanti le proprie idee e deve scontrarsi con realtà non troppo aperte, il tutto riuscendo dar vita a personaggi molto introspettivi e profondi.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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