Recensione: Feralyn. La duchessa di Ella Sarip
Serie: Fiori di Loto #1

Serie: Fiori di Loto #1
Autrice: Ella Sarip
Genere: romanzo storico regency
Editore: Heartbeat edizioni
Data di pubblicazione: 22 maggio 2026
La serie è composta da:
- Feralyn. La duchessa vol.1
Figlia di un umile mercante, Feralyn Winthrop non ha esitato a rompere il fidanzamento con un visconte quando il duca di Harrington ha chiesto la sua mano. Nessuno, nell’alta società di Londra, ha alcun dubbio riguardo alla natura avida della giovane donna.
Eppure, dal giorno delle nozze, i duchi di Harrington si sono ritirati dalla vita pubblica avvolti da un silenzio carico di mistero.
A distanza di due anni, la ricomparsa della duchessa – ora vedova – durante la Stagione non può che suscitare un certo scalpore. Decisa a trovare un buon partito per la sorella minore, Feralyn torna a far parlare di sé… e c’è chi si chiede quali nuove trame sia pronta a tessere.
Dominic Cumberland, maggiore dell’esercito e nuovo duca di Harrington, recentemente tornato dopo essere stato dato per disperso anni addietro, ha chiaro il suo obiettivo: trovare una moglie che sostituisca l’attuale duchessa.
Ma la convivenza forzata a Deventon House lo costringe a osservare Feralyn con occhi diversi, e giorno dopo giorno, si insinua in lui un dubbio: chi si cela davvero dietro la duchessa di Harrington?
All’alba di un nuovo secolo, mentre il mondo cambia e le donne iniziano a reclamare la propria voce, i duchi di Harrington si troveranno davanti a una scelta: piegarsi alle convenzioni o scrivere una nuova legge del cuore.
“Feralyn: la duchessa” è il primo romanzo autoconclusivo della serie Fiori di Loto. Una saga dedicata a donne forti e indipendenti, pronte a infrangere le regole della loro epoca — e agli uomini che avranno il coraggio di amarle, nonostante tutto.
Care Fenici, ben trovate!
Oggi vi parlo di Feralyn. La duchessa di Ella Sarip, primo volume della nuova serie Fiori di Loto, niente paura: il romanzo è autoconclusivo.
Siamo nella Londra del 1899 e Feralyn, Duchessa di Harrington, ricompare in società dopo qualche anno di assenza, in questo periodo è stata oggetto di numerosi pettegolezzi dal momento che è considerata un’avida arrampicatrice sociale. Ora, però, è rimasta vedova e il suo unico interesse è trovare un buon partito per la sorella minore. Dominic, maggiore dell’esercito e nuovo duca di Harrington, è appena tornato dopo essere stato dato per disperso anni prima, il suo obiettivo è chiaro: trovare una moglie che sostituisca l’attuale, odiata, duchessa. Tra i due sono immediate scintille.
La convivenza forzata li costringe però a osservarsi con occhi diversi e, giorno dopo giorno, nasce in loro un nuovo sentimento, ma le cose come stanno per davvero?
L’autrice ci fa capire subito il periodo storico e ci ricorda che nel 1835 il parlamento inglese aveva istituito il Marriage act vale a dire che erano dichiarati nulli e venivano vietati i matrimoni tra persone con vincoli di affinità (per es. un vedovo con la sorella della moglie defunta). Durante tutto il racconto presta molta attenzione alla condizione femminile dell’epoca, sia delle classi sociali elevate sia del “popolo” e questo mi è piaciuto molto, la situazione storica è molto ben definita e aiuta a comprendere a pieno le scelte e i comportamenti dei personaggi, anche secondari, non appesantendo mai (stiamo pur sempre leggendo un romance!) la narrazione che procede a POV alternati, in modo fluido e con molti dialoghi. Viene posta la giusta attenzione all’introspezione: le paure dei due protagonisti sono ben spiegate e non si ripetono fino alla noia.
Feralyn, pur essendo una donna consapevole del ruolo che il periodo le impone, è decisa, colta e combattiva, all’inizio vive una situazione particolare (che non vi svelo perché odio gli spoiler) e, pur comprendendo lo sviluppo narrativo, non vi nascondo che mi sarebbe piaciuto che non cambiasse, perché era stata descritta in un modo talmente tosto che ho pensato: brava Ella Sarip, finalmente!
Una lettura decisamente piacevole, rilassante e per quanto destinata a regalare momenti di leggerezza non può non generare qualche riflessione su quante cose siano cambiate e quante debbano ancora farlo.







