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Recensione: “Diario erotico di un cybernauta” di Tommaso Agnese

Curiosità, perdizione, assuefazione. Inizialmente un gioco dettato dalla noia, poi una necessità, un’ansia conoscitiva mai paga e, infine, l’istinto di andare oltre i propri limiti per scoprire tutti i modi possibili di rapportarsi con la sessualità.

Da MSN a Skype, da Facebook a Tinder, dai massaggi erotici al voyeurismo, dalla prostituzione virtuale e non, al bondage.

Riccardo, protagonista di Diario erotico di un cybernauta di Tommaso Agnese (L’Erudita), sin dalle prime pagine diventa un instancabile viaggiatore: attraverso lo spazio multiforme, liquido di una tecnologia in continuo divenire, navigando su internet e fuori dal virtuale raggiungerà, inaspettatamente, una crescita personale.

Tommaso Agnese snoda la narrazione in una metropoli dalle mille sfaccettature, una città nella quale si riflettono le molteplici donne che il protagonista incontra. Con un linguaggio autentico e mai volgare, Tommaso Agnese racconta, anno dopo anno, la quotidianità di un uomo che rifugge ogni tipo di legame per non mostrare le proprie fragilità, consegnando al lettore un finale che sovvertirà tutte le aspettative.

Diario erotico di un cybernauta”, più che un diario è un viaggio. Quello che Riccardo Rea intraprende a venticinque anni e che compie attraverso sei anni di vita, vissuta in un’ambivalenza sempre più marcata, fino a diventarne quasi dipendente. Di giorno proprietario di una piccola galleria d’arte e figlio premuroso di una madre abbandonata dall’uomo amato, di notte esploratore di un mondo virtuale fatto di sesso, trasgressione ed emozioni, tanto intense quanto artificiali. Riccardo mostra quanto sia facile cadere nella trappola del cyberspazio, ovvero quello spazio parallelo alla realtà dove ognuno diventa chi sceglie di essere. Non importa se ciò richiede la necessità e il desiderio di nascondersi dietro il monitor di un computer o la tastiera di uno smartphone. Quello che conta è l’evasione: dalla quotidianità, dalla rabbia della sofferenza e dell’abbandono da parte di un padre mai conosciuto davvero, dalla timidezza che lo rende incapace anche solo di avvicinarsi ad una ragazza attraente e mettersi in gioco, con il viso scoperto e gli occhi limpidi. Con il tempo Riccardo entra in un vortice fatto di messaggi, fotografie, riprese webcam e voci telefoniche, dove impara a giocare talmente bene da arrivare non solo a confonderlo con la realtà, ma addirittura spesso a preferirlo ad essa. E riesce a fare le sue mosse in maniera così abile da raggiungere donne in carne e ossa, con le quali si perde in parentesi di sesso occasionale, feste ambigue, incontri perversi e momenti di voyeurismo.

È così che il cyberspazio assume la forma di un grande circo, pieno di occasioni facili, che attrae le persone più disparate, spesso insospettabili. Un circo in cui tutti hanno simili bisogni e analoghe mancanze, dove basta allungare una mano, o meglio scrivere un messaggio virtuale o creare un nuovo profilo, per raggiungere l’inganno della soddisfazione, sempre fugace ed effimera, perché svanisce molto prima dell’incontro successivo.

Riccardo indossa la maschera del cybernauta come una copertura, che gli consente di diventare modello di nudo artistico, massaggiatore, gigolò, plasmando le apparenze per assecondare le esigenze del momento e delle donne che incontra.  

Salvo poi trovare, inaspettatamente, la donna dei suoi sogni, che rimane di fatto una sconosciuta, ma di cui si innamora in maniera sconsiderata e non corrisposta. 

Credo che questo libro lasci un messaggio preciso: quando la realtà ti schiaccia, privando la vita di ogni spiraglio di felicità, è più facile scappare in un mondo parallelo dove stordirsi di illusioni e facili conquiste, in cui trovare persone simili a se stessi, accomunate da infelicità e frustrazione. Ma quella non è mai la strada giusta, non conduce alla pace, né riempie i vuoti dell’anima e alla fine ti lascia solo con te stesso.

In un certo senso anche Riccardo arriva a questa consapevolezza, in un finale che avrei voluto più incisivo, con un urlo di speranza e positività che invece si riduce solo a una debole eco. 

Nel complesso, una lettura interessante, seppur non esaltante, strutturata in modo diverso dalle storie che tipicamente vengono definite come “romanzi”, purtroppo penalizzata a mio avviso da una conclusione poco efficace.

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Curiosità, perdizione, assuefazione. Inizialmente un gioco dettato dalla noia, poi una necessità, un’ansia conoscitiva mai paga e, infine, l’istinto di andare oltre i propri limiti per scoprire tutti i modi possibili di rapportarsi con la sessualità. Da MSN a Skype, da Facebook a Tinder, dai massaggi erotici al voyeurismo, dalla prostituzione virtuale e non, al bondage. Riccardo, protagonista di Diario erotico di un cybernauta di Tommaso Agnese (L’Erudita), sin dalle prime pagine diventa un instancabile viaggiatore: attraverso lo spazio multiforme, liquido di una tecnologia in continuo divenire, navigando su internet e fuori dal virtuale raggiungerà, inaspettatamente, una crescita personale. Tommaso…

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Voto Lady Kei 3

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