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Recensione :”Codice Ventura” di Simona Ventura

 

 

Dopo 12 anni Simona Ventura torna in libreria con un libro tanto inaspettato quanto sorprendente! Un viaggio nella memoria, un tuffo nelle emozioni dei magici anni Ottanta e Novanta, per capire da dove siamo partiti e dove vogliamo andare.

Raccontare i miei anni Ottanta e Novanta è come fare un salto straordinario ed appassionante nel passato. A volte mi guardo allo specchio e in un’espressione, in un sorriso ritrovo la ragazzina piena di energia e di sogni che voleva mordere la vita e realizzare qualcosa di profondamente suo. Ritornare agli ultimi decenni dello scorso millennio significa però immergersi nella cultura di quel periodo, attraverso i film, la musica e le «star» che l’hanno reso indimenticabile. E come in ogni viaggio nei ricordi, tutti i sensi sono coinvolti: la vista, l’olfatto, l’udito, il gusto e anche il tatto; è come riattraversare la mia vita riscoprendone i profumi, i suoni, i sapori, ma anche i valori che mi hanno accompagnato, e che i miei genitori hanno cercato di insegnarmi. Così nasce questo libro, che parte da un’esperienza personale, la mia, ma diventa il racconto di un’epoca, un libro che cerca di riportare i ricordi di quei meravigliosi anni ai valori che dovrebbero essere senza tempo“.
Simona

 

 

Questo libro è un viaggio nei ricordi che hanno accompagnato la bella Simona nel corso della sua vita, condotto attraverso il racconto delle sue esperienze personali vissute fin da piccola.

Ogni capitolo è introdotto da una parola chiave che dà il via a un argomento, a volte anche attraverso una canzone, dal quale parte per raccontare lo stile di vita, le mode, le abitudini alimentari e tutto ciò che, secondo la sua esperienza personale, ha caratterizzato un’epoca. La chicca è che la Ventura ci racconta se stessa sotto una veste inconsueta, non solo la showgirl famosa e gli scoop ricercati, ma la bambina e poi l’adolescente nel suo ambiente familiare, attraverso i racconti della scuola, delle amicizie e della vita semplice di tutti i giorni, che l’hanno portata a essere la donna che è diventata. Per esempio, chi poteva immaginare che la bella showgirl avesse avuto problemi a mantenere la linea? O che fosse stata per un certo periodo insicura e poco socievole preferendo la solitudine, per paura di soffrire?

Ci spiega le tre fasi importanti della sua vita, la prima negli anni novanta caratterizzata dall’ambizione professionale e dalla realizzazione dei sogni,  incluso il matrimonio con Stefano Bettarini e la nascita dei figli; la seconda nel duemila tutta dedicata ai figli e con le scelte più difficili come la separazione dal marito e infine la terza fase, la più sofferta  con la perdita della grinta  e della serenità e la rinascita dalla ceneri, come una fenice, attraverso la storia con il compagno attuale “Giovanni”.

 

… I FINISHED WHAT I STARTED, ho terminato ciò che ho cominciato.

Combattere e vincere quando sei stata sconfitta e pochi ormai credono in te è sempre stata una mia peculiarità…”.

 

Gli anni ’80 e ’90 vanno tanto di moda oggi e questo si nota anche dai vari programmi televisivi trasmessi come “il collegio” di cui Simona è la voce narrante e dalla rivisitazione della musica e degli abiti di quell’epoca. Chi meglio di lei, che ha vissuto da adolescente quegli anni, può descriverli ?

Crederci sempre, non arrendersi mai!”

Questo tormentone che la accompagna e la rappresenta, Simona ci spiega che deriva dalla sua terra d’origine e dalla sua meravigliosa famiglia, che le ha dato i valori che ha e che l’hanno sempre accompagnata. La “maschiaccia” di Chivasso si racconta con onestà, raccontandoci un’epoca in continua evoluzione agli albori di tutta la tecnologia e le innovazioni di cui disponiamo oggi.

Devo dire che è stato emozionante rivivere certe esperienze anche solo attraverso la lettura, avendo vissuto personalmente quel periodo e in certi racconti mi sono immedesimata. L’amore per la Barbie, i miti musicali come gli Spandau Ballet e i Duran Duran, i mondiali del 1982 con il 3 a 0 per l’Italia!

Questo libro lo consiglio sia a chi come me vuole fare un salto nel passato, sia ai giovani che apprezzano tanto la musica e la moda di quegli anni e che ho potuto constatare sono tanti.

Non nego di essermi ritrovata a raccontare a mia figlia sedicenne qualche aneddoto mentre leggevo.

Carino e per tutte le età!

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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