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Recensione : ” Come il jazz all’improvviso” di Mila Orlandi

Titolo:Come il jazz all’improvviso
Autore:Mila Orlando
Editore:Sel
Genere:Romanzo Rosa

Data di pubblicazione: il 4 Marzo 2021 (2° edizione)

Miki, aspirante stilista, è una giovane donna allegra, con un futuro radioso davanti a sé e il sogno di trovare l’amore vero. Lorenzo, ricco figlio di papà, ha invece tutto da dimostrare, a se stesso prima che agli altri, perché se è vero che proviene da una famiglia agiata, la sua vita è un’immensa scalata verso l’affermazione delle proprie capacità e l’amore solo un passatempo. Finché, complice una serata a Londra, basta un gioco di sguardi per far cadere entrambi nelle maglie larghe di un sentimento impossibile da ignorare. Tutto sembra giocare a favore della loro unione. Tutto, tranne il destino. A meno che la vita, come il jazz, non sparigli di nuovo le carte, all’improvviso…

Due ragazzi conosciuti in un bar passano una serata insieme passeggiando e chiacchierando. Si accorgono che, pur non sapendo in pratica nulla l’uno dell’altro, hanno una strana sintonia. Tuttavia a causa di un brutto imprevisto non riescono a incontrarsi di nuovo e si perdono di vista per tre anni.

Questo colpo di fulmine resiste nei loro cuori per tutto questo tempo e, quando per un caso del destino si rincontrano, finiscono per scoprire di essere anime gemelle.

 

Una traccia già sfruttata nella letteratura romantica che non è riuscita a convincermi a causa della mancanza di elementi capaci di lasciare il segno: le caratterizzazioni troppo leggere dei protagonisti non giustificano questo attaccamento morboso e tenace nonostante la lontananza di diversi anni. Quella prima fatidica serata non è stata segnata da nessuna scintilla, da nessun incastro magico tra due anime, tra due personalità. Non ho visto entrare l’uno sotto la pelle dell’altro, e pertanto mi è risultato difficile che il ricordo di quell’incontro non sia, di fatto, stato dimenticato nel tempo.

 

«Tu sei stata la cosa più bella che mi sia capitata, ma nel momento più brutto della mia vita» avrebbe voluto dirgli, con il cuore in tumulto. «Avrei voluto scoprire cosa ne sarebbe stato di noi» avrebbe proseguito, come aveva immaginato tante volte. 

 

 

Le caratterizzazioni, appunto, sono didascaliche, ovvero si preferisce delineare i personaggi in qualche riga descrittiva piuttosto che attraverso atteggiamenti, comportamenti, immergendoli in situazioni che mostrino la loro personalità. Ne risultano sottili, bidimensionali, che lasciano poco il segno.

Stessa sorte ha la musica. Diversamente da quanto mi aspettassi nel momento in cui ho scelto il libro, il jazz non ha alcun ruolo nella trama se non come   espressione lavorativa di Lorenzo. Non è un personaggio pregnante del testo, non ha una caratterizzazione, non è funzionale alla trama e quindi la musica è semplicemente citata quando occorre, per accompagnare gli incontri.

 

E questa mancanza (nelle caratterizzazioni, nell’ambientazione, nel trattare la musica come un protagonista) è un po’ quel difetto che il romanzo si trascina: l’idea che sottostà alla trama è carina e non nuova, avrebbe potuto dare forma a una lettura leggera ma piacevole, ma è sviluppata senza sfruttare l’intreccio per dare un minimo di aspettativa, tensione, suspense, curiosità sugli sviluppi futuri, col risultato che il testo è del tutto prevedibile.

Lo stile, poi, avrebbe bisogno di qualche taglio sulle ridondanze e di editing per le rifiniture.

 

A questa trama principale vengono affiancate letture da un diario personale della madre della protagonista, che racconta il modo in cui si è innamorata. Non è fondamentale, ma riporta note sull’innamoramento e sull’amore che l’autrice ci tiene a trasmetterci.

Per quanto riguarda l’aspetto passionale, trattandosi di una relazione tra ragazzi molto giovani, il sesso rappresenta solo uno degli aspetti che la determinano, e viene descritto in modo leggero, appena accennato e poetico.

 

Era una danza, un passo a due, e la musica in sottofondo era fatta di note e sospiri. La stanza si riempì di gemiti, di schiocchi di labbra e di mani scivolose su corpi nudi.
Fu immenso e devastante.
Miki scoprì un piacere che non aveva mai provato prima. Dentro di sé aveva sempre saputo che nulla sarebbe stato più come prima, nel momento stesso in cui gli occhi di Lorenzo erano caduti nei suoi, e ora che si erano scambiati i corpi, e anche qualche pezzo di anima, lui era entrato nel suo cuore e sotto la sua pelle. Si era infilato tra le venature più nascoste e sarebbe arrivato in ogni suo atomo, scorrendovi dentro e respirando con lei. 

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

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