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Recensione: Chicago PD -8×11-

“Signs Of Violence” è  il titolo dell’undicesimo episodio di Chicago PD.  Vediamo cosa ne pensa Lilian Gold, qui intanto la recensione della puntata precedente. Buona lettura!

Chicago PD

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Questa volta voglio partire dal caso del giorno di Chicago PD.

Jessica Hartley e sua figlia Annie hanno chiamato la polizia perché non vedono i vicini, la famiglia Clarton, da qualche giorno.

Ray, Helen e Becca (12 anni) a detta di Jessica sono dei casalinghi e questa sparizione è un vero mistero. È solo una facciata però.

Le indagini portano alla luce che non sono chi hanno detto di essere.

Il vero nome dell’uomo è Ray Aimes e ha un bel po’ di precedenti come truffatore ma questa volta ha cercato di fregare le persone sbagliate. Infatti Aimes ha rubato dei soldi ad Alejandro Hermanez che appartiene alla criminalità organizzata albanese e lui li ha rapiti per farsi ridare indietro il malloppo.

È un uomo spietato che non esita a togliere i denti e a bruciare le mani al cadavere di Helen per non farla identificare. Non c’è tempo da perdere, devono trovare la bambina prima che sia troppo tardi.

Becca non c’entra niente con quello che faceva il padre che in un certo senso si è andato a cercare ciò che poi gli è successo. Questo caso viene usato per farci conoscere meglio Hailey.

La Upton si concentra sulla bambina, la vede spaventata e ricorda quello che ha passato lei a causa degli abusi del padre. Ha imparato a escludere le persone per essere invisibile. Parla con Annie, la figlia della vicina che le dice tutto.

La bambina e Becca sono migliori amiche ma devono nasconderlo perchè quest’ultima ha paura dei suoi genitori, il padre non la fa andare a scuola e ferisce lei e la madre. La notte che sono scomparsi ha visto un uomo portarli via. Proprio grazie all’aiuto di Annie riescono a trovare Hermanez, Ray e Becca e la vicenda si conclude bene per la piccola.Chicago PD- 8x11-Imm1

Quando è iniziata la puntata avrei voluto uccidere Hailey.

Jay le dice quelle due paroline magiche e lei gli risponde: “Torno subito”.

Era partita così bene dicendo voglio te e poi il caffè e i waffle… e poi ha rovinato tutto scappando via e rispondendo a una chiamata di lavoro invece di godersi, nel vero senso della parola, il giorno libero con lui!

Io non mi sarei mossa neanche un secondo, ma poi ho capito il perché del suo comportamento.Chicago PD- 8x11-Imm2

Durante le indagini Hailey va fuori di testa, vuole trovare a tutti i costi la bambina, chiude tutti fuori, compreso il povero Jay che cerca di aiutarla.

Chi arriva alla radice del suo problema è lo psicologo Voight: è diventata una poliziotta perché quando era una ragazzina il padre ha picchiato lei e la madre e non poteva fare niente perché era piccola.

Ora è grande, ha una pistola e un distintivo, in ogni mostro vede suo padre e in ogni vittima lei. Questo la rende un buon agente ma nello stesso tempo sarà la sua rovina: è calma, equilibrata e impassibile finché qualcosa non tocca quella parte ferita di lei e perde il controllo.

Che adoro Jay l’ho già detto? Ok lo ridico: è meraviglioso!

Non solo non ha mandato Hailey al diavolo per il suo comportamento, ma si è fatto trovare a casa sua per continuare a starle vicino. Gli spiega perché è scappata: quando era bambina il “Ti amo” veniva sempre dopo il “Mi dispiace di averti ferito, non succederà più” ma puntualmente accadeva di nuovo. C’è una parte di lei che ogni volta che sente “Ti amo” aspetta il pugno. Vuole però provare a far funzionare questa relazione, vuole essere migliore.

Al “Non vado da nessuna parte Hailey” di Jay mi sono commossa per loro e spero tanto che riescano finalmente a essere felici insieme.

Vi lascio adesso e vi do appuntamento a fra due settimane con un’altra puntata di Chicago PD.

 

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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