Home » Recensione libri » Recensione: “Cuore Selvaggio” di Diana Palmer

Recensione: “Cuore Selvaggio” di Diana Palmer

Trama

1903.

Arrivo stazione di Chicago sabato ore 14.00. Tess.

Quando Matt Davis riceve questo telegramma non riesce a credere ai propri occhi. Dopo essersi lasciato alle spalle l’identità di Corvo Rosso per unirsi all’agenzia investigativa Pinkerton, credeva che il capitolo della sua vita riguardante Tess Meredith fosse definitivamente chiuso, perché ora lui è un uomo diverso, anche se è convinto che rimarrà per sempre un selvaggio. Ancora non si rende conto che anche Tess è cambiata. È diventata una donna ed è pronta a combattere con le unghie e con i denti per i propri diritti all’interno della società. E per l’uomo che ama. Un romanzo emozionante, una protagonista femminile agguerrita e un agente investigativo dal fascino irresistibile.

Recensione

“Cuore selvaggio” di Diana Palmer ci catapulta sul finire del 1800, quando dopo la battaglia del generale Custer e successivamente il massacro di  Wounded Knee, gli indiani sono ridotti a vivere in riserve. E’ da questa ultima battaglia che viene fuori il nostro protagonista Corvo Rosso, un ragazzino che viene trovato sul campo di battaglia da Tess, la figlia del dottor Harold Meredith che ha deciso di svolgere la sua professione nelle riserve. Colpito più volte e sull’orlo della morte, il ragazzo sopravvive e nei restanti otto anni viene cresciuto assieme alla ragazza . Tess è una ragazza impavida che si comporta come un maschiaccio, considera Corvo Rosso il suo miglior amico ed è desiderosa di conoscere sia la lingua che le usanze degli indiani che considera nobili guerrieri. Durante l’ultimo periodo che passano insieme Corvo rosso la fa assistere a una strana cerimonia di cui non vuole spiegare la ragione, (noi lo scopriremo solo alla fine) ma ormai per loro è tempo di separarsi. Il buon dottore ha trovato il modo di far studiare il ragazzo a Chigago, mentre Tess continuerà ad aiutare il padre come infermiera alla riserva. Ritroviamo Corvo Rosso, anzi no, il detective Matt Davis dell’agenzia Pinkerton dodici anni dopo, integrato nella comunità di Chicago, benestante, affascinante e misterioso, ma che ha nascosto e perduto parte di sè (la gente pensa che sia un russo in esilio), mentre sta aspettando il treno che porta Tess in città. E’ molto tempo che i due non si vedono, Tess è rimasta la stessa indomabile ragazza di allora sempre disposta a battersi per le cause in cui crede, al momento sono i diritti degli indiani e il voto alle donne, e rimane un poco delusa dal fatto che Matt nasconda le sue  origini Sioux a causa dei pregiudizi. Fra i due ci sono tanti sentimenti inespressi, Matt da sempre teme che stare con lui metterebbe Tess in una situazione insostenibile, e la vuole proteggere, lei è disposta a tutto pur di fargli confessare che fra loro c’è qualcosa di troppo bello per gettarlo via. Tutto questo mentre devono trovare il colpevole di un delitto, che ha portato in carcere una delle suffragette amiche di Tess. Mentre attorno a loro, il mondo sta cambiando Tess e Matt dovranno venire a patti con i loro sentimenti e trovare il modo di stare insieme. Ho amato molto il finale in cui abbiamo uno scorcio della loro vita dopo molti anni e assistiamo ai tanti cambiamenti che le loro battaglie hanno portato. E’ un libro carino, in cui le scene passionali sono molto dolci, il carattere dei personaggi ben definiti e nel complesso una bella storia sull’amore che vince le differenze, una Diana Palmer inedita da leggere per tutte le romantiche.

Fiamme Sensualità Lieve

Lucia63

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento