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Recensione Film: Il signore degli anelli: le due torri

Ciao a tutti! Oggi vi parlo del secondo film della trilogia dell’Anello. Avevamo lasciato i nostri eroi alla ricerca dei due Hobbit scomparsi, mentre Frodo e Sam si recavano verso Moria. Come avevo detto in precedenza, è un viaggio di formazione per ogni personaggio della storia. Qui inizia la formazione di Aragorn, che dovrebbe portarlo a smettere i panni del Ramingo solitario e abbracciare finalmente il suo essere Re, l’ultimo della casata dei Numenoreani. Ma lui è restio, forse non crede nelle sue capacità o in ciò che può fare. Nel frattempo, Frodo e Sam incontrano Gollum che si offre…

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Ciao a tutti!

Oggi vi parlo del secondo film della trilogia dell’Anello.

Avevamo lasciato i nostri eroi alla ricerca dei due Hobbit scomparsi, mentre Frodo e Sam si recavano verso Moria.

Come avevo detto in precedenza, è un viaggio di formazione per ogni personaggio della storia.

Qui inizia la formazione di Aragorn, che dovrebbe portarlo a smettere i panni del Ramingo solitario e abbracciare finalmente il suo essere Re, l’ultimo della casata dei Numenoreani. Ma lui è restio, forse non crede nelle sue capacità o in ciò che può fare.

Nel frattempo, Frodo e Sam incontrano Gollum che si offre di fare loro da guida. Anticamente, Gollum o, per meglio dire, Smeagol, era uno Hobbit. Traviato dal potere dell’Unico Anello, è diventato la creatura Gollum. In un certo senso, Gollum è ciò che potrebbe diventare Frodo se l’Anello prendesse il sopravvento.

Merry e Pipino, presi dagli Uruk-hai, sono in viaggio verso Saruman, dato che esso crede che uno di loro abbia l’anello e quindi ha incaricato i suoi soldati di rapire gli hobbit.

Le due Torri del titolo sono le torri del male, Minas Morgul e Isengard, che, unendosi, vogliono distruggere gli uomini. E gli uomini sono rappresentati da Minas Tirith, la città dei Re, e da Rohan, il regno dei Signori dei Cavalli.

In questa recensione voglio approfondire le figure femminili della trilogia, bistrattate nei libri, mentre qui, per fortuna, hanno un certo spessore.

A Rohan c’è Eowyn, nipote di re Theoden, re soggiogato da Saruman. È una donna forte, fuori dal classico schema stereotipato della donna angelicata che ha bisogno d’aiuto. Lei vorrebbe andare in guerra con suo fratello e con suo cugino ma non può, in quanto donna. Per Rohan le donne sono inutili. Ma lei è coraggiosa, lei vorrebbe seguire Aragorn che è arrivato a Rohan inseguendo gli Uruk-hai.

Aragorn, Legolas e Gimli hanno incontrato i cavalieri di Rohan che hanno ucciso gli Uruk. Nella foresta di Fangorn, ritrovano Gandalf che non era morto per mano del Balrog, ma è rinato come Gandalf il Bianco. I nostri eroi arrivano a Rohan e Gandalf spezza l’incantesimo che tiene soggiogato Theoden.

Gandalf vorrebbe che Theoden scendesse in guerra per aiutare Gondor ma lui è arrabbiato con Gondor per non essere andato in suo aiuto e in soccorso di suo figlio.

Lui ha altro in mentre: con il suo popolo si rifugerà al fosso di Helm. Ma il fosso di Helm si rivelerà essere una trappola.

E Arwen? Arwen non vuole seguire il suo destino, vuole seguire il suo uomo. Il destino di lei è legato a quello di Aragorn e per questo va contro suo padre, contro la sua razza, anche se Elrond la vorrebbe in salvo, lontana da tutto quello che può farle del male. Arwen seguirà il suo destino. Arwen sarà la luce di Aragorn.

Galadriel, nel primo film, dà consigli e doni alla Compagnia, però parla con Elrond, tramite il pensiero, su cosa fare con gli uomini. Aiutarli o lasciarli al loro destino? Così, il re di Gran Burrone manda un manipolo di Elfi arcieri al fosso di Helm.

Le tre donne rappresentano ognuna una faccia diversa della storia.

Eowyn, la forza e la grazia.

Arwen, il sacrificio e la ribellione.

Galadriel, la saggezza e la perseveranza.

Ognuna di loro crede nella speranza. La speranza che tutto finirà, la certezza di credere in chi ami, di credere che tutto andrà bene.

Al fosso di Helm viene testata la forza degli uomini, che spesso sono facilmente corruttibili e fallaci.

In questa battaglia ci sono perdite, anche la speranza comincia a vacillare ma, alla fine, i nostri prevalgono.

Gandalf è andato a cercare Eomer, fratello di Eowyn, e la sua guarnigione di Rohirrim, i cavalieri di Rohan. La battaglia è vinta, ma non la guerra.

E mentre succede questo, Sam e Frodo sono sempre più invischiati con Gollum che li sta conducendo in una trappola.

Merry e Pipino sono insieme a Barbalbero e agli Ent, i Pastori di Alberi. Francamente, la loro linea di storia in questo film è una palla assurda. Se non fosse stato per il Fosso di Helm, sarebbe stata una noia mortale.

Altro personaggio importante è Faramir, fratello minore di Boromir, morto nel film precedente. Capirete in seguito perché è importante.

Considerazioni generali: di solito, il film centrale di una trilogia è quello più debole, quello meno considerato. Questo no, vengono fuori nuovi personaggi, nuove trame, senza togliere nulla alle due storie principali, quelle di Frodo e Aragorn.

Da vedere di sicuro se, come me, amate gli Elfi alla follia e quel manzo di Viggo. Riusciranno i nostri eroi a distruggere l’Anello?

E Frodo, verrà contaminato del tutto dall’Anello o avrà la forza di reagire?

Aragorn, accetterà il suo destino e la sua eredità?

Diventerà Re?

Lo scoprirete con la terza parte.

Kisses

Recensione a cura di 

Editing a cura di 

StaffRFS

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