Recensione: Blossom Home di Laura Corvino

Autrice: Laura Corvino
Genere: contemporary romance
Editore: self
Data di pubblicazione: 30 novembre 2025

Seattle.
Abigail Low, ha fatto della sua ferita più profonda una missione di vita: restituire ai bambini ciò che a lei è stato negato. Psicoterapeuta e anima del Sexton Child Center, ha costruito un rifugio sicuro per chi non conosce ancora il significato della parola fiducia. Ma una lettera inattesa riapre un capitolo che credeva sepolto: un nome, un ricordo, e una richiesta che la costringerà a tornare dove tutto era iniziato.
Detroit.
Sky Miller, combatte sul ring e nella vita. Ogni colpo è una risposta alla rabbia che lo divora, ogni vittoria un modo per non crollare. Non ha mai chiesto niente a nessuno, ma scoprirà che certe verità non si possono schivare come un pugno.
Due città distanti, un incontro inevitabile.
Un legame che può distruggere… o salvare.
Una storia di coraggio e rinascita, dove il buio non ha mai l’ultima parola.
“A volte bisogna perdere tutto, per scoprire chi siamo davvero.”
“Combatto da sempre contro tutto e tutti, ma con te non so se voglio vincere o arrendermi.”

Questa volta, spulciando tra le ultime uscite, sono stata attirata dalla copertina (adoro le cover di Catnip Design) e successivamente dalla trama. Sto proprio invecchiando, non leggo più a scatola chiusa, a meno che non si tratti di autori che già conosco. Direi che ho scelto bene. Sin dalle prime pagine i due protagonisti Abby e Sky si fanno strada con forza e chiedono di essere ascoltati.
Abigail Low è una giovane donna che è stata adottata all’età di cinque anni, riuscendo così a fuggire da Blossom Home, la struttura che più che un orfanatrofio era una prigione. Quei pochi anni però l’hanno segnata pesantemente, nonostante sia poi cresciuta con genitori amorevoli. Non ha mai dimenticato Lillibeth Miller, la ragazza che la proteggeva sempre, all’epoca sedicenne. Nonostante le ricerche, non ha più saputo nulla di lei, finché un giorno riceve una lettera in cui la donna le racconta di essere molto malata e che ha un figlio oramai grande, Sky, e in un certo senso glielo affida. Abby vive a Seattle, mentre Sky e Lilli sono a Detroit, la città dove si trovava Blossom Home, la casa degli orrori.
Sky è pieno di rabbia, è cresciuto vedendo la madre spaccarsi la schiena per pochi soldi, e appena diventato adulto si è dato alla boxe, che gli serve per scaricarsi, e gli fa guadagnare soldi facili con gli incontri clandestini. La mancanza del padre, di cui Lilli si è sempre rifiutata di parlare, è un altro tasto dolente.
La narrazione si dipana a pov (punti di vista) alternati e ci offre due personaggi che, nonostante lo stile di vita assolutamente agli antipodi, portano con sé dolori antichi in cui si riconoscono.
Abigail è riuscita ad aprire un centro di accoglienza all’avanguardia per bimbi che hanno storie di abusi e violenza, un luogo protetto in cui curare le ferite di quelle piccole anime. Una sorta di riscatto, la sua, un modo per ridare ciò che lei ha ricevuto dall’amore dei genitori adottivi, anche se le ombre del passato non l’hanno mai abbandonata.
Quando i due giovani si incontrano (anzi, si scontrano), non sanno di avere in comune l’amore di Lilli, eppure al primo sguardo si leggono dentro, vedendo cose che neppure vorrebbero ammettere a sé stessi.
È un romanzo che tratta con estrema delicatezza e serietà temi non facili come l’abbandono, la violenza nuda e cruda, gli abusi. Ho apprezzato molto l’approccio dell’autrice che, pur romanzando, non fa sconti a certe tristi verità.
Il personaggio di Sky segue un cliché ben noto e collaudato, il duro ragazzo di strada che combatte per mantenere alta la corazza che si è costruito, ma che in fondo è solamente un uomo che sta cercando di affrontare la perdita dell’unica persona che lo abbia amato.
Dietro alla sua costante rabbia, alle spalle larghe, ai silenzi e alle battute taglienti c’è un’anima fragile e bellissima. Sospesa tra dolore e un incontenibile desiderio di riscatto.
Abby, invece, all’apparente fragilità oppone un carattere forte, lo stesso che la faceva reagire quando era bambina, causandole infinite punizioni.
Sicuramente una storia intrisa di speranza, con una risoluzione forse un pochino troppo affrettata, ma godibile in tutte le sue parti.







