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Recensione: “Animal” di Fleur du Mar

 

 

Un uomo che odia le donne, una donna che odia gli uomini.
Un passato da dimenticare, un passato dimenticato.
Un patto firmato col sangue”.

Sam Done vive sui monti Appalachi come guardiano di una riserva naturale e per lo Stato della Georgia è uno stupratore e un assassino.

Magda non ricorda più chi sia e sopravvive nei boschi seguendo un branco di lupi.

Il rigido inverno, però, è alle porte e non perdonerà nessuno: le strade di Magda e Sam stanno per incrociarsi…

 

 

Sam è un uomo solitario. Un uomo che, rimasto deluso dagli esseri umani, ha deciso di vivere in mezzo alla natura, in una casa isolata, dispersa negli Appalachi, per molti mesi l’anno.

La sua solitudine viene interrotta dall’incontro con Lupo, una ragazza smarrita, selvatica che mostra sia sul corpo sia sulla mente le conseguenze di aver subito tremende sevizie.

Il loro incontro è l’incontro di due anime ferite, chiuse al mondo e all’amore.

La prima regola di sopravvivenza era tenersi alla larga dalle donne e lui quella regola l’aveva imparata a caro prezzo; non si sarebbe fatto fregare da una dannata femmina ancora una volta, di questo era sicuro.

Duro, ma non senza cuore, Sam accoglie la misteriosa Lupo, ferita e denutrita nella sua casa.

Insieme per forza, ma attratti uno dall’altra in modo irresistibile, Sam e Magda impareranno a conoscersi e scopriranno di essere legati dal dolore. Il dolore come liberazione, il dolore da dominare per poter andare avanti e superare un passato che li ha segnati nel profondo.

La solitudine, che fino a quel momento l’aveva rassicurata, la stritolò come mai era avvenuto prima e la presenza di Sam la costrinse a fare i conti con tutto ciò che era rimasto alle sue spalle.

Dovranno imparare a fidarsi l’uno dell’altra, andando oltre all’attrazione fisica che li cattura dal primo istante e costruire il loro legame, di sangue, d’istinti primordiali. Animalesco forse, ma non per questo meno vero e travolgente. Insieme, rafforzati come un tutt’uno, dovranno affrontare i loro fantasmi e scoprire cosa ha condotto Magda nel bosco, chi l’ha rapita e seviziata, in un’indagine dai risvolti tremendi ed estremamente pericolosi.

La prima cosa che si nota cominciando questo libro è che l’autrice scrive benissimo, in una prosa fluida ma ricercata che riesce con estrema efficacia a condurci nella mente dei protagonisti, nei loro dubbi, nella loro sofferenza.

In quell’istante decise che nessuno l’avrebbe più toccata, adesso nel Paradiso Terrestre di Sam Done era arrivata anche una donna e nessun serpente li avrebbe minacciati: li avrebbe sterminati tutti molto prima.

Segui le loro scelte come un amico che desidera sopra ogni altra cosa il loro bene, vedi i loro errori, il loro orgoglio e la loro debolezza rendere la loro relazione difficile, in un percorso di crescita di entrambi, necessario quanto penoso, e comprendi la scelta, apparentemente assurda, di Magda di voler compiere il rito che la renderà una donna nuova, dimenticando per sempre la ragazza impaurita.

«Non devi aver paura, Lupo. Ti insegnerò a espellere questi ricordi come il veleno di un serpente. Non permetterò più a nessuno di farti del male perché tu sei il mio Lupo ora, e io proteggo e custodisco tutto ciò che mi appartiene».

La loro relazione è diversa dal classico romanzo d’amore, il loro modo di amarsi è anticonformista, ma è il modo che li rende liberi e li fa tornare persone complete. Ho amato questo coraggio di raccontare una storia così insolita, non essendo un dark, e ho potuto davvero comprendere le loro scelte. È un romanzo forse non per tutti, per il dolore e la violenza che – a una visione superficiale – caratterizza il modo di stare insieme di Sam e Magda, lontani dal mondo, lontani dal giudizio di chi non vuole capire.

L’autrice lancia un messaggio di ascolto e comprensione del diverso, senza giudizio di ciò che non ci riguarda e non possiamo comprendere. Invita ad allontanarsi dalle ipocrisie e dal falso buonismo che permea la nostra società e per farlo usa anche un piccolo ‘cameo’, nei cognomi della protagonista Reisz (come la famosa autrice Tiffany Reisz) a rappresentare il coraggio di lottare per quello che davvero si desidera fregandosene delle convenzioni, in contrasto con Sparks, cognome della matrigna di Magda, figura che pur non essendo solo negativa assume atteggiamenti più facili da capire e più ‘adatti’ al sentire comune.

Libro consigliato a chi cerca una storia d’amore travolgente e struggente, diversa e viscerale, in cui anche la parte mistero contribuisce a tenere alta la curiosità costringendo il lettore a non smettere di leggere fino all’ultimissima riga.

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StaffRFS

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