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Recensione Film: “The Silence”

Apocalisse, mostri, drammi familiari, trama eterea, fanatici religiosi. Aggiungete Stanley Tucci, Miranda Otto e Kiernan Shipka, agitate, non mescolate, e otterrete The Silence, l’ultimo lungometraggio di Netflix da poco arrivato sulla piattaforma di streaming.

La trama in breve.

Un gruppo di speleologi, durante un’esplorazione, libera delle creature imprigionate da millenni nel sottosuolo. Questi esseri, simili a pipistrelli, volano, sono voraci come piranha, si riproducono come conigli e cacciano sfruttando il suono. Va da sé che questi predatori portano al collasso la società in un tempo ridottissimo, per cui la famiglia protagonista si trova costretta a fuggire per salvarsi dall’orda di ratti ciechi volanti.

Il tragitto, comunque, si rivela ricco di insidie.

È grazie alla figlia, sorda, che capiscono quasi subito che è il rumore il loro nemico. Rimanendo in silenzio, pertanto, riescono a raggiungere la sicurezza di una fattoria isolata. La pace, però, dura poco: la madre è stata morsa durante la fuga e, senza antibiotici, ha i giorni contati. Per recuperarli padre e figlia si dirigono nella città più vicina, ma qui, oltre ai medicinali, trovano una setta di fanatici che, per non fare rumore, si sono tagliati la lingua. Non voglio tediarvi con i dettagli, ma la setta si scontrerà con la famiglia, ci sarà un lutto e infine la nostra allegra combriccola scapperà al nord, dove l’umanità si sta riorganizzando.

Come avrete intuito, la prima cosa che scricchiola nel film è la trama: ci sono dei buchi nei quali può tranquillamente cadere un autobus. Tanto per dare un’idea: i nostri fanatici religiosi si tagliano la lingua per non fare rumore – probabilmente non sono arrivati al capitolo del manuale del piccolo invasato, dove si spiega che la lingua con la produzione del suono, c’entra ben poco. 10 per l’idea e per la realizzazione! -. Poi, mentre imperversa un’apocalisse con tutti i crismi – inclusi roghi, saccheggi, folle inferocite, locuste, cani e gatti che vivono insieme (offro da bere a chi coglie! ^_^) -, internet funziona che è una bomba: roba da cinque tacche sul telefono, ma la televisione no.

The Silence ha un altro grosso fardello: è arrivato tardi. Solo nel 2018 ci sono stati altri due film che sfruttano le stesse situazioni e ambientazioni: parlo di A quiet place e Birdbox. In particolare, con A quiet place ha troppi punti in comune, vedi la protagonista sorda e i nemici che sfruttano il suono. Il paragone va completamente a discapito di The Silence: mentre nel film di Krasinsky la trama è coerente e procede senza intoppi, qui è affrettata e raffazzonata, dando un’idea di confusione e di casualità.

Non bastano Tucci, Otto e Shipka a salvare la baracca, anzi da simili attori ci si aspetta un’interpretazione di alto livello, invece spesso sembrano spaesati e insicuri nella recitazione.

Si salva nulla di questo lungometraggio?

La produzione è di alto livello e si nota nella fotografia e nella scenografia. Le stesse creature sono ben animate e si inseriscono senza sbavature nel film; le poche scene d’azione sono ben orchestrate e risollevano un poco la visione. Se siete degli appassionati come me, probabilmente avrete già visto A quiet place e Birdbox, per cui potete passare oltre senza remore. Se però siete dei veri patiti del genere, posso solo dirvi che ve la siete cercata e augurarvi buona visione!

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StaffRFS

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