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Recensione in anteprima: “Come foglie sul fiume” di Cristina Bruni

 

♦ Triskell Edizioni,

in uscita il 19 agosto, prenotabile per l’acquisto qui ♦

 

Trama violaSeth Cohen è una giubba rossa della Royal Canadian Mounted Police, in un piccolo villaggio nei pressi del confine tra Canada e Alaska. Ha diversi chili di troppo e un passato che lo ha segnato nel profondo e ha chiuso il suo cuore all’amore.
Tutto cambia quando, al villaggio, arriva Cole Danner, giornalista di Vancouver. Tra i due inizia una bella amicizia e Seth pian piano si innamora di Cole. Il sentimento lo sconvolge, non solo perché Cole è un uomo, ma perché questi è fermamente intenzionato a distruggere la corazza dietro cui Seth si nasconde.

Recensione in anteprima viola

Spesso si leggono romanzi perché attratti dalla copertina o perché amiamo lo stile dell’autore, o ancora perché veniamo colpiti dalla trama e una voce dentro di noi sussurra “questo devi proprio leggerlo”. E quando arriviamo alla fine, se non ci han deluso, tra le tante cose che ci lasciano dentro, c’è soprattutto la soddisfazione delle aspettative rispettate.
E poi ci sono quei romanzi che leggiamo senza un perché, magari solo perché stan lì sull’e-Reader da un po’ o perché Amazon ce li mostra nei suoi consigli, o per altri mille motivi che non implicano particolari aspettative, ma che quando arrivano alla fine ci lasciano con un sorriso sulle labbra e gli occhi lucidi dopo averci rubato definitivamente un pezzetto di cuore.
Questo romanzo è stato questo per me, una piacevole sorpresa che mi ha catturato fin dalle prime righe, travolgendomi e trasportandomi nel suo mondo, per lasciarmi con la convinzione che resterà per sempre tra i miei romanzi preferiti.

Difficile spiegare cosa in particolare abbia creato questa mia reazione, tante son le cose che mi hanno colpito e scatenato emozioni, dalla scrittura pulita con una ricca proprietà di linguaggio (cosa che può apparire scontata ma che in realtà ultimamente faccio fatica a trovare), all’evidente amore dell’autrice per lo Yucon e le terre che lo circondano, amore che traspare nelle belle descrizioni e nelle parole dei protagonisti; dall’argomento così delicato e attuale come l’errata percezione di se stessi, che può condizionare tutta la nostra vita, affrontato senza ipocrisie o sentenze falsamente moralistiche, al finale giusto, realistico e che non offre soluzioni miracolose ma mostra quanto a volte la soluzione ai nostri problemi risieda solo in noi stessi e nella forza di “lasciarsi vivere”.
Insomma un romanzo che mi ha fatto riflettere ma anche sognare.

D’altronde come si fa a non sognare dopo aver conosciuto Seth?
Il dolce e ferito Seth, gigante buono che nella vita ha conosciuto quasi solo sconfitte e che ora si è rifugiato a Hana, un piccolo paese di 200 anime che sorge sulle sponde dello Yucon, dove in qualità di sergente della RCMP, le mitiche giubbe rosse canadesi, si occupa della sicurezza degli abitanti del luogo, che conosce bene, a cui mai ha veramente aperto il proprio cuore, convinto che nessuno possa amarlo a causa del suo “brutto” aspetto. Brutto perché così si vede lui stesso, perché quei chili in più che si porta appresso pesano più sulla sua anima che sul suo corpo, brutto perché fin dalla nascita nessuno gli ha mai dimostrato che la bellezza fisica non ha nessun valore se non è accompagnata dalla bellezza dell’anima.

Seth era incapace di formulare un’opinione oggettiva sul proprio fisico, non era in grado di definirsi bello o brutto. Lui vedeva solo i chili di troppo. Era grasso, punto. Non esisteva nient’altro di Seth Cohen, niente che potesse stuzzicare il cuore di una donna, o quanto meno le sue fantasie.

Così Seth vive la sua vita monotona e solitaria con rassegnazione, finché SBAM, una sedia cade nell’aula del tribunale locale e due occhi color del ghiaietto catturano per sempre la sua attenzione.

Lo sguardo di Seth indugiò sul viso di quel giovanotto, colpito dalla sua presenza in quell’aula, quel giorno, in un villaggio anonimo che si trovava a pochi passi dall’Alaska. E forse vi indugiò troppo, perché il ragazzo finì per percepire quello sguardo sulla sua pelle, e si voltò. Per un attimo, rimasero così, a contemplarsi, il senso di stupore che faceva da padrone sul viso dello straniero. E poi il ragazzo gli sorrise, un sorriso sentito e luminoso, che costrinse Seth a distogliere di colpo gli occhi.

Quegli occhi appartengono a Coleson Danner, giovane giornalista di Vancouver, approdato a Hana sulla scia di uno scoop inesistente, giovane uomo dal fisico perfetto e dallo spirito esuberante che con la sua voglia di vivere cattura subito l’attenzione di Seth.

Ripensò a Coleson. Quel ragazzo lo aveva colpito. All’inizio, non positivamente: aveva visto in lui una potenziale seccatura, che grazie al Cielo si era risolta in un batter d’occhio. Ma poi si era sentito incuriosito da lui, una gradita novità nel paesaggio monotono della sua vita.

Nonostante l’uomo senta il proprio cuore galoppare impazzito ogni volta che il sorriso di Cole fa capolino, troppo difficile sembra la strada che gli si sta aprendo davanti.
Innanzitutto perché Cole è un uomo, un bellissimo uomo che gli fa aggrovigliare le budella, ma sempre uomo, e Seth è sempre stato attratto solo dalle donne… o forse no… forse era solo la mancanza di occasioni di testare le proprie preferenze; perché nessun uomo prima gli ha mai fatto accapponare la pelle, vuol forse dire non essere gay?

I suoi occhi, invece, rimasero per tutto il tempo incollati a una cosa sola: il culo di Cole, che, pur non essendo fasciato dal morbido denim della salopette come lo sarebbe stato dal tessuto sintetico della tuta, appariva sempre sodo, perfetto. Invitante. Una goccia precipitò dalla sua fronte, andando a incastrarsi nelle ciglia fulve. Si passò una mano sull’occhio: stava sudando. Era il sedere di un altro maschio, quello, cazzo! M-A-S-C-H-I-O! Che cosa doveva fare? Accettare quel turbamento improvviso o scappare il più possibile lontano da esso?

Anche quando arriva a capire e accettare che quella per Cole è vera attrazione fisica, e forse anche qualcosa di più, la mente di Seth rimane comunque impantanata in ricordi ossessivi che la fanno girare come una trottola impazzita intorno ad un’unica parola: Grasso.

Per fortuna Cole è un tipo tenace e con la sua esuberanza e sfrontatezza, dolcezza e comprensione riesce piano piano a scalfire il muro che circonda Seth.

Conosco il Seth adulto e so ciò che sei.» Il mountie deglutì, alla ricerca delle parole giuste. «E che cosa sarei?» Cole portò una mano sulla sua spalla, stringendola forte. «Un uomo giusto, buono e responsabile. L’ho visto nel modo in cui trattavi quei bambini. L’ho capito dal rispetto che i tuoi concittadini nutrono verso di te. E…» La voce del ragazzo si affievolì sino a spegnersi, proprio mentre l’emozione avvolgeva il corpo di Seth nella forma di piccoli brividi. «E lo so dai tuoi silenzi, lo so da quello che non dici,» continuò, facendo scivolare la mano lungo la spalla del poliziotto sino a raggiungere il centro del suo petto, e lì sostò, proprio sopra il suo cuore. «Ci sono tante cicatrici, qua dentro, e le mostri ogni giorno, coi tuoi silenzi, con le cose che ti ostini a non dire. Ricordi il tuo passato ogni giorno.» Cole chiuse la mano a pugno, lo batté all’altezza del cuore di Seth e poi del proprio. «E una persona così non può che essere meravigliosa.»

Purtroppo il destino a volte è beffardo e a causa di un equivoco tutto precipita, spingendo Seth a rivedere l’intero suo approccio alla vita.

Ciò che rende veramente bello questo romanzo è, a mio parere, la scelta di raccontare tutto dal punto di vista di Seth. Questo ci permette di capire in pieno tutte le sue paure e le sue debolezze, e ci permette anche di capire piano piano quanto la visione che ha di se stesso sia sfalsata e condizionata pesantemente da esperienze negative del passato.

Se non amiamo noi stessi, diventa difficile amare gli altri

A ciò si aggiunge la bravura dell’autrice di farci comunque capire anche ciò che muove l’animo di Cole, perché grazie alle sue azioni, alle parole dette a metà, alle espressioni che Seth vede scorrere sul suo bellissimo volto, riusciamo a cogliere le sue paure e le sue aspirazioni e capiamo, molto prima di quanto lo faccia il nostro insicuro sergente, quali siano i veri sentimenti che lo spingono a cercare continuamente la compagnia di Seth.
Cole non è perfetto, a volte troppo esuberante e impulsivo, a volte più insicuro di quanto voglia far credere, ma è comunque una persona speciale che riesce a vedere al di là della corazza di Seth. E’ perfetto per lui, e questo è ciò che conta davvero.

Molto belli anche gli altri personaggi, dal giudice-sindaco Scott Walsh, burbero e litigioso ma dal cuore d’oro,

«La bellezza esteriore non c’entra nulla, Seth. La percezione di se stessi arriva solo fino a un certo punto. Devi imparare a guardare oltre. Tu sei una persona speciale. Fa male sentirselo dire, ma lo eravate ancora di più, assieme. Tu e Cole.»

a Mary Royston, una celebrità locale delle sled dog, materna dispensatrice di consigli,

«Ciò che intendo dire è che noi chiediamo sempre al buon Dio di mandarci ciò che ci piace. Ma lui invece ci dona quello di cui abbiamo bisogno, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.»

per non dimenticare Bernadette, l’unica vera amica che Seth abbia mai avuto, l’unica ad aver visto cosa si nasconde dietro la sua corazza e che forse è stata davvero l’unico suo appiglio sul burrone della disperazione.

Insomma, un romanzo veramente molto bello, triste ma anche ricco di speranza, col giusto grado di romanticismo e passione.

«Ricordi? Più di una volta mi hai parlato di quanto tu ti identificassi con questo grande fiume, di come ci si possa sentire intrappolati negli argini della vita, diretti inesorabilmente verso un destino già prefissato.» Un’altra carezza, un altro brivido. «Sai, io invece credo che siamo più come le foglie sul fiume,» andò avanti il reporter, con un cenno della mano in direzione dello Yukon. «Ce ne stiamo lì, fin dalla nascita, aggrappati a un ramo. Poi sopraggiunge l’autunno, con la sua irruenza, e ci strappa via. Danziamo nell’aria, senza sapere con esattezza dove atterreremo. Finiamo sulla superficie increspata di quell’acqua, a volte cristallina, altri giorni resa più torbida dalla ghiaia che trasporta con la sua violenza. I sogni ci cullano, proprio come la corrente culla le foglie nel suo percorso. Seguiremo il grande fiume fino alla sua fine o ci spegneremo prima? Ci incaglieremo contro una roccia, oppure verremo attirati fino a riva da un bastoncino di legno e raccolti dalle mani di un bambino? Rimarremo lì, a danzare da soli sulla superficie dell’acqua, oppure scenderanno altre foglie a farci compagnia in questo viaggio?» Cole si voltò alla ricerca del suo viso, gli occhi scintillanti e le labbra tese a formare il più bello dei sorrisi. Il respiro di Seth si mozzò all’istante. «Non possiamo saperlo. Ed è proprio questo il bello! Ma sappiamo che, se lo permetteremo, non saremo soli mentre galleggiamo sul fiume della vita.» La mano del ragazzo tornò a stringersi sul suo ginocchio, sempre più forte. «Fa paura? Sì. A volte io mi sento così spaventato da scordare come si faccia ad andare avanti. Ma quando una persona è spaventata, a volte, si riesce a scorgere il bambino che c’è ancora in lei. Ed è bellissimo.»

Quindi, cosa aspettate? Iniziate subito la lettura e fatevi catturare anche voi dalle Luci del Nord, dalle foglie che lente scivolano sulle acque dello Yucon, e forse, come me anche voi alla fine avrete voglia di ululare alla luna 😉
Fiamme-Sensualità-hot NUOVE

Recensione a cura di ChibiTora

Editing a cura di: Gioggi

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StaffRFS

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