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Recensione Film Cult: The Wife – Vivere nell’ombra

DATA USCITA: 04 ottobre 2018

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 2017
  • REGIA: Björn Runge
  • ATTORI: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Annie Starke, Elizabeth McGovern, Max Irons, Harry Lloyd, Alix Wilton Regan
  • PAESE: Svezia, USA
  • DURATA: 100 Min

Dietro ogni grande uomo c’è una donna ancora più grande. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell’ombra.
The Wife – Vivere nell’ombra
, diretto da Björn Runge, racconta la storia di Joan Castleman (Glenn Close), donna dalla bellezza impeccabile, mai intaccata dal tempo. Quarant’anni passati a sacrificare il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere.
Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell’uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Ma alla notizia dell’assegnazione del più grande riconoscimento per uno scrittore – il Premio Nobel per la letteratura – la donna decide finalmente di dire basta e riprendersi tutto quello che le spetta.
Emozionante, commovente, divertente: The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne!

Fonte: ComingSoon

Ho iniziato a vedere questo film con un pregiudizio: dal trailer e dalla trama rilasciata dalla casa di produzione, so già cosa succede e non avrò alcuna sorpresa. Sono felice di comunicarvi che non è così, e che la storia è ben diversa da ciò che viene anticipato al pubblico.

Il film alterna con sapienza attimi di profonda intesa tra i due coniugi e primi piani colmi di nervosismo e disagio alla donna che deve nascondere di essere l’autrice dei romanzi che hanno vinto il Premio Nobel. Abbiamo davanti una recita iniziata in modo innocente, quando pubblicare a nome dell’amato non sembrava avrebbe avuto grandi conseguenze, mentre ora si trovano tra le mani un enorme castello di menzogne.

Quando il Re chiede a Joan di cosa si occupa nella vita, lei gli risponde dolcemente “Sono una creatrice di Re”.

È un crescendo di frustrazione, con Joe che ingenuamente cerca di convincere lei e se stesso che la loro non è altro che una proficua collaborazione paritaria e davanti ai giornalisti si spertica in apprezzamenti alla moglie, sembrando sempre sul punto di confessare la verità ma fermandosi sempre troppo presto.

Un film coinvolgente e profondo, che a mio giudizio va molto al di là del cliché femminista della donna sacrificata per decenni, che cede i suoi meriti ad un marito prepotente: Joe e Joan si amano, hanno un legame potente e sincero le cui dinamiche di potere non sono scontate. Le debolezze di queste due persone vengono trattate con delicatezza, non c’è una vittima in questa storia come non c’è un carnefice.

Una storia di amore e devozione, il cui finale sbatte la porta in faccia a qualsiasi preconcetto avesse lo spettatore influenzato dal trailer o dalla trama.

Da vedere.

Lucilla

Lucilla
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