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Recensione in Anteprima: “Dark Metal” di Simona Busto – Serie The Winged #2

 

Trama

Ha dormito per millenni, ignaro di sé e dimentico perfino della propria potenza. Poi è venuto il giorno in cui una musica blasfema gli ha fatto riaprire gli occhi, iniziando a spezzare le catene che lo imprigionano.
Toccherà a Patrick Rainwater, servente dell’angelo Rehevael, fermare chi sta mettendo le parole fatali sulla bocca di ignari musicisti metal, prima che l’essere sia di nuovo libero.
Ma Patrick può fidarsi dell’angelo che serve?
E può fidarsi del proprio cuore, ormai prigioniero di Ellinor, la donna che non è stata creata da Dio?
E per Megan, che credeva di essere sfuggita al proprio destino di pedina nelle mani degli immortali, l’incubo riappare all’orizzonte. I suoi sentimenti per Reeve, mai sopiti, dovranno forse arrendersi di fronte al fato che vuole la sua vita legata all’inevitabile apocalisse.

 

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Ho avuto il piacere di leggere questo libro in anteprima e me ne sono innamorata subito. Ha ampiamente superato le mie aspettative, lasciandomi una meravigliosa sensazione di… smarrimento.
È il secondo libro della serie “The Winged”, seguito de La nave di cristallo.
Protagonista del libro è Patrick, mezzosangue nativo americano, servente dell’angelo Rehevael e anche sciamano.

Sono un servente, il mio destino è quello di essere asservito a un angelo. Combatto con un angelo, spalla a spalla con un messaggero divino.

Accompagnato dal suo fedele pastore tedesco Moondancer, Patrick deve scoprire chi sta diffondendo, attraverso i gruppi heavy metal, una canzone che racchiude nei suoi versi un potente incantesimo, mirato a spezzare i vincoli che tengono imprigionata una potente creatura malvagia.
La ricerca dell’origine di questo incantesimo si dipana attraverso continue sorprese, nelle quali il confine tra il bene e il male diventa sempre meno netto. Vengono coinvolti altri angeli (l’arcangelo Uriel per esempio, se possibile ancora più intransigente dello stesso Reeve), ma anche figure assai meno rassicuranti, che sembrano però avere motivazioni compatibili con quelle dei protagonisti. Li abbiamo già conosciuti nel primo romanzo: Persefone (falsa regina di un regno di morte e disperazione), Giulia (anima dannata errante) e Hector (il cacciatore).
Nel suo percorso, Patrick collabora, oltre che con l’angelo Rehevael, con Megan, la profetessa; con Ellinor (la donna che non era stata creata da Dio), misteriosa e dai grandi poteri, la cui natura non è chiara; e con il pastore protestante Jerry.
Patrick, determinato e onorevole, ma infiammato dalla sete di vendetta, si scontrerà spesso con l’impietoso Reeve e, soprattutto, si scontrerà con i suoi dubbi. Riusciamo a capirlo e soffriamo con lui ogni scelta difficile; sentiamo la sua fedeltà a Reeve vacillare e il suo onore sostenerlo.

A ogni battaglia Patrick si metteva in discussione. Gli era stato insegnato che le forze celesti erano la parte da appoggiare, ma lui aveva constato più volte come la certezza che gli avevano trasmesso vacillasse spesso di fronte alla realtà.
Inspirò e alzò gli occhi al cielo terso. Patrick Rainwater non credeva al fato e neppure all’ineluttabile volontà di quel Dio bianco che non era il suo. Lui credeva nel destino che ogni uomo si forgiava con le proprie mani, reagendo alle prove che il caso ti metteva sulla strada. E poi credeva in se stesso, nel proprio istinto e nel libero arbitrio, facoltà che ancora conservava e intendeva utilizzare.

Rehavael (Reeve) è un angelo.

Eppure lui non era un comune essere umano, ma Rehevael, angelo di luce, e si collocava un solo gradino al di sotto degli arcangeli nella gerarchia delle sfere celesti.

La figura di Reeve è tutt’altro che semplice: pur addolcito dall’amore (proibito) per Megan e dal suo desiderio di proteggerla, è un angelo vendicatore, negli occhi del quale vediamo spesso rabbia e impietoso senso del dovere. La sua freddezza, nei confronti degli esseri umani che intralciano la sua missione, lo rende un personaggio poco rassicurante e allo stesso tempo affascinante.

Si ergeva fiero, le ali spalancate a oscurare il cielo alle sue spalle, lo sguardo severo, gli occhi che dardeggiavano intensi sul mondo terreno, quasi a minacciarlo.
Dopo pochi minuti nessuno più era rimasto in vita in quel luogo. L’unico a respirare ancora era l’angelo che dominava la scena, gli occhi sbarrati a testimoniarne la rabbia cieca, immune alla pietà.

La sua anima è travagliata dalla difficoltà di salvaguardare Megan – non solo perché è una profetessa – e alla ragazza riserva gesti di tenero affetto.

Megan, la profetessa protagonista del primo romanzo, è combattuta tra il desiderio di ritrovare la fede che ha smarrito e l’impossibilità di ignorare i motivi che l’hanno costretta a dubitare. Soffre per la mancanza della fede e fa di tutto per riconquistarla, cercando aiuto in Jerry, ma lotta invano per sfuggire al suo destino.

Le sue iridi verdi cercarono qualcosa in quelle scure della ragazza, ma il messaggio che vi lessero fu lo stesso che lei gli aveva dato con chiarezza l’ultima volta che si erano trovati faccia a faccia: «Vattene! E non rientrare mai più nella mia vita! Voglio dimenticarmi di te e di voi tutti.»
Avrebbe tanto voluto che fosse così semplice: una preghiera, la fede, di nuovo l’amore di e per Dio, e tutto si sarebbe risolto in un amichevole scambio di favori. Ma per lei non sarebbe più stato possibile.

Megan odia e ama Rehevael con pari intensità. Ma l’amore dell’angelo la condannerebbe per sempre, come era stato per Persefone.

Reeve si girò all’improvviso e, senza sapere come, Megan si ritrovò avvolta dal calore delle sue braccia. Poteva sentire la consistenza delle ali, che si ripiegavano su di loro a creare una sorta di bozzolo rassicurante. Scostò appena il viso dal petto di lui per vedere meglio il profilo scuro e morbido che solo lei riusciva vagamente a scorgere. Sorrise, ritrovando per un attimo la serenità e il senso di protezione che da tempo aveva dimenticato.
«Ti amo,» sussurrò quasi parlasse a se stessa.

L’enigmatica figura di Ellinor, invece, piano piano si chiarisce e tra lei e Patrick nasce un amore impossibile. Chi o cosa è Ellinor? Perché ha potuto conquistare e mantenere la Nave di Cristallo? Come può tenere testa agli angeli, senza averne timore e addirittura rivelarne gli intrighi?
Ellinor è un personaggio splendido. Donna bellissima quanto determinata, spunta quando meno te lo aspetti e compie azioni le cui motivazioni non sono sempre immediatamente comprensibili. Gli angeli la definiscono un demone, ma il suo aiuto diventa prezioso. E il suo amore per Patrick è senza condizioni. La seguiamo con passione nella sua ricerca, nel conquistarsi il destino che l’aspetta.

«Ci sarà tempo per la vendetta. Ora devo pensare a come risparmiare questo mondo. C’è una cosa che riconosco al Padre: vivere tra gli umani mi ha insegnato che nonostante tutto vale la pena rispettare la loro esistenza. Sono piccoli, vili ed egoisti, ma l’universo è bello pur con tutti i suoi vizi.»

«Ti posso assicurare una cosa, Rainwater. Finché ci sarà un respiro a muovere il mio petto, tu vivrai. Non permetterò a nulla e nessuno di ucciderti. Mai!»

La guerra tra le forze della luce e dell’oscurità strazia la Terra, le forze del bene e del male si combattono senza esclusione di colpi, con una lotta che sembra voler richiamare l’Apocalisse. Patrick e Megan devono capire quale sia il loro posto in questa scacchiera, mentre le schiere angeliche e demoniache intervengono per i propri fini, non sempre prevedibili, e Ellinor sembra giocare una partita chiara solo a lei.
Non si possono raccontare dettagli della storia senza rischiare di anticipare troppo. Ogni informazione svela sorprese e colpi di scena che vanno assaporati, in molti casi con il cuore in gola.

Se La Nave di Cristallo era già un ottimo romanzo, di notevole originalità e con personaggi affascinanti, Dark Metal è nettamente più cupo, ma soprattutto più maturo. Mentre il precedente aveva lasciato una sensazione di potenzialità non sfruttate appieno, Dark Metal ti travolge e ti conduce con mano salda attraverso luce e ombra, facendoti dubitare in ogni momento in merito alla correttezza dell’operato degli angeli, pur rimanendo evidente la necessità di fermare la liberazione dell’Essere Oscuro.

«Un maledetto angelo vendicatore,» sussurrò. Ne era certo: quell’orrore poteva essere solo opera di un angelo. Quante altre tremende azioni avrebbero macchiato ancora le mani di quegli emissari di Dio? E per proteggere il mondo da cosa? Massacrare per evitare la distruzione: strano ossimoro.
Quando era iniziato tutto questo? Da quanto tempo gli angeli si sentivano in diritto di togliere la vita in tale maniera, come se falciassero fantocci di cartapesta?

L’autrice dimostra di saper affrontare temi difficili senza cadere nel prevedibile, andando contro quello che siamo abituati a immaginare, mostrandoci un lato oscuro del bene che colpisce a fondo e costringe a riflettere. Nessuno dei personaggi principali è solo luce, e anche di alcuni avversari si arriva a dubitare.
La storia e i personaggi entrano in profondità nell’anima di chi legge e arrivare all’ultima pagina vuol dire rimanere con le proprie emozioni, come abbandonati da soli, con il solo desiderio di… non averlo concluso.
Il finale, in particolare, dimostra il coraggio di mantenere la coerenza della storia, senza farsi influenzare dalla ricerca della soluzione più semplice e apre la strada a un seguito che non uscirà mai troppo presto.

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Recensione a cura di: Lucrezia

Editing a cura di: Aléthéia

Romanticamente Fantasy

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