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Recensione Film: “Inciso nelle ossa”

Progetto grafico a cura di Teresa

Paese di produzione: Spagna

Anno di uscita: 2019

Titolo originale: Legado en los huesos

Genere: Giallo, Drammatico

Durata: 119 minuti

Regia: Fernando González Molina

Cast: Marta Etura, Elvira Mínguez, Fernando Velázquez

Un anno dopo aver risolto una serie di omicidi, Amaia deve indagare su un altro mistero che finisce per riguardarla da vicino. Parte 2 della Trilogia del Baztán. (Fonte NETFLIX)

“Il male è una cosa, le maledizioni un’altra. Queste possono perseguitarti”

Ciao a tutti, film lovers!

Con la seconda parte della Trilogia del Baztán veniamo catapultati in un mondo ancora più oscuro di quello che abbiamo sperimentato ne Il guardiano invisibile. A un anno dalla risoluzione del caso che ha portato all’arresto del “Basajaun”, l’ispettore Salazar viene ingaggiata insieme alla sua squadra per far luce su un nuovo mistero.

Vari criminali – in carcere o in attesa di giudizio – stanno compiendo dei suicidi in modo rituale. Le prime indagini mostrano un inquietante e sanguinoso legame tra i “caduti”: essi hanno partecipato in passato a dei sacrifici umani in cui le vittime venivano smembrate. Sugli arti di quest’ultime veniva incisa la parola Tarttalo.inciso nelle ossa rfs 1

Il Tarttalo ci ricollega ancora una volta alla mitologia basca; si tratta di un gigante con un occhio solo – molto simile alla figura del ciclope che Ulisse affronta nell’Odissea – che vive nelle grotte di montagna e cattura giovani vite per nutrirsene.

Amaia è costretta, suo malgrado, a tornare nel paese natìo per concentrarsi su un’indagine che la porterà a scoprire nuovi terribili segreti in seno alla sua stessa famiglia…

Finalmente un pò più di adrenalina in questo secondo film!

Il guardiano invisibile sviluppa un flusso narrativo quasi esclusivamente concentrato sull’esaltazione dell’interiorità dei personaggi e sull’analisi delle implicazioni psichiche che una certa educazione religiosa improntata alle credenze popolari ha marchiato a fuoco nella loro anima.

Inciso nelle ossa opera invece un interessante bilanciamento tra l’analisi psico-onirica e l’azione poliziesca cui viene concesso maggiore spazio. In questo sequel ritroviamo quasi tutti i protagonisti della storia precedente, cui si aggiunge Juez Markina, il magistrato assegnato al caso… un personaggio che fin dalla prima apparizione ha suscitato in me emozioni molto contrastanti e che – credetemi – vi darà delle immense soddisfazioni.

Figura centrale si rivelerà essere Rosario, la madre di Amaia, donna schizofrenica e violenta che ha sempre odiato la sua ultimogenita. Il motivo non mancherà di risultarci chiaro nel corso degli eventi… e ben inteso, chiaro non implicherà accettabile o comprensibile. Semplicemente ci verrà mostrata la verità nuda e cruda.

Una sconvolgente rivelazione catapulterà Amaia – e noi con lei – nel terrore di perdere ciò che ha di più prezioso al mondo. Gli eventi da questo momento subiranno un progressivo climax che sfocerà in un epilogo da spezzare il fiato…

Il finale resta parzialmente aperto per cui la visione della terza e ultima parte è una tappa obbligata al fine di poter chiudere il cerchio e ottenere tutte le risposte ai numerosi quesiti che affolleranno la nostra mente.

In questa storia ci addentriamo in un tema ancora più oscuro e da mal di stomaco: il sacrificio rituale di giovani creature, persino neonati. Si tratta di miti e di leggende che vengono tramandati da una generazione all’altra. Cosa succede però quando la narrazione mitologica fa presa su una mente malata e la fede religiosa degenera in follia?

Amaia ne sperimenterà il dolore sulla propria pelle e scoprirà una verità sul passato di famiglia, fino a quel momento rimasta sepolta insieme a quelle giovani ossa sacrificate in nome di una divinità avida e prepotente. Un dio che esiste però solo nell’insana mente di profeti maledetti e dei loro adoranti seguaci.

Alla prossima.

Fulvia Elia

Fulvia Elia

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