Recensione: Angelo nero di Estelle Matarazzo
Serie: FRATELLI Vol. 1

Serie:
Autrice: Estelle Matarazzo
Genere: dark mafia romance
Editore: self
Data di pubblicazione: 25 aprile 2026
La serie è composta da:
- Angelo nero vol.1
- Angelo indomato vol.2
SINOSSI
Cinque fratelli. Un impero criminale. Rossi, Fillipo, Luca, Mariano e Manuele sono i temuti volti della mafia FRATELLI.
Per loro, la famiglia viene prima di ogni cosa, e nulla potrà mai cambiare questa legge suprema. Il legame che li unisce non è fatto solo di sangue, ma è forgiato da un trauma che ha segnato per sempre il passato di ognuno di loro.
Manuele Ricci è il fratello dal temperamento più esplosivo. Come Consigliere, è abituato a trattare con i criminali più pericolosi del mondo. Vive senza sensi di colpa, pronto a colpire chiunque minacci il suo nome… finché i suoi impulsi oscuri non vengono messi alla prova da una ragazza innocente, nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Lei non doveva essere lì. E lui non avrebbe mai dovuto portarla a casa con sé.
Beatrice crede che lui sia un angelo, ma Manuele non è d’accordo: sa che dentro di lui non c’è traccia di bontà. Eppure, eccolo lì… a smuovere cielo e terra per proteggerla. Diventerà il suo angelo nero se necessario, pronto a tutto pur di tenerla al sicuro.
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AVVISO II
Questo libro descrive scene di violenza a vari livelli, sia fisica che psicologica. La lettura è sconsigliata ai minori di 18 anni a causa di contenuti espliciti, scene di sesso e linguaggio volgare.
OSSERVAZIONE
La storia narrata dall’autrice riguardo alla Mafia Fratelli è puramente fittizia; le leggi e le regole descritte all’interno della trama sono frutto dell’immaginazione e non corrispondono alla realtà. Vi auguro una piacevole lettura!

Buona l’idea, sinossi molto carina e leggera che indirizza il lettore a ciò che troverà all’interno del romanzo. I criteri rispecchiano assolutamente il genere con cui veniamo in contatto ma… è come se fosse una storia ancora non del tutto pronta a venire alla luce.
L’impero di una famiglia mafiosa con i suoi legami di collaborazione e nemici in vista fa da sfondo all’amore tra Manuele e Beatrice.
Manuele e i suoi fratelli gestiscono la malavita nel territorio finché non si imbattono in un traditore che era riuscito a infiltrarsi tra di loro e aveva divulgato informazioni riservate, il suo nome era Nero.
Un essere ignobile nonché fratello di Beatrice; anche lei nasce come membro di una famiglia mafiosa, ma in quanto donna ne sta ai margini, costretta a soccombere dinnanzi a un fratello manipolatore e geloso (avrei altri termini ma non voglio spoilerarvi nulla) e un padre che fondamentalmente la vende come sposa per unire le forze. Con Manuele penserete voi, assolutamente no! Con un tipo psicolabile che ha un passato in comune con il protagonista di cui non vi svelerò nulla.
Ok, sembra arzigogolato ma in realtà è fin troppo semplice.
Beatrice viene trovata ferita in macchina con il traditore, che ha fatto una brutta fine… è morto. Peccato che Manuele non potesse nemmeno torturarlo, ma il sangue è schizzato comunque per opera di qualcun altro. La scena devo dire che è stata carina.
Boom, colpo di fulmine!
Lui non ha occhi che per lei, lei lo vede come il suo salvatore (un angelo nero).
Un po’ tutto troppo svelto e senza quella suggestione in cui dici: ok, si stanno avvicinando, si punzecchiano, si odiano, si amano si… qualcosa! Vabbè, ammettiamo che il colpo di fulmine esista.
La storia procede in quanto le questioni “politiche” della mafia procedono in diverse direzioni, un’ombra dal passato che coinvolge la tragedia familiare dei cinque fratelli, il padre di lei che appare introvabile e la guerra che imminente incombe.
Voi penserete, tutti cliché del mafia romance, sì è così, ma non è questo che disturba nella lettura. Quando si accetta di leggere questi generi è proprio perché ci piacciano anche quegli stereotipi. Il problema più grande del romanzo, a mio avviso, è il poco spessore dei personaggi, dai protagonisti alle figure di sfondo. Il loro carattere e l’impeto che dovrebbero avere viene spiegato ma poi non lo si ritrova nelle azioni e nei dialoghi, sembrano “falsi”; il lettore non riesce a empatizzare (ovviamente questo lettore, la mia è una valutazione soggettiva). Manuele viene spinto da un senso di famiglia e da un amore, si definisce un angelo nero, nero solo perché ha ucciso delle persone? Non c’è crudeltà, quel senso di vendetta che parte dalle emozioni, non si entra nel suo essere nemmeno con i pov alternati tra lui e Beatrice. Non riesci davvero a conoscerlo: è come sentire parlare di qualcuno e poi, quando lo incontri, accorgerti che è come invisibile.
Lei è un’anima buona, che ha resistito alla sua famiglia ma quella resilienza non si percepisce, appare come una ragazza pura che ogni tanto fugge senza un perché e con molta superficialità. Ha diciannove anni lo so, ma manco una quindicenne fa certi discorsi.
Gli altri fratelli sono neutri, quello che ho apprezzato di più è Rossi con il suo senso di colpa, il suo autoinfliggersi come punizione, lì emerge un po’ di sofferenza, percepisco emozioni.
La storia d’amore è molto dolce, fa più romance meno dark, è sempre bello sentire parlare d’amore ma non c’è quel battito del cuore. Le scene sensuali hanno il loro spazio senza predominare sulla narrazione.
Altra pecca davvero frustrante è l’editing, non solo negli errori qua e là che dovrebbero essere una base di partenza di qualunque correttore di bozza, manca proprio una voce esterna che suggerisca all’autrice (di cui è il primo romanzo che leggo e con cui mi scuso in anticipo ma era giusto scrivessi con educazione il mio pensiero) che quella scena non funziona, che non traspaiono le sensazioni a un lettore esterno, che la costruzione dei personaggi va rivista, che i flashback nel passato con qualche sbalzo temporale in più avrebbero dato un imprinting maggiore…
È un buco nero questo libro? NO, assolutamente, ma è una bozza. Una piccola opera ancora grezza da modellare.







