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Recensione: “Dieci piccoli respiri” di K. A. Tucker

 

Trama

Kacey Clearly ha solo vent’anni quando la sua vita va in pezzi. Un terribile incidente automobilistico le porta via i genitori, il fidanzato e la sua migliore amica. La scoperta che sua sorella minore Livie è insidiata dal marito della zia nella cui  casa vivono da quattro anni dopo l’incidente, convince Kace a  fuggire via per sempre. Una notte lei e la  sorella prendono un autobus per Miami e lì, nonostante le difficoltà economiche, possono finalmente ricominciare a progettare una nuova vita. Kacey però non è ancora pronta a lasciarsi alle spalle il passato e stringere nuove amicizie, neppure  se a chiederglielo è l’affascinante vicino, Trent Emerson, un enigmatico ragazzo dagli ipnotici occhi blu. Eppure Trent è deciso a far breccia nel suo cuore, e  Kacey  si rende conto che lui forse è l’occasione che  la vita le offre per tornare a respirare ancora.  Ma  anche Trent ha un passato che lo affligge e che, nonostante tutto l’amore che li ha travolti,  potrebbe  rubare  loro quei  respiri..

Recensione

Delicato, intenso, commovente e romantico: ecco come descriverei questo romanzo da cui sinceramente non mi aspettavo molto. Sarà che ultimamente le storie Young Adult  ripetono uno schema spesso già visto e, soprattutto per chi è un lettore assiduo,  è davvero difficile trovare qualcosa che riesca a stupirti. La trama di questo libro in effetti  ne richiama altre alla memoria,  ma  è scritto talmente bene che supplisce con la profondità del racconto ad un plot non originalissimo.  E’ una storia che parla di come sopravvivere alla devastazione  causata da un trauma, dei meccanismi di difesa che si mettono in atto per affrontare e, spesso, ignorare il dolore, relegandolo in una piccola parte di sé che preferiamo combattere piuttosto che metabolizzare. Parla di come sia più semplice scaricare la rabbia e la frustrazione e la sofferenza cercando scappatoie che non fanno altro che peggiorarci  piuttosto che affrontare il dolore. E’ quello che è capitato a Kace, che dopo aver passato un anno in riabilitazione motoria dopo l’incidente che ha spazzato via i suoi affetti più cari,  si ritrova  “sanata” nel corpo ma  con il resto ridotto ad un disastro;

“un disastro i cui voti sono precipitati a capofitto in fondo alla classe. Che per un anno è sprofondata in un mondo di alcol e droga e sesso per poter andare avanti.” 

Allontana tutti Kace, a parte sua sorella che la osserva impotente arroccarsi dietro un muro sempre più alto e impenetrabile. Lo fa per rendersi  insensibile,  per  mettere distanza tra la sua anima mai ricomposta e la possibilità di essere di nuovo distrutta.  Dopo aver eliminato le droghe e il sesso occasionale per amore di Livie, sfoga la sua rabbia ribollente con la kickboxing: il sacco assorbe tutto il male, tutto l’odio per chi era alla guida di quell’auto che in un attimo ha cambiato tutto e lo fa senza protestare, senza cercare di metterla in analisi, di farle ammettere che se non troverà la forza di perdonare  non potrà mai guarire.  Fino a che nell’equazione irrisolta della sua vita non entra l’enigmatico Trent, che sembra capirla, che riesce a passare le barriere, che lentamente, nonostante tutti gli sforzi di Kace per allontanarlo, la riapre all’amore che si era negata per tanto tempo. Ma l’incontro con Trent segnerà una svolta decisiva nelle vite di entrambi, forse più dolorosa di ciò che si sono lasciati alle spalle perché  dovranno decidere se permettere al loro amore di proiettarli verso un futuro senza più odio e rancore, o rimanere ancorati  nelle acque  torbide ma sicure del rimpianto e dell’autocommiserazione. Quante volte ci è capitato nella vita, pur senza arrivare agli estremi di Kace e Trent, di subire dei torti o di vivere dei grandi dolori provocati da qualcuno più o meno accidentalmente. Ci concentriamo sempre sul nostro, di dolore, non si pensa quasi mai a ciò che accade dall’altra parte: restiamo radicati nel nostro limbo di rabbia e accuse perché provare empatia o perdonare ci lascerebbe deboli senza alcuno schermo, a parare l’ondata travolgente di disperazione che ci sommergerebbe.  Questa invece è proprio una storia sull’enorme potere di guarigione del perdono, sulla capacità di accettare e riconoscere che alle volte la vita pone sul nostro cammino delle tragedie causate da scelte sbagliate di altri, rifiutando l’evidenza che anche noi avremmo potuto farle. Unica pecca che posso rilevare, è che l’autrice ci fa intuire il colpo di scena  prima che venga svelato, ma magari l’ha fatto intenzionalmente o forse sono io,  ormai avvezza ai meccanismi narrativi, che l’ho captato. Certamente una lettura avvincente, con tante lacrime ma anche tanta speranza, e l’ennesima conferma che alle volte da tragedie immani possono  nascere fiori meravigliosi. Se solo si ha il coraggio  di fare dieci piccoli respiri..

Fiamme Sensualità Lieve

Recensione a cura di:

Silvery

Editing a cura di:

Tayla

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Veronica.Lady Shanna

Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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