Recensione Film: Code 8

Code 8

Titolo: Code 8

Paese: Canada

Anno: 2019

Durata: 98 min

Genere: thriller, fantascienza

Regia: Jeff Channel

Sceneggiatura: Chris Pare

Produttore: Jeff Chan, Robbie Amell, Stephen Amell, Chris Pare, Rebecca Bouck

Fotografia: Alex Disenhof

Montaggio: Jeff Chan

Musiche: Ryan Taubert

Cast: Robbie Amell, Stephen Amell, Sung Kang, Kari Matchett, Greg Bryk, Alex Mallari Jr, Aaron Abrams, Kyla Kan, Laysla De Oliveira, Jeff Sinasa

Curiosità: Il film è una versione estesa dell’omonimo cortometraggio diretto da Chan insieme a Robbie e Stephen Amell nel 2016; mentre nel dicembre 2019, è stata annunciata una serie spin-off con Robbie e Stephen Amell, scritta da Chris Pare e diretta da Jeff Chan.

Connor Reed, un uomo con superpoteri, è alla disperata ricerca di denaro per aiutare sua madre malata, che ha bisogno di cure mediche.

Viene avvicinato da un signore del crimine di nome Sutcliffe e svolge per lui piccoli lavori senza avere intoppi. Nel frattempo, Reed incontra un’amica di Sutcliffe, Nia, una guaritrice che afferma di poter salvare sua madre. Arriva il giorno della grande rapina, il colpo inizialmente sembra andare bene, ma alcuni dei suoi amici muoiono per colpa di Sutcliffe che fa il doppio gioco e Reed contatta l’agente Park per farlo arrestare. La polizia fa irruzione nel nascondiglio di Sutcliffe e lì Reed scopre la ragione per cui Nia si rifiuta di guarire sua madre. L’abilità di guarigione ha un prezzo, il Guaritore si fa carico della malattia ogni volta che guarisce qualcuno e Nia potrebbe morire se cercasse di salvare la donna. Reed costringe Nia a procedere lo stesso, ma alla fine la lascia andare dopo aver visto quanto sia doloroso il processo per lei e si costituisce alla polizia per espiare i suoi crimini.

Quante di voi sognavano di riavere Stephen Amell in panni diversi da quelli di Oliver Queen, e quante invece attendevano Robbie insieme al cugino?

Beh fenici mie, questo duo, affiancato da buoni personaggi, a me piace molto.

Certamente la trama di persone dotate, emarginate dalla società in un futuro distopico molto simile a quello attuale, non è granché di nuovo, sembra qualcosa di visto e rivisto… eppure, in un’epoca in cui i reboot piacciono e le idee originali riadattate ancor di più, Code 8 trova il suo posto. Il film si evolve molto bene, arrivando subito al sodo, non spiegando come e quando il mondo ha iniziato a cambiare, nemmeno come sia cambiato il pensiero dell’uomo comune verso i dotati: un semplice video riassuntivo iniziale tralascia qualche informazione ai più avidi di sapere, ma per il resto la trama si spiega da sola durante la sequenza.

Amell sempre sul pezzo, entrambi direi… e Stephen (alias Garret) rimane nel ruolo di mentore verso Connor Reed (Robbie) il quale non sa di possedere un talento come Eletric. Si, perché ogni potere definisce la persona: abbiamo gli Eletric che utilizzano e controllano tutto ciò che è elettrico, quelli che leggono nella mente, chi possiede il fuoco, chi il ghiaccio, chi la super forza, chi è immune alle pistole, chi è guaritore…

Insomma chi più ne ha, più ne metta. E tutti hanno un livello che indica la pericolosità del potere. Nella storia tutto gira intorno allo scambio e alla circolazione di una droga, una sostanza detta Psyke, e Connor entra nel giro perché cerca disperatamente di pagare le cure mediche alla madre, affetta da un tumore al cervello che le ha scombussolato i poteri di ghiaccio.

Quando però il capo rischia e con lui coloro che lavorano per lui, dovendo dei soldi alla Trust, Connor pensa a un piano, ma l’avidità di Garret porta Sutcliffe al doppio gioco e alla morte di due persone del suo team: Fred e Maddy.

A questo punto nulla sembra importare. I due uomini pensano di uccidere l’uomo e mentre Garret vuole la droga per rivenderla prima che questa venga distrutta dalla polizia, Connor incastra Sutcliffe spifferando alla polizia il suo nascondiglio.

Il finale ti porta a rimanere un po’ deluso, essendo veloce e quasi privo di notizie, ma una scena con Amell fa supporre che ci sarà un sequel, che sappiamo essere già in programma come serie spin off, sempre con gli Amell come produttori e interpreti.

Non rimarrete deluse dal film in generale, anche se gli Amell non sono stati il motivo per cui l’avete visto.

Alla prossima!

Fulvia Elia

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