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Recensione: “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


Qui niente è come sembra. Questo è uno di quei romanzi che ti tiene incollata dall’inizio alla fine alle sue pagine, uno di quei libri che sembrano talmente reali, da causarti incubi notturni, una di quelle storie dove tutto è il contrario di ciò che si pensa, e dove gli innocenti sono i più colpevoli di tutti.

L’apparenza è ingannevole, perché quello è un posto di morte. L’acqua scura e vitrea nasconde il fondo: alghe che ti si attorcigliano alle caviglie e ti trascinano giù, rocce appuntite che ti lacerano la pelle e lassù, a picco, il promontorio, una roccia di ardesia grigia: quasi una sfida, una provocazione. In questo libro che riguarda la mia vita e il fiume di Beckford, vorrei partire non dall’annegare, ma dal restare a galla. Perché è da lì che inizia la storia: dalla prova dell’acqua, delle streghe che il fiume avrebbe dovuto accogliere o rifiutare. Le legavano, e poi le gettavano in acqua, per vedere se andavano a fondo o galleggiavano. Alcuni dicono che quelle donne hanno lasciato qualcosa di sé nell’acqua, che il fiume ha trattenuto un po’ del loro potere, perché da allora le sue sponde attraggono le donne infelici, disperate, perdute. Vengono qui e nuotano con le loro sorelle.

Credo che la Hawkins abbia un modo di scrivere unico, molto fluido e di semplice lettura. Questo è il suo secondo romanzo, il primo è stato “La ragazza del treno”, libro con critiche e pareri molto contrastanti, ma non mi esprimerò su questo non avendolo ancora letto. Credo però che mi rifarò molto presto, perché questo thriller l’ho davvero adorato!
Ma passiamo ora all’ambientazione. Ci troviamo a Nord dell’Inghilterra, e più precisamente a Beckford, una cittadina molto caratteristica grazie al suo Stagno, lo stagno delle annegate; è un luogo carico di misteri, dove donne sole e depresse vanno a suicidarsi (o a morire assassinate in alcuni casi). La descrizione del luogo è stata resa molto suggestiva grazie all’ottima caratterizzazione e suspense causate dalla storia stessa perché: “Beckford non è un luogo di suicidi, Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai”.
Acque nere e profonde, dove a volte, grazie al cambiamento del livello dell’acqua, si ripescano oggetti che sarebbe meglio rimanessero nascosti; oggetti che nascondono storie ormai vecchie e quasi dimenticate, che sarebbe preferibile lo stagno non restituisse mai… ma a volte ciò che dovrebbe restare celato, viene a galla in men che non si dica.
Questa è una storia con ragazze vittime di bullismo, donne violentate psicologicamente e a volte fisicamente, donne e sorelle con storie di famiglia molto particolari.
La storia ha vari flashback temporali, passiamo dal 2015 al 1679 per poi tornare al 1983 e così via, con un perfetto intreccio tra passato e presente. Ciò serve per poter capire la storia stessa e quello che è successo negli anni ai vari personaggi, a ciò che ognuno di loro nasconde dentro di sé.
Tra i personaggi principali troviamo inizialmente Julia (Jules) e Nel, due sorelle con pochi anni di differenza, la prima vittima di bullismo per il suo sovrappeso adolescenziale e la seconda “reginetta” del paese, che tutti i ragazzi avrebbero voluto possedere, morta suicida nello Stagno.
Vi è inoltre l’ispettore di polizia Sean Towsend, un uomo ruvido sposato con Helen.
Erin Morgan, anch’essa sergente di polizia della città, mandata a Backford da Londra, a causa di una relazione con una collega più giovane.
Mark Handerson, ventinovenne insegnante della scuola, invischiato in una relazione segreta ed extraconiugale con una ragazzina di 15 anni, Katie, migliore amica di Lena.
Infine troviamo Lena Abbot, una ragazzina impertinente, figlia di Nel e migliore amica di Katie, nonché colei che scioglie il bando della matassa di tutti quegli intrighi cittadini di cui nessuno o pochi sono a conoscenza.
L’ho trovata una storia davvero ben scritta, con molti colpi di scena e una scrittura molto fluida.
Sicuramente 5 stelle meritate!

Lo so che pensi che sia sbagliato, e che non sarei dovuta stare con lui. Lo capisco. Ma io lo amavo, Lenie. Lo amo ancora. Lui era tutto per me e non posso permettere che qualcuno gli faccia del male. Come si può controllare di chi ci si innamora?

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Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell'Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l'hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n'è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel…

Score

Voto di Maljka 5

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Romanticamente Fantasy

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