Home / Recensione libri / Thriller / Recensione Film-“Halloween Settimana Horror”:Edward mani di forbice

Recensione Film-“Halloween Settimana Horror”:Edward mani di forbice

separatore halloween

Scheda Film

Titolo originale: Edward Scissorhands
Lingua originale :inglese
Paese di produzione: USA
Anno:1990
Durata:105 min.
Genere: fantastico, drammatico, romantico
Regia: Tim Burton
Soggetto: Tim Burton, Caroline Thompson
Sceneggiatura: Caroline Thompson
Produttore: Tim Burton, Denise Di Novi, Caroline Thompson
Casa di produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione (Italia): 20th Century Fox Italia (1991)
Effetti speciali: Stan Winston
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Bo Welch
Costumi: Colleen Atwood
Interpreti e personaggi: Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Bill Boggs
Vincent Price, Susan Blommaert, Biff Yeagere

“Credo che dovremmo iniziare dalle forbici.”
“Forbici?”
“Beh, ci sono vari tipi di forbici e c’era una volta un uomo che aveva addirittura forbici come mani.”

 

trama halloween 1

Un’anziana signora racconta alla nipotina la spiegazione dell’origine dei fiocchi di neve, che in quel momento cadono copiosi. Racconta di un ragazzo chiamato “Edward”, che ha le forbici al posto delle mani, creato da un anziano inventore che morì prima di completarlo.
Molti anni dopo una rappresentante dell’Avon, Peggy Boggs visita la villa abbandonata in cima alla collina della città, trovando Edward solo e abbandonato. Peggy decide di portarlo a casa sua. Nonostante il suo aspetto Edward fa amicizia con il figlio di Peggy, Kevin, e con Bill, il marito. Conosce presto anche Kim la figlia più grande della coppia, per cui prova subito una forte simpatia.

edward-mani-di-forbice-2

Gli altri abitanti del quartiere sono incuriositi da Edward, che crea sculture vegetali con le siepi e i cespugli grazie alle lame che ha al posto delle mani. Edward comincerà poi a creare favolose acconciature prima agli animali domestici del quartiere e poi alle vicine di casa. Tutti amano e apprezzano Edward nonostante l’inquietante diversità, tranne la fanatica religiosa Esmeralda (convinta che Edward sia il diavolo) e Jim, il fidanzato di Kim. La signora Joyce Monroe, vicina di casa di Peggy, vuol sfruttare il talento di Edward, proponendogli di aprire insieme un salone di bellezza e tenta di sedurlo, ma Edward scappa via terrorizzato.
Jim si approfitta di Edward facendogli forzare le serrature della villa dei suoi genitori, ma suona l’allarme e fugge via abbandonando Edward in casa, viene accusato di furto e arrestato. Peggy riesce a farlo uscire dalla galera dopo che un esame psicologico rivela che Edward non sa distinguere chiaramente il bene dal male. Joyce lo accusa ingiustamente di tentato stupro, perché infuriata dal rifiuto del ragazzo.

L’intera faccenda rovina la reputazione di Edward nel vicinato, e anche la famiglia di Peggy ne paga le conseguenze. È la vigilia di Natale ed Edward si mette a scolpire la statua di ghiaccio di un angelo, producendo fiocchi di neve, sotto i quali Kim danza felice. L’arrivo improvviso di Jim che la chiama ad alta voce spaventa la ragazza che girandosi di scatto, si graffia la mano con le lame di Edward. Jim accusa Edward di aver voluto ferire Kim, che scappa distruggendo le opere da lui stesso create. I vicini impauriti chiamano la polizia. Kim rompe il fidanzamento con Jim. Peggy e Bill escono a cercare Edward che nel frattempo ritorna a casa da Kim. Jim, furioso e ubriaco, torna indietro e rischia di investire Kevin con il furgone.

edward-mani-di-forbice 4

Edward, per impedire che Jim investa Kevin salta addosso al bambino spingendolo al sicuro, ma senza volerlo lo ferisce al volto. I vicini, che hanno assistito alla scena, sono convinti invece che Edward volesse attaccare il bambino.

Jim si avventa come una furia su Edward, sbattendolo per terra, e questo per liberarsi lo ferisce alla spalla. Arriva la polizia ma Edward si rifugia al castello. Il poliziotto comprende che non è stata colpa di Edward, decide di lasciarlo andare, sparando dei colpi simulandone l’uccisione e invitando la gente ad andarsene.

Il vicinato invece fa irruzione nel giardino. Kim segue Edward fino alla soffitta, ma è arrivato anche Jim che lo attacca con una pistola. Jim aggredisce anche Kim e finisce per essere infilzato dalle forbici di Edward, precipitando dalla finestra sotto gli occhi dei vicini. Kim confessa a Edward di amarlo e se ne va via dopo un bacio d’addio. Kim mostra ai vicini un pezzo di ricambio di Edward che preleva dal laboratorio, facendo credere loro che Edward è morto sotto il crollo del tetto e che i due ragazzi si sono uccisi a vicenda.

I vicini si allontanano dalla villa, ritornando alle proprie case.

La vecchia signora dell’inizio del racconto è Kim e, anche se non ha mai più rivisto Edward, sa che il giovane è ancora alla villa perché a ogni Natale fa cadere la neve sulla città, cosa che non succedeva mai prima. Infatti, è Edward sempre uguale, che fa nevicare la neve scolpendo ogni inverno delle statue di ghiaccio.

Recensione

È uno dei più commoventi capolavori di Tim Burton, e una delle sue prime pellicole con un giovane Johnny Depp come protagonista. Per il suo ruolo nel film, Depp parla piuttosto poco, ma quello che non esprime a parole traspare dallo sguardo intenso e penetrante di Edward.
Ho visto il film tantissimi anni fa, probabilmente poco dopo la sua uscita al cinema ma sono stata più che felice di aver avuto l’occasione di rivederlo. Curiosando on-line ho appreso che la trama si basa su alcune sensazioni che aveva lo stesso regista da bambino, quando era convinto che la gente lo isolasse ritenendolo un ragazzo strano. La storia si svolge in una volutamente banale cittadina, dalle case colorate dai più assurdi color pastello, così come lo sono anche le auto, usate ogni mattina dai bravi e solerti cittadini per andare al lavoro. L’epoca, giudicando da abbigliamento e acconciature, è in un periodo imprecisato fra gli anni 50 e i 60.edward_mani_di_forbice. 1jpg

Oltre a farci respirare un’aria retrò, Burton ha insistito molto sul bigottismo della gente e su quanto facilmente possa cambiare idea sul prossimo, seguendo la massa. Gli unici che vanno oltre questo conformismo sono Peggy, Bill, Kevin e più lentamente anche Kim. Tutti imparano ad apprezzare Edward che nonostante i suoi sbagli, è considerato parte della famiglia.

Fra i vicini troviamo una notevole varietà di caratteri, molte vicine pettegole, la fanatica religiosa sicuramente zitella, il prototipo della casalinga vagamente ninfomane e il vecchio con la gamba finta che finge di comprendere l’handicap di Edward per poi restare ad aspettare, come un esaltato, la notizia della sua cattura. Sembra di vivere in un posto in cui mille occhi e orecchie tengono sotto controllo ogni azione del vicinato.

Tutti sanno tutto, e se per caso una notizia sfugge loro, vanno direttamente a estorcere spiegazioni alla fonte.
Edward è diverso, la cosa è sotto gli occhi di tutti. È apprezzato proprio per questa propria diversità e la gente fa a gara per diventargli amica. La favola dura poco e piccoli incidenti portano presto tutti a ricordarsi quanto il ragazzo non sia umano. L’amore non trionfa questa volta, non c’è un vero e proprio lieto fine, Edward riprende la sua vita, solitaria ma sicura, conservando i ricordi di quei giorni vissuti con Kim. Un film dolcissimo, i tratti della regia di Burton si riconoscono sin dai primi fotogrammi, è una favola triste, malinconica, allo stesso tempo magica e con pochi, buoni sentimenti.

Da rivedere, in compagnia della famiglia, magari in una sera in cui fuori fiocca la neve.

“Come fai a sapere che lui è ancora vivo?”
“Non lo so. Non sono sicura, ma io credo che lo sia.
Vedi, prima che lui venisse in questa città, la neve non era mai caduta.
E, dopo il suo arrivo, è caduta.
Se ora lui non fosse lassù, non credo che nevicherebbe così.
A volte può vedermi ancora ballare tra quei fiocchi”

 

Effetti - voto 2

Asce-voto-1

 

 

 

Recensione a cura di :

AsteriaEditing a cura di :

Tayla

 

 

Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

Recensione: “Una ragazza bugiarda” di Ali Land

Denunciare la propria madre a soli quindici anni ...