Recensione: Echi di un crimine imperfetto di Gennj Cappelletto

Autore: Gennj Cappelletto
Genere: Dark romance MM
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2025
Disturbare i morti non è mai una buona idea.
Così come non lo è affidare il proprio cuore a qualcuno
che potrebbe distruggerlo di nuovo.
Ettore Costa era una promessa del nuoto italiano. Avrebbe potuto vincere un oro olimpico, ma un attimo di debolezza, la voglia di impressionare il ragazzo che gli piaceva, ha distrutto tutto. Quindici anni dopo, costretto su una sedia a rotelle e con i sogni chiusi in un cassetto, Ettore allena la sorellina Sophia, ancora più talentuosa di lui.
Ma il destino colpisce ancora: Sophia, caparbia e luminosa, viene stuprata e uccisa proprio nella piscina dove si allenava ogni giorno. Per Ettore è l’ennesima perdita. Restano solo la polizia e Dennis, il migliore amico di sempre.
E se ci fosse un altro modo per cercare giustizia? Un modo folle e improbabile che coinvolge Marco Silvestri, il ragazzo per cui Ettore aveva una cotta e che ha avuto un ruolo nell’incidente che lo ha spezzato. Oggi Marco è uno youtuber famoso che si occupa di occulto, e potrebbe organizzare una seduta spiritica per contattare Sophia.
Ma disturbare i morti non è mai una buona idea. Così come non lo è affidare il cuore a qualcuno che potrebbe spezzarlo di nuovo.

Non sono rimasta molto soddisfatta da questo romanzo, che mi è sembrato scritto in modo un po’ ingenuo: tutto molto dolce, con pochissimi ostacoli, e caratterizzazioni cristallizzate all’immagine idealizzata dei protagonisti in età adolescenziale, quando ancora non avevano fatto coming out e si piacevano da lontano, senza neppure conoscersi.
Quando i due uomini si incontrano di nuovo, Ettore ha vissuto gli ultimi quindici anni come un disabile, dopo aver perso l’uso delle gambe per un atto di bullismo, ed è sconvolto per l’omicidio brutale della sorella.
«Marco, ascolta,» soffia fuori esausto. «Io… non so cosa pensi di aver visto in me quando eri un ragazzino e, Dio mi è testimone, di sicuro non so cosa credi di vedere in me adesso, ma ti garantisco che non ne valgo la pena. E poi… Aspetta, com’è possibile che tu avessi una cotta per me? Ti ho visto baciare delle ragazze.»
Tutti questi traumi non si notano sulla sua personalità, né ostacolano in qualche modo l’innamoramento di Marco, che si prende la sua seconda occasione come se gli anni non fossero mai passati, senza darsi il tempo di conoscere l’Ettore adulto, di innamorarsi di nuovo della persona che lui è adesso.
Marco rientra nella vita di Ettore quasi a piede teso, imponendo la sua presenza dopo quindici anni di lontananza. La cotta giovanile non è mai scomparsa, ma non ci saranno delusioni o sorprese dovute al concretizzare un amore idealizzato, nulla di inatteso legato al conoscere una persona per la prima volta, nessun difetto o sbavatura.
La caratterizzazione di Ettore in particolare mi ha delusa: non prova rabbia per la sua condizione ingiusta, né verso se stesso né verso i bulli, neppure elaborata con la psicoterapia; sfumature che sarebbero state importanti per darne profondità.
«Mi dispiace offrirti sempre questi spettacoli. A quanto pare, sei destinato a vedermi ogni volta al mio peggio.» Ruota leggermente la testa per sbirciare il volto di Marco e lo vede alzare gli occhi al cielo, esasperato. «Beh, non è che sia il momento migliore della tua vita, Ettore, quindi ho già messo in conto molti più crolli emotivi di quanti probabilmente ti concederai di avere. E in ogni caso non importa, mi piaci così come sei, il pacchetto completo.»
Per quanto riguarda il thriller legato all’omicidio irrisolto, non c’è un vero e proprio arco di crescita nella trama, non assistiamo a indizi che piano piano vengono scoperti e vanno a comporre un puzzle da cui si deduce la soluzione. Gli sviluppi sono legati a interventi esterni che all’improvviso permettono di fare passi avanti nell’indagine.
Sfruttare meglio la passione di Marco per il ghost hunting avrebbe aggiunto una sfumatura paranormale alla trama e costituito un punto di climax per Ettore, concedendogli un ultimo saluto alla sorella, e invece finisce per essere solo un dettaglio inutile per l’evolvere della trama.
Tutto questo non è aiutato dallo stile scelto, il presente in terza persona: molto giornalistico e asciutto, non permette di esprimere molta emotività, privandoci di calore e sentimenti. La storia d’amore tra i protagonisti, ma anche il patimento e la sofferenza per la morte della sorella sono gli aspetti che maggiormente ne risentono, risultando quindi un po’ sottotono.







