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Recensione: Assembled -The Making of The Falcon and The Winter Soldier-

Dopo il primo appuntamento con Assembled, dedicato a WandaVision, questa volta si parla di The Falcon and The Winter Soldier. Buona lettura!

Assembled

Progetto grafico di Vita Firenze

Bentornate, Fenici!

Oggi concludiamo la prima parte del nostro viaggio nella fase quattro della Marvel con il Making of di TFATWS. Vi ricordo che i prodotti seriali Marvel riprenderanno il 4 giugno con Loki e l’11 con il Legends su di lui.

Bando alle ciance, ora, e iniziamo questo dietro le quinte di una serie fatta “ad alta quota”, citazione della regista Kari Skogland.

La prima cosa detta è stata: che fine hanno fatto i personaggi post Endgame? Soprattutto, dopo cinque anni in cui sono spariti, come si rapporteranno alla vita che è comunque andata avanti senza di loro? Queste sono le domande che gli sceneggiatori si sono fatti, in particolare Malcolm Spellman che ha avuto fin da subito una visione chiara di tutto.

Che cosa vuol dire essere un eroe ai giorni nostri? Essere meno machi e più umani, scavare nella profondità dei personaggi dandogli più introspezione, cosa che non si è potuta fare nei film corali.

La battuta che Sam pronuncia a fine Endgame quando prende lo scudo che Steve gli ha donato è stata il “La” che ha fatto iniziare il tutto. “Mi sembra di qualcun’altro” perché non è lo scudo che fa Capitan America ma è la persona che sta dietro al pezzo di vibranio. Che cosa vuol dire per un uomo di colore rappresentare un paese che non fa altrettanto con lui? La serie ha puntato sull’evoluzione di Sam in Capitan America, un Capitano nuovo di pacca, e un Bucky che è riuscito a uscire dalla sua prigione evolvendosi e diventando un eroe.

Mackie come Sam è nato in Louisiana e quindi gli è stato facile rendere “suo” quel personaggio.Assembled-Imm.1

Bucky è il passato di quel retaggio che guarda al futuro e Sam è il futuro che guarda al passato di quel retaggio.

Per quanto riguarda Bucky, l’unico che ha creduto in lui in tutto l’MCU è stato Steve e, ora che lui non c’è più, si sente alla deriva. Lo abbiamo conosciuto in The first Avenger e subito quelli della Marvel avevano capito quanto potenziale c’era e c’è tuttora nel suo personaggio. Sebastian ha pienamente caratterizzato il suo ruolo e si può dire oramai che lo conosca alla perfezione. È ancora un assassino o un eroe? Avrà sempre quell’oscurità in lui, un’oscurità che però può essere sfruttata a proprio vantaggio.Assembled-Imm.2.jpg

Entrambi sanno di essere due personaggi di potere e che si eguagliano sullo schermo. Infatti, l’alchimia tra Stan e Mackie è qualcosa di unico, tanto che la regista Kari Skogland ha dovuto riprenderli più volte.

Per quanto riguarda Zemo, è stato naturale inserirlo nella serie: tutti si chiedevano che fine avesse fatto dopo Civil War e… boom! Daniel Bruhl gli ha dato anche un lato più umano e inedito.

Walker/US Agent. Wyatt Russell è stato ben felice di interpretare un personaggio non propriamente facile come John Walker e il risultato a mio avviso si è visto. Spettacolare.

Lemar Hoskins/Battlestar. Anche Clè Bennett è stato entusiasta del ruolo e conosceva bene chi avrebbe interpretato. Certo, quando il suo Lemar muore, la coscienza di Walker svanisce e perde la testa. Madame Hydra è stata la sorpresa che non ti aspetti e francamente non vedo l’ora di rivederla. Oddio, la vostra Mal non conosceva nemmeno l’attrice che la interpreta e ammette la propria ignoranza.

Karli aveva buone intenzioni ma il metodo era sbagliato. Isaiah ha rappresentato le paure dell’eroe. Sharon Carter è diventata villain dopo essere stata abbandonata da tutti e chissà se la rivedremo più avanti.

Dora Milaje. Belle, fiere, uniche. Florence Kasumba è una forza della natura, che si tiene sempre in contatto con le altre donne del gruppo delle Dora e che si allenano sempre. Ma quanto le adoro! Permettetemi un: Wakanda per sempre!

In principio le riprese avrebbero dovuto svolgersi a Portorico ma, a causa di un terremoto devastante, si sono spostati a Praga per tutte le scene nelle ex repubbliche baltiche. Madripoor è stata tutta ricreata dal nulla, prendendo una cittadina fuori Atlanta e aggiungendo un po’ di Vietnam e di Mozambico. Poi, con l’arrivo del Covid, le riprese si sono interrotte e sono terminate il 23 ottobre dell’anno scorso. Quando era stata annunciata la fase quattro, TFATWS sarebbe stata la prima serie ad andare in onda su Disney+,  ma poi si è optato per WandaVision che era più avanti, sia per le riprese che per la post produzione.

Per quanto riguarda i costumi, si è pensato per Sam a uno stile sobrio e normale, fino a fargli indossare il completo africano che abbiamo visto a Madripoor. Per Bucky, invece, un look classico e vintage; per Zemo, infine, cappotti militari russi abbinati a colori tipici del suo costume nei fumetti, così come la sua iconica maschera/passamontagna viola.

Il costume finale di Sam è chiaramente ispirato ai fumetti con una netta predominanza di bianco, simbolo di purezza.

 

Musica

Henry Jackman, già compositore per Winter Soldier e Civil War, ha voluto riportare quelle stesse atmosfere nella serie. Voglio citarvi due brani su tutti: Louisiana Hero, la canzone dei titoli di coda, e il Tema del Soldato d’Inverno che spesso si è sentito nella serie (vedi incubo di Bucky o quando a Madripoor deve far finta di essere lui). Il tema del Soldato d’Inverno ha una caratteristica: l’urlo è quello di Bucky distorto di quando cade giù dal treno e a un certo punto si sente anche la voce di Steve che esclama “Bucky, no!”. Quel grido è dell’uomo imprigionato nella macchina, ovvero il Soldato. Stessa cosa con brani di Civil War durante la comparsa di Walker.

Lousiana Hero

The Winter Soldier Theme

Se come me amate i “making of” per saperne di più, guardateveli!

La vostra Mal vi saluta e vi da appuntamento a giugno con Loki.

 

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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