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Recensione: “Ci vediamo domani se non piove” di Joanne Bonny

Ma dai, che sarà mai organizzare una mostra di un artista ucraino sconosciuto che ritrae solo animali spappolati? In fondo sei la direttrice della nuova galleria di arte contemporanea in Brera a Milano e questa mostra sarà solo… determinante! Non è facile addormentarsi quando i pensieri si scontrano e rimbalzano come tante palline di un flipper, e la testa di Sara sta letteralmente andando in tilt. E come se non bastasse l’ansia da inaugurazione, ci si è messa anche sua madre, che vuole trovarle un fidanzato… Proprio a lei, che sogna l’amore quello vero, romantico, con la A maiuscola, quello che capita una volta sola nella vita. Se e quando, però, non è dato saperlo… La sera dell’inaugurazione è arrivata e Sara non deve distrarsi se vuole che tutto vada per il verso giusto… ma chi è quel tipo che sta denigrando senza mezzi termini le opere esposte facendo ridere tutti? No, no, Sara, non è così che doveva andare…

“«[…] Pensi che sia facile per me dopo quello che ho passato? In vita mia ho corso un sacco di rischi negli affari, ma ho imparato che l’azzardo più grande è consegnare il proprio cuore a un’altra persona. Eppure sono qui, pronto a offrirti il mio. È ammaccato e c’è qualche crepa in superficie… Devi maneggiarlo con cura, perché non è stato trattato bene. Ma è tuo se lo vuoi».”

Se è un libro leggero e molto molto romantico ciò che state cercando, il nuovo romanzo di Joanne Bonny, Ci vediamo domani se non piove, è quello che fa per voi.

Sara Hall, la nostra protagonista, è la direttrice di una galleria milanese di proprietà di un amante dell’arte avanguardista che sembra voler promuovere artisti alquanto “strani”. È per questo motivo che Sara si trova a dover organizzare la mostra di un tal Borys Zalenko, un pittore ucraino che ama ritrarre animali spappolati. L’impresa, capirete bene, è di per sé disperata. Ma grazie a un “colpo di fortuna” la serata di inaugurazione attira molti acquirenti: la maggior parte delle opere vengono prenotate e Sara sembra poter tirare un sospiro di sollievo.

All’improvviso l’atmosfera viene rovinata da uno scroscio di risate provocate da un bell’uomo che sta denigrando i ritratti esposti, facendo ridere tutti i presenti. Si tratta di Diego Ferrari, l’affascinante e burbero procacciatore d’affari che Sara ha conosciuto qualche sera prima, dopo aver partecipato a un improbabile speed date e al quale, a causa di qualche negroni di troppo, ha raccontato un po’ della sua vita.

Le battute dell’uomo trasformano la mostra in un incredibile insuccesso, motivo per il quale la nostra protagonista rischia di essere licenziata.

A complicare la vita di Sara c’è poi sua madre, una donna un tantino sopra le righe che, pur di trovarle un papabile fidanzato, distribuisce a ignari passanti, volantini con foto e informazioni su sua figlia.

Come farà la nostra protagonista a non farsi licenziare, a farla pagare al cinico signor Ferrari e, al contempo, a trovare il vero amore? Non vi resta che leggere il libro per scoprirlo.

Nonostante sia meno ironico e divertente del precedente, anche questo nuovo romanzo di Joanne Bonny si lascia leggere con piacere e conferma lo stile fluido e leggero dell’autrice.

I personaggi sono ben delineati e restano fedeli alla loro caratterizzazione. Sara, in particolare, è una sognatrice. Figlia di una cantante country statunitense che ha abbandonato la sua carriera per amore e di un dongiovanni da strapazzo, la nostra protagonista non ha mai conosciuto l’affetto di suo padre. Nonostante ciò, sogna di trovare l’amore con la A maiuscola, quello che vedeva nei film musicali su Fred Astaire e Ginger Rogers che guardava da bambina e lo stesso di cui ha letto nei diari di sua nonna. Sara è una donna innamorata dell’idea dell’amore ed è talmente impegnata a cercare quel sentimento idilliaco da non riconoscerlo quando se lo ritrova davanti nella persona di Diego Ferrari, un uomo cinico e disilluso.

Personalmente non amo molto i personaggi eccessivamente sentimentali per cui tra i due protagonisti ho preferito, senza ombra di dubbio, quello maschile, Diego, che ho trovato arguto, irriverente, sicuramente meno idealista di Sara ma anche molto vulnerabile.

La storia è frizzante ma qualche coincidenza di troppo la rende di fatto surreale e per questa ragione non mi sento di attribuire al libro più di tre fenici. Si tratta, tuttavia, di un romance che consiglio a chi vuole trascorrere delle ore di lettura spensierata.

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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