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Recensione Docu FIlm – Assembled – 1×04 Black Widow

Bentornate, Fenici!

Nuovo appuntamento con il consueto “dietro le quinte” della fase quattro. Questa volta tocca a Black Widow, film che ha avuto non poche difficoltà per la programmazione nelle sale rinviata parecchie volte causa pandemia e, poi, con uscita ibrida cinema/streaming.

Il film si colloca dopo Civil War ed è un ritorno alle origini per Natasha, che deve fare i conti con il suo passato.

A detta della stessa Johansson, che ricopre il ruolo della Vedova ormai da 10 anni, è come ritornare da un vecchio amico quando rindossa la tuta della Romanov. Per la regista, Cate Shortland, bisognava trovare il cuore del film e scavare nei sentimenti dell’agente e nei suoi legami familiari.

La prima a pararne è la costumista Jany Temme (già nel cast di 007 e Harry Potter) che ha dato il tutto per tutto in questo film e, come primo lavoro, ha creato il costume per Taskmaster, per poi proseguire con quello delle Vedove, dando un costume bianco a Natasha così da integrarsi con la neve, tipico delle uniformi militari. Il costume di Red Guardian, che si ispira a quello di Capitan America, e il famoso gilet di Yelena, quello multi tasche che poi ha Natasha in Infinity War.

Il film si basa sulla mancanza di controllo e di come altri riescano a possedere la tua esistenza senza che tu possa fare nulla. Lo stesso vale per Natasha e Yelena, che non hanno mai avuto alcuna scelta, fino alla svolta. Natasha, con lo S.H.I.E.L.D. prima e gli Avengers dopo, ha cercato di dare una scossa alla sua vita; mentre Yelena è riuscita a uscirne, solo che non sa come si vive da essere umano dato che è sempre stata sotto al controllo di altri. Florence Pugh è perfetta accanto a Scarlett, la sua degna erede.

Il set del Gulag dove Sergei/Red Guardian è rinchiuso è stato ricostruito di sana pianta: hanno usato sale per fare la neve e un grande blue screen per ricreare tutto il resto. Ovviamente la scenografia deve essere un simultaneo tra questo, gli stunt, le luci, gli attori tutti insieme per fare una gran bella scena.

Questo film ha usato parecchi esterni e, come dicono sempre alla Marvel, ogni film è meglio del precedente, perché uno migliora e si evolve.

Altra attrice degna di nota è Rachel Weisz nel ruolo di Melina (che io ho adorato): ha usato la sua parte drammatica per dare enfasi a un personaggio così sfaccettato.

Il cuore del film è il dolore e come riprendersi, come riprendere il controllo e capire che non esiste solo il programma Vedove Nere, che c’è altro là fuori.

Considerazioni

Anche se il film ne ha risentito dei continui rimandi, ho trovato carino l’introduzione della “famiglia” di Natasha e di come lei voglia bene sia loro, che la nuova, ovvero gli Avengers.

Forse il film doveva essere fatto prima, ma ci ha comunque dato modo di conoscere la nuova Vedova, che vedremo nei prossimi progetti della Marvel.

Questo backstage ci ha permesso di vedere come nasce la magia del cinema. Adoro tutto questo!

Un film prettamente femminile, dove la regista ha voluto che vedessimo l’essere umano al di sotto della maschera da eroe.

La vostra Mal rimane sempre colpita e affascinata. Questo è il cinema.

Alla prossima.

Un saluto dalla vostra Mal

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Francesca

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