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Recensione ” Bottoni e Dolore” di Penelope Sky ( Serie Bottoni #3)

Quando ho visto una via di fuga, l’ho afferrata al volo. Ora sono a New York e cerco di rimettere insieme i pezzi della mia vita. Nonostante il localizzatore nella mia caviglia, Crow non è venuto a cercarmi. Non mi ha neppure telefonato. Gli avevo confessato i miei veri sentimenti per lui, ma mi aveva rifiutata crudelmente.

Forse mi ha dimenticata.

Un giorno entro nel mio appartamento e vedo una pila di bottoni sopra il tavolo. Non li ho messi lì io, perciò c’è soltanto una spiegazione per la loro presenza.

Forse Crow non mi ha affatto dimenticata, dopotutto.

Prima di approcciarvi alla mia recensione, sappiate che il genere dark erotico non rientra tra le mie prime scelte di lettura, a meno che si tratti di un libro per cui vale la pena davvero di patire le sofferenze che mi trasmettono tutta questa violenza sulle donne, che trovo inutile e affatto eccitante. Un riscatto nella trama, uno stile narrativo convincente sono elementi che mi consentono di interessarmi a un testo simile: questo è stato uno di quei casi, inaspettatamente. Questo libro, in particolare, è il terzo di una serie e prima di recensirlo ho doverosamente acquisito e letto i precedenti. Altrimenti mi sarei sentita di mancare di rispetto all’autrice e a coloro che la seguono e apprezzano, presentando una recensione che avrebbe, non ne dubito, appena sfiorato la complessità di una trama che, arrivata al terzo libro, deve avere già un suo ordito preciso e attirato numerosi fan. E considerando le mie ricerche in merito… eh sì, proprio non sono così ferrata su questo genere e ho dovuto e voluto rimediare.

Dopo questo doveroso inciso, parliamo dell’ultimo lavoro della Sky: una scrittrice che fa della suspense e della narrazione adrenalinica il suo baluardo. Il suo stile mi ha molto colpita per la scorrevolezza e l’alternanza di scene crude e violente, con altre decisamente molto romance style. Ha un modo di scrivere che non annoia mai e in effetti ci si ritrova in poco tempo ad aver terminato il libro, perché oggettivamente si fa fatica ad abbandonarlo “sul più bello”. E questa è l’astuzia che ho apprezzato: questo “sul più bello” ricorre così spesso tra le pagine da dare l’impressione di essere sulle montagne russe. Termini corretti, nessuna imprecisione, appena qualche dettaglio che ho trovato fuori luogo, ma che non scalfisce minimamente una trama che regge benissimo il confronto con i precedenti libri e l’attesa di ciò che ci attende in questo.

Abbiamo lasciato Pearl, la nostra bottoncino, su un aereo diretto in America, libera. La ragazza che scende da quel volo non è decisamente più quella di poco meno di un anno prima. In questo periodo trascorso in Italia, Pearl ha subito l’indicibile: è stata venduta, stuprata, umiliata e torturata per il puro e sadico piacere del suo aguzzino Bones, che l’ha comprata per farne la sua schiava sessuale spendendo una cifra scandalosa. Bones prova piacere nell’arrecare dolore agli altri, alle donne, pare, particolarmente. Il personaggio più odioso e crudele di sempre, quello che vorresti vedere schiacciato e vessato dalla prima pagina, le mie fantasie si sono spinte oltre, ma non è il caso di riportarle qui. Torniamo a Pearl invece, sì perché la poveretta, stremata dalle sevizie, viene nuovamente rapita, questa volta dagli antagonisti di Bones, i fratelli Barsetti. Questi ultimi, nel giro del traffico d’armi, tra le altre cose, sono votati alla vendetta e prelevano la ragazza con il preciso piano di colpire l’acerrimo nemico che ha distrutto la loro famiglia. Pearl arriva nel nuovo luogo di prigionia ed è sempre una schiava. Sarà Crow a occuparsi particolarmente di lei e proprio il legame tra Crow e bottoncino ci farà battere il cuore, per poi spezzarlo e poi….

Crow si rivela nel tempo, in tutte le sue ambivalenze, uno spietato assassino, crudele carceriere, eppure tenero e attento custode. È incapace di amare a causa di tutto ciò che ha vissuto nella vita: la perdita dei suoi familiari più stretti, ma anche per l’odio, la violenza e per le numerose vittime che portano il suo nome. Pearl però è una donna decisamente fuori dall’ordinario e saprà spiazzarlo, accendere il fuoco della passione, mantenerlo vivo, e sempre più ardente, e infine si ritroverà non più schiava, anche se non proprio libera, e così vicina a quest’uomo dai mille volti, da innamorarsene perdutamente. Non stiamo qui a dilungarci sulla tematica stra-trita della sindrome di Stoccolma, se il romanzo si fosse fermato qui, stareste leggendo la recensione più pessima e furente di sempre, perché dopo un po’… basta! Basta donne che subiscono soprusi e si piegano al volere malsano dei piaceri di uomini, che decisamente hanno bisogno di un bravo psicanalista piuttosto che di una compagna! Amore per me è rispetto, prendersi cura uno dell’altra, la violenza non è mai contemplata e MAI giustificata.

Ma qui, ed ecco perché vi dicevo che la Sky ha fatto un buon lavoro di trama, accurato e astuto, abbiamo a che fare con una donna combattiva, che non si arrende, lotta per sopravvivere e non si lascia schiacciare: Pearl è una guerriera. E Crow in questo ultimo romanzo ha un’evoluzione notevole, seppur combattuta e lunga a maturare, che lo porta finalmente a dare spazio a quella parte del suo essere che non si può che apprezzare. I loro amplessi, seppur al limite del lecito, divengono sempre più teneri e i due condividono un’alchimia particolare e molto intensa. Non è violenza, io non l’ho percepita così almeno, ma il trovarsi o lo scoprirsi di due anime che condividono anche la medesima passione per una tipologia di sessualità, meno convenzionale forse, ma consenziente e appagante per entrambi. Pearl tenterà, appena rientrata in USA, di ripartire da zero, e lo farà in molti modi, trovandosi un nuovo lavoro consono alle sue competenze, e abbastanza remunerato da concederle l’autonomia, un appartamento, nuovi abiti… e anche vendicandosi con stile del suo ex, Jacob, con un assalto in pieno stile Revenge. Insomma, sembra pronta a ripartire.

Quando ti capitano delle cose brutte puoi lasciare che ti annientino, oppure puoi superarle. Io ho scelto la seconda.”

Solo il suo cuore, dentro, soffre ancora per la delusione dell’amore non corrisposto per Crow, ma lei non demorde e tenta una nuova relazione con il dolcissimo Jason, il primo amore, l’unico che davvero tenga a lei, dimostrandolo con i fatti. Eppure resta quel desiderio di vivere l’esperienza sessuale in modo meno ordinario e l’importanza di vedersi e sentirsi percepita dal suo compagno come una donna, non come il residuo di una persona spezzata e devastata dalla violenza. Jason è così buono, ma il loro tempo forse non è più quello per l’amore. Comunque, a toglierci ogni sorta di dubbio, ricompare Crow, scombussolando il fragilissimo equilibrio di Pearl, ma imponendosi anche nella sua mente e nel suo corpo, esigendola e dandole ciò di cui davvero lei ha bisogno.

«Lo sai che cosa vedo io quando ti guardo?» Mi afferrò i capelli per tirarmi indietro la testa, costringendomi a incontrare il suo sguardo. «Vedo una donna forte che si rifiuta di arrendersi. Vedo un fuoco che non può essere estinto. Vedo la donna più sexy e più desiderabile sulla faccia della Terra. Se lui non sa gestire il tuo passato, non merita il tuo futuro.»

Davvero interessante in questo caso, l’utilizzo dei POV alternati che ci permettono di vivere simultaneamente la stessa vicenda dai due punti di vista principali. Così come la presenza, molto più definita, del meraviglioso Lars e di Conway, il fratello di Crow, che inizialmente sembrava solo un sadico assassino, ma nel corso di quest’ultima storia emerge maggiormente e a lui dobbiamo molte delle riflessioni e dei cambiamenti che avverranno nella vita dei protagonisti. Mi piace quando un’autrice riesce a farmi cambiare idea su un personaggio ostico, ritengo sia frutto di elucubrazioni e voglia di dare al pubblico un punto di vista “altro” un po’ come sussurrare: ‘e se così non fosse?’. E la curiosità ti vince, la trama ti cattura, arrivi alla fine del libro e ci rifletti e tutto sommato comprendi di essere stata in qualche maniera guidata, ma dolcemente e sempre libera di mantenere le posizioni personali di partenza. Bel lavoro.

Di Bottoncino e Crow leggerete alcuni dei capitoli d’amore più belli e intensi, una coppia che insieme diventa indistruttibile perché sono uno la forza dell’altro. Il loro è un ricongiungimento che merita di essere letto, con passi molto interessanti e toccanti del libro, che ci raccontano tanto sui due protagonisti, i loro tormenti e sentimenti interiori.

Pearl è una donna pratica, logica e coraggiosa, avventata quel che basta per risultare apprezzabile e focosa in una maniera irresistibile quando si lascia andare ed esprime il suo essere. La sua tempra e la sua schiettezza le faranno guadagnare con onore un posto molto ambito nel cuore degli uomini Barsetti, maggiordomo incluso e, per quanto mi riguarda, anche nel mio. Una coppia che mi è piaciuta molto, questo terzo titolo per la serie “Bottoni”  mi ha decisamente convinta e lo consiglio vivamente, perché troverete tanti elementi interessanti e non solo pagine e pagine di… sesso! Ecco l’ho detto, non mi ha delusa perché ho trovato altro, oltre alla solita storia ormai nota propinata negli ultimi anni e questo “altro” mi ha fatto apprezzare l’autrice e questo suo ultimo lavoro. Molto bene.

Gaia

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