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Recensione: “C’era una volta adesso” di Massimo Gramellini

 

 

Titolo: C’era una volta adesso
Autore:Massimo Gramellini
Editore:Longanesi
Genere:Narrativa

Data di pubblicazione: il 3 Dicembre 2020

 

«Tutto il mondo affrontava la stessa prova. Qualcuno ne approfittò per cambiare.»

Cosa racconteremo di noi e della nostra vita ai nostri nipoti? Mattia decide di inizia­re dalla primavera dei suoi nove anni, nel 2020, quando, mentre il mondo da un gior­no all’altro si rinchiude in casa, si ritrova costretto nel microcosmo di un condominio di ringhiera a fronteggiare il suo più grande nemico: quel padre che l’aveva abbandonato quando aveva solo tre anni. Mentre tutto si stravolge, l’ansia e la paura prendono il sopravvento, la scuola viene racchiusa in un computer, i vicini cantano dai balconi e gli amori vivono storie impossibili, il piccolo Mattia, grazie all’aiuto di una nonna che dai libri e dalle stelle ha appreso la tenera saggezza della vita, e di una sorella ribelle e affettuosa, comincerà a capire qualcosa di nuovo e importante: diventare grandi significa anche provare a scommettere sugli altri e imparare a fidarsi. Persino dei più acerrimi nemici.
Massimo Gramellini, con la sua straordinaria empatia, ci racconta in una storia di sentimenti e speranze la sorprendente scoperta di potersi continuamente reinventare.

 

Non ho scelto questo romanzo per un motivo ben definito, sono stata attirata da un’intervista all’autore sui social, si parlava del lockdown e mi sono detta: fammi provare a vedere com’è!

Il libro parla di un evento molto recente e molto conosciuto da tutti noi. Mattia, un bambino di 9 anni, d’un tratto vede la sua realtà e quotidianità stravolgersi completamente. Una pandemia mondiale, causata dal Covid-19, lo costringe in casa durante il lockdown nazionale e lì si ritrova a convivere forzatamente con un padre che, fino a quel momento, è stato quasi totalmente inesistente nella sua vita. Insieme dovranno affrontare questa situazione anomala e forse conoscersi veramente e, perché no, creare un nuovo rapporto.

Mattia è un bambino molto intelligente e attento a ogni piccola sfumatura di ciò che lo circonda. Cova tanta rabbia e diffidenza verso un padre del tutto assente, ma per fortuna c’è sua sorella Rossana, una ragazza peperina e un po’ ribelle, specialmente nei confronti della loro mamma Tania, o “T’Ansia” come l’ha ribattezzata la sua progenie. Una donna tosta ma super ansiosa, che già prima del Covid andava in crisi per un semplice raffreddore dei figli. Con questa pandemia poi è diventata ancora più paranoica, tutto però viene mitigato dalla nonna Gemma che è semplicemente meravigliosa, un po’ filosofa e affronta la vita con positività.

Infine abbiamo Andrea o Andrei, come lo ha ribattezzato nonna Gemma; lui è il famoso padre sconclusionato, immaturo e poco presente nella vita del figlio.

È una storia attualissima che tocca ognuno di noi, si svolge a Milano in una delle città più colpite da questa pandemia.

È una lettura scorrevole e profonda, scritta in prima persona da un Mattia adulto che racconta gli avvenimenti con gli occhi di quando era solo un bambino.

Sebbene sia il primo libro che leggo di questo autore, son rimasta positivamente colpita; è facile immergersi in questa lettura, visto l’argomento che affronta.

Questo romanzo ci dimostra che talvolta dal negativo, o semplicemente da una situazione critica, è possibile trarre insegnamenti importati come il riscoprire i valori dell’esistenza, che portano le persone a cambiare e rivalutare la propria vita, riorganizzando le proprie priorità.

 

 

 

 

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Daniela Pullini

Daniela Pullini

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