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Recensione film cult: Labyrinth – dove tutto è possibile.

Film fantastico del 1986 e diretto da Jim Henson, il papà dei Muppets.
Combinazione perfetta tra personaggi umani e pupazzi animati.

“Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin, per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande. Non hai alcun potere su di me.”
(Sarah a Jareth)

Sarah è una ragazzina di 15 anni, figlia di genitori separati. Vive in un mondo tutto suo, fatto di giochi e fantasia. Una sera deve fare da babysitter a Toby, il fratellino che odia, figlio della matrigna e del padre. Il piccolo piange e si dispera perché ha paura del temporale.
Lei cerca di calmarlo e gli racconta una storia tratta dal suo libro preferito “The Labyrinth”, in cui una ragazza ha ricevuto in dono dei poteri speciali dal Re dei Goblin. Esasperata, esprime il desiderio che gli gnomi portino via il fratellino “Spero proprio che gli gnomi ti portino via, all’istante”
E succede davvero.
Sarah è in preda al panico; dalla finestra della camera entra un barbagianni e si trasforma in Jareth, il Re dei Goblin. Ha rapito il piccolo e in cambio, ha portato un dono a Sarah, una sfera che contiene tutti i suoi desideri e sogni. Lei la rifiuta, ma lui non si da per vinto e comunica alla ragazza che ha 13 ore di tempo per superare il labirinto e salvare Toby, prima che diventi uno gnomo.

Inizia la sua avventura. Un labirinto complicato e insidioso. Come primo personaggio, Sara incontra Gogol, uno gnomo che in realtà è la paurosa spia di Jareth, ma alla fine sarà alleato della ragazza.
Seguiranno Sir Didymus, uno yorkshire cavaliere in sella ad un cane e Bubo, un bestione che la ragazza salva da degli scagnozzi di Jareth.
Dopo molte disavventure, un incontro con dei folletti che vogliono smembrare la protagonista, una visita alla Gora dell’Eterno Fetore e una allucinazione dovuta ad una pesca avvelenata da Jareth stesso, Sarah arriva al castello.

La scena clou è qui, nel castello multidimesionale di Jareth, ispirato ai quadri di Escher (le scale infinite). Il re dei Goglin è innamorato della giovane e le fa un ultimo appello chiedendole di essere la sua regina.
Lei rifiuta e quando rintocca l’ultima delle 13 ore, gli ricorda la frase della protagonista del suo libro.
“Tu non hai alcun potere su di me.”
Tutto crolla attorno a lei che si ritrova a casa; ha sconfitto Jareth e Toby è finalmente salvo.
L’avventura ha permesso alla ragazza di capire i suoi sbagli. Decide così di abbandonare la sua infanzia, ma non la sua fervida immaginazione. Tutti festeggiano alla fine, lei con i personaggi del labirinto mentre fuori Jareth, sotto forma di barbagianni, osserva tutto e vola via.

Il film è stato girato tra l’America e la Gran Bretagna ed è ispirato a varie fiabe.
Il personaggio di Bowie compie giochi di prestigio roteando 4 sfere su una sola mano e facendole scorrere tra le mani quasi fossero “incorporee”. Questa forma di giocoliera è detta “contact juggling” ed è la manipolazione di più sfere contemporaneamente. Il pioniere di questa arte è Michael Moschen che assisteva Bowie nel film.
La colonna sonora del film, oltre alle parti strumentali, ha 5 canzoni cantate da Bowie tra cui Dance Magic, Chilly Down, As the worl fall down, With in you e Underground.

Cast
David Bowie: Jareth, Re dei Goblin
Jennifer Connelly: Sarah
Toby Froud: Toby
Shari Weiser: Gogol
Rob Mills: Bubo
David Barclays: Sir Didimus
Warvick Davis: Goblin Corps
Frank Oz: Saggio

Considerazioni e giudizio.

Immaginate una piccola Mal che vede questo film la prima volta. I suoi occhi si illuminano come le luci di un albero di Natale.
Pupazzi animati, una storia piacevole. La crescita di Sarah e il superamento del labirinto come ostacolo della vita. Bello. Bello. Bello.
Dopo un po’ di tempo, la vostra Mal lo rivede e pensa: “Però, che gran gnocco” ok, sono un caso clinico. Lo gnocco in questione è il “Fu” David Bowie che qui era… da infarto! Io speravo che si sposassero lei e Jareth ma ok, Jareth è il cattivo, più o meno.
Davvero un bel film fantastico che vi consiglio di rivedere. Henson e Oz hanno fatto qualcosa di bello.

In questo film c’è la capacità d sognare e l’immaginazione che non deve mai finire.
Al prossimo film

Un saluto dalla vostra Mal.

baby.ladykira

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