Recensione film cult: Dragon

Dragon

È il giorno del matrimonio della principessa Mira con Igor, il nipote del cacciatore di Draghi.

In un flashforward, vediamo la stessa Mira tra le grinfie di un drago, che viene sballottata nella tempesta e contro le rocce fino a ritrovarsi in una caverna. Qui una voce maschile la rassicura e le dice di stare tranquilla: il drago non le farà più del male, il drago ora dorme.

Durante la cerimonia la popolazione, per volere di Igor, intona il “canto del Drago”, un tempo usato per richiamare i draghi affinché prendessero le giovani vergini come sacrificio, oggi, invece, per celebrare le nozze delle giovani fanciulle. Gli abitanti, ignari, non sanno che esiste ancora un Drago, il quale, udito il richiamo, prende Mira.

Ma torniamo alla caverna. La principessa parla con il ragazzo della voce (che in realtà è il Drago), e scopre che lui non ricorda il suo stesso nome. I ragazzi socializzano, hanno una discussione e lui la guarda incuriosito e attratto. Mira, invece, ha scelto un nome per il suo compagno di cella e di sventura: Arman, che significa desiderio.

I due si stringono la mano in segno di amicizia e… il Drago appare! La ragazza riesce ad uscire dalla caverna e si arrampica tra le rocce, fino ad arrivare ad uno sperone a strapiombo sull’oceano. Si accorge di essere su un’isola e non sa cosa o come fare per andarsene. Quando Arman la raggiunge nel tentativo di rassicurarla, lei, non fidandosi, si allontana, scivolando e cadendo nello strapiombo. Lui la salva attutendo la caduta col suo stesso corpo, ora tramutato in drago davanti ai suoi stessi occhi. Vedendolo ferito ed in balia delle onde, seppur riluttante, Mira lo tira fuori dall’acqua e lo riporta al nido tra le rocce provando a medicargli le ferite.

“Il fuoco del drago deve essere spento”: è ciò che Arman dice mentre è privo di sensi.

Mentre si prende cura di lui, Mira intuisce che, toccandolo, Arman si tranquillizza, ma al tempo stesso si agita risvegliando il drago. Il canto di lei, però, riesce a calmare il mostro.

Dopo una lunga ed estenuante notte, al risveglio, la giovane principessa trova del cibo, ma non Arman, il quale, richiudendosi nuovamente in se stesso, è andato a pescare e non vuole parlare con lei.

Incalzato da una sempre più curiosa Mira, lui le racconta degli Uomini drago e di come abbiano rapito le Spose durante il rituale. Arman non vuole più essere così, il suo scopo è quello di combattere il drago che alberga in lui e che vuole solo una cosa. Nonostante ciò, non può riportarla indietro, deve essere il vero amore a ritrovarla e se lei ha un cuore puro, tutto sarà più semplice: chi la ama, riuscirà a trovarla.

Lei insegna ad Arman come vivere da umani, mentre attende l’arrivo di Igor, che, persosi nell’oceano, non arriverà mai all’isola del drago. Arman, dal canto suo, le insegna a “vedere” il vento, una prerogativa dei draghi.

I due iniziano la convivenza cercando di rendere confortevole il nido. Inizia ad esserci anche una certa attrazione, un innamoramento che nessuno dei due comprende appieno, ma che sta crescendo un po’ alla volta.

Il loro amore può fare la più grande delle magie.

Mira regala ad Arman un’ocarina come simbolo d’amicizia e lui le fa vedere i fuochi d’artificio.

Durante la notte, lei fa un incubo in cui è inseguita dal drago e, dopo essere stata bloccata da lui, lo tocca sul petto, lì dove il fuoco scaturisce. Quando si risveglia ha la sensazione di essere stata bruciata viva. Arman, sentendola urlare, la tranquillizza dicendole che non le farà mai del male ed impedirà anche al drago di fargliene.

Poco tempo dopo, mentre Mira sta facendo il bagno, lui decide di portarle dei fiori, avendo in mente il ricordo di ciò che lei aveva detto una volta: “chi riceve dei fiori sa di essere amato”. Ma, mentre sta per raggiungerla, viene fermato dal Drago, più forte di lui. Arman si rende conto che la bestia non gli permetterà mai “di vivere da umano”, il Drago vuole solo perpetrare la sua specie in un solo e crudele modo.

Una delle scene più belle, a mio parere, è quella in cui lui le insegna a vedere il vento usando un aquilone. È un momento intenso, loro due sono molto vicini, si guardano, le mani si sfiorano. Questo scatena una reazione così violenta nel Drago che Arman è costretto a rifugiarsi lontano da Mira. Così, addentratosi nella caverna, Arman trova la barca e le mappe che Mira ha nascosto e capisce che lei fino a quel momento gli ha mentito per farsi insegnare tutto ciò che poteva esserle utile a navigare lontano dall’isola. Deluso e amareggiato, inizia a trattarla male, in modo da spingerla ad andare via e, per intimorirla ancora di più, le dice come nascono i draghi: bruciano vive le Spose, avvolgendole nel fuoco e nelle fiamme e, stringendole tra gli artigli, le consumano fino a farle diventare cenere, dando così vita ad un nuovo drago. Mira è terrorizzata e così abbandona l’isola, lasciando Arman nuovamente solo.

La principessa, dopo la sua fuga, viene ritrovata da Igor, che vagava nella nebbia che celava l’isola, ed insieme ritornano a casa, dove possono finalmente celebrare le loro nozze.

Mira, però, capisce finalmente chi è il suo vero amore. Forse lo aveva sempre saputo, inconsciamente, ma ora ne è certa… nei suoi pensieri c’è solo Arman.

L’amore arriva quando meno te l’aspetti.

Mira non tradisce Arman, anzi, è lei stessa ad intonare il “canto del Drago” richiamandolo, nella speranza che egli venga da lei.

“Ascolta il tuo cuore Mira”

Non vedendolo arrivare, però, perde le speranze, inizia a credere che lui non la voglia più. Ma, quando meno se lo aspetta, eccolo lì, che la rapisce una seconda volta riportandola al nido e gettandola sull’altare sacrificale. Mira capisce e accetta il Drago inginocchiandosi davanti a lui. Lo ha domato ed ora lui sa cosa voglia dire essere amato e non sentirsi più solo. Lei lo ama, a prescindere da ciò che è, e lo bacia, calmando così la sua fiamma.

“Io senza di te non posso stare” gli dice Mira, edil drago mette la testa sul suo grembo: ha capito.

“Così la ragazza salvò il drago”

I due giovani, dopo un po’ di tempo, hanno una bambina, ma non alla maniera dei draghi, e, assieme, volano e si baciano nel vento.

Cast

Arman: Matvey Lykov

Miroslava (Mira): Maria Poezzhaeva

Igor: Pyotr Romanov

Film fantastico russo del 2015, tratto dal romanzo “Il Rituale” di Marina e Serhiy Dyachenko.

Considerazioni

Come ho scoperto questo film? Per puro caso, grazie ad una mia carissima amica che un giorno mi disse: “Questo lo devi vedere, ti piacerà di sicuro!” e io, che sono particolarmente curiosa, ho cercato tutto, trovando spezzoni su Youtube e infine, il blue ray su Amazon. E… porca paletta!! La mia amica mi conosce troppo bene! Questo film mi è piaciuto molto.

Anche se in patria è considerato il “Twilight russo”, di “Twilight” non ha nulla, anzi è molto meglio. C’è un amore tormentato, un amore che non viene riconosciuto subito, uno sbocciare di sentimenti lento e imprevedibile.

Mira è una ragazzina capricciosa, testarda e che non si tira mai indietro, ed impara, dalla sua esperienza, cosa significa il vero amore.

Arman, invece (gran bel figliolo) … quanto ho amato la costruzione di questo personaggio?!? La sua eterna frustrazione, la sua solitudine, l’isolamento, la rabbia che si manifesta nel drago e l’impossibilità di avere un qualsiasi contatto umano anche se lo anela quando Mira è con lui. E, aggiungo, è pur sempre un uomo, e si sa, siamo animali sociali. Anche lui capisce che vivere da essere umano non è poi tanto brutto, e scoprirà l’amore.

È una favola con un lieto fine, e abbiamo bisogno di lieti fine e belle storie che non siano troppo impegnative.

Fotografia stupenda, costumi tipici di favole e leggende della cultura russa che, personalmente, amo.

Ve lo consiglio? Sì

Mi è piaciuto? Sì

Alla prossima, un saluto dalla vostra Mal.

baby.ladykira

baby.ladykira
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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