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Recensione: Bird Box (2018)

Bird Box è un film del 2018 diretto da Susanne Bier e ambientato in un futuro post-apocalittico. Il contenuto è disponibile su Netflix; eccovi il trailer.

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

 

Titolo Originale: Bird Box

Lingua Originale: Inglese

Paese di produzione: Stati Uniti D’America

Anno: 2018

Durata: 117 min

Genere: Drammatico, Fantascienza, Horror

Regia: Susanne Bier

Distribuzione in italiano: Netflix

Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross

Costumi: Sugbe Sejlund

Cast

Sandra Bullock: Malorie Hayes

Trevante Rhodes: Tom

Jacki Weaver: Cheryl

Rosa Salazar: Lucy

Danielle Macdonald: Olympia

Lil Rel Howery: Charlie
Sarag Paulson: Jessica Hayes

John Malkovich: Douglas

Ciao e ben ritrovate, oggi vi parlerò di Bird Box, la trasposizione cinematografica del libro La morte avrà i tuoi occhi di Josh Malerman.

In Russia entità misteriose si aggirano sulla terra e basta un loro sguardo per indurre immediatamente il suicidio nelle vittime. Tale situazione apocalittica arriva anche negli Stati Uniti dove incontriamo la nostra protagonista Malorie, una donna incinta quasi a termine.

Per puro caso, cercando riparo e salvezza, si ritrova a vivere con altre persone sconosciute in una casa. Da lì non possono uscire se non bendati, tutte le finestre o qualsiasi apertura sono ben coperte e insieme cercano di affrontare il caos che ormai regna.

Bird Box

Il tempo passa e lei è diventata madre e vuole salvare a tutti i costi i suoi figli. Per andare in un posto migliore e sicuro dovranno attraversare un fiume con la loro barchetta, ma senza poter vedere. Riusciranno ad arrivare alla meta? Cosa li attende là fuori in questo mondo post apocalittico?

Bird Box

Le scene oscillano costantemente tra passato e presente per farci comprendere tutto quello che hanno vissuto dopo questo “attacco” e cosa li ha portati su quella barca e noi li accompagniamo lungo la loro disperata remata verso l’ipotetica salvezza.

Bird Box

Il concept è davvero interessante, un misto di generi cinematografici: un pizzico di Horror, un po’ di sci-fi e un bel mucchio di dramma. Sandra Bullock è fantastica, una perfetta Malorie: riesce a trasmettere la disperazione, la paura, e l’ansia, ma anche la grande forza e determinazione che una donna, una mamma, riesce ad avere quando la situazione si fa critica.

Il grande John Malkovich nei panni di Douglas, un personaggio non presente nella storia originale cartacea, ha avuto ahimè un ruolo un po’ troppo marginale, ma la sua performance rimane comunque degna di nota: un signore di mezz’età borbottone e arrogante, ma nello stesso tempo comico.

Per esempio è stato molto esilarante quando una parte del gruppo, dopo mille peripezie, è riuscita ad arrivare in un negozio di alimentari abbandonato per fare un po’ di rifornimenti, e lui va… nel reparto alcolici! Se tutto va a rotoli, almeno la cara vecchia bottiglia c’è sempre a fare da supporto.

Avrei apprezzato vedere qualche sfaccettatura in più e maggiore spessore nell’intreccio, qualche altro approfondimento poteva solo arricchire la trama rendendola un po’ meno affrettata e, con tali accorgimenti, credo si avrebbe avuto anche una migliore tridimensionalità dei personaggi.

Questo aspetto mi ha lasciato un po’ di vuoto, perché decisamente mancava quel quid in più e qualcosina invece è stata un po’ buttata lì, anche se non era necessaria.

Il film di per sé merita e lo consiglio assolutamente agli amanti del genere. Riesce a trasmettere quella palpitazione da ansia, da paura… non quella tipica dei film horror, ma quella vera che ti fa venire i brividi e non è mancata neanche qualche lacrimuccia.

Insomma è un tripudio di sensazioni ciò che si prova guardando Bird Box. Probabilmente il momento storico che stiamo vivendo rende la visione ancora più intensa del dovuto, sarebbe forse diverso in tempi non sospetti.

 

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StaffRFS

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