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Recensione: “Andare a casa”, di Max Vos

Titolo originale: Going Home
Autore: Max Vos
Edito da: Autopubblicato
Traduzione a cura di: Danielle Dion
Formato: ebook
ACQUISTABILE QUI

Trama

Al giornalista Carter Roberts è stato richiesto di intervistare Carl Foltz e Matt Evans per un articolo sulla loro vita, ma quest’incarico non gli piaceva per niente: voleva solo arrivare, fare quella dannata intervista e andarsene.

L’argomento trattato gli faceva rivoltare lo stomaco.

L’intervista, però rivelerà molto di sé così come dei due uomini, e per la prima volta, Carter viene a sapere come ci si sente a vivere in una vera casa. Ma soprattutto, non si sarebbe mai aspettato che l’aver incontrato quei due uomini avrebbe cambiato il suo modo di pensare – e la sua vita – per sempre.

Recensione

L’opinione di Sunshine

Inizio questa mia recensione con una premessa.

Questa è la recensione più difficile che io abbia mai fatto, per molteplici motivi. Già vi avverto che mi sarà impossibile recensire questo libro senza fare SPOILER perciò, se siete tra quelli che non li vogliono, fermatevi qui. Inoltre, potrei usare dei termini un po’ forti, ma è necessario pure questo.

Il mese scorso vidi un post riguardante questo libro nella sua versione in lingua nella pagina facebook di Patricia Logan, autrice che amo molto e persona deliziosa. Incuriosita, cliccai sul link e mi lessi la trama, che trovai interessante; infatti commentai dicendo che mi sarebbe piaciuto leggerlo in italiano. Questo perché, anche se ho iniziato a leggere in lingua, sono parecchio lenta e perciò sono contenta quando traducono un libro che avevo già adocchiato in inglese.

La mia recensione si dividerà in due punti fondamentali: la storia in sé (e qui il giudizio è molto soggettivo, come ben sapete) e traduzione ed editing (dove l’oggettività la fa assolutamente da padrona).

La storia non è per tutti. Parla di un argomento difficile da accettare per molti: l’incesto. L’autore ha rischiato molto trattando una tematica del genere e, sinceramente, penso che sia stato molto coraggioso a farlo.

A rendere la storia, diciamo, accettabile da un punto di vista morale, sono principalmente due fattori: quando ha inizio la relazione sessuale, il figlio è più che maggiorenne (vent’anni) ed è lui a insistere per iniziarla. Inoltre, padre e figlio si sono ritrovati a uno schiuma party, con la musica alta e le luci molto basse, motivo per cui sono successe determinate cose, lasciando però i due ignari, almeno inizialmente, dell’identità l’uno dell’altro. Da qui parte una settimana in cui restano separati e durante la quale entrambi stanno da schifo, ma per motivi diversi.

Il figlio vuole fortemente la relazione di tipo amoroso con il padre, visto che ne è innamorato ormai da anni (anche se ha provato a contrastare questo sentimento più volte) e ha il timore che il padre sia troppo spaventato e che non sia innamorato di lui. Il padre, invece, ha paura che negare questa relazione al figlio lo porti a perderlo per sempre e, allo stesso tempo, si chiede se sia giusto dargli quello che chiede, sentendosi debole perché propenso ad accettare.

Quello che vi ho illustrato fin’ora fa parte del passato della coppia e viene raccontato in un’intervista rilasciata a un giornalista, che in breve tempo entrerà a far parte della relazione tra i due come terzo soggetto.

La trama è scorrevole, anche se avrei preferito un maggior approfondimento sui protagonisti, sentimentalmente e caratterialmente parlando.

Alcune pecche però devo segnalarle: mai visto nessuno che riesce a scoparsi un’altra persona mentre sta ancora dormendo, svegliandosi soltanto a metà dell’opera, e decisamente ci vorrebbe la vista a raggi x per rendersi conto che una persona è circoncisa guardandolo attraverso i jeans. Stesso discorso per la scena del bagno. Visto che la narrazione è in prima persona (giornalista), come fa uno a vedere che altre due persone nell’altra stanza si stanno sorridendo, se ha già chiuso la porta del bagno?

Il finale mi è piaciuto molto. La lettera a cuore aperto scritta dal padre a entrambi e letta 30 anni dopo che è iniziata la relazione tra i tre è stata  il giusto finale. Piena di sentimento e amore, con uno sguardo verso il loro futuro.

E ora passiamo alla parte del libro che non mi sento assolutamente di salvare.

La traduzione non è fatta bene e l’editing è ancora peggio. Di solito non entro mai nello specifico nelle mie recensioni, perché mi rendo conto di quanto lavoro c’è dietro a una traduzione e a un editing, limitandomi magari a dire che poteva essere fatta meglio o che c’era qualche imprecisione. Questa volta non posso proprio farlo.

Non si può tradurre cetriolo (cucumber) con cocomero e metterlo dentro un’insalata. Non si può passare più volte dal tempo presente a quello passato, non mettere i congiuntivi dove servono, scrivere “L’unica differenza era che non mangiava più cena con me in cucina…” (e per ben tre volte nel libro!), mettere le virgole a casaccio e soprattutto davanti a quasi tutte le e. Non posso veder scritto E’ con l’apostrofo invece che È con l’accento, “da per tutto” invece che “dappertutto”, o “sotto acqua” invece di “sott’acqua”… non aggiungo altro, tanto il senso lo avete capito.

Queste cose mi hanno disturbata parecchio, mi hanno fatto venire l’orticaria tutte le volte che le ho incontrate; inoltre penalizza notevolmente un autore che sta esplorando per la prima volta il mercato italiano. Trovo la cosa molto irrispettosa sia nei confronti dell’autore che in quelli del lettore che compra il libro e si aspetta una certa qualità.

Ora una spiegazione sul voto finale la devo fare per forza, sia per rispetto all’autore sia verso i lettori.

Se dovessi dare un voto solo alla storia, darei tre stelline perché, in fondo, malgrado la tematica controversa, il libro mi è piaciuto.

Il voto alla traduzione e all’editing, mi dispiace dirlo, ma è zero stelline (e credetemi, non ho mai dato un voto al di sotto delle 2 stelline e mezza nelle mie recensioni, ed è successo una sola volta).

Questo porta ad abbassare, a malincuore, il mio voto finale sommando le due cose.

Vi dirò un’altra cosa: il prossimo libro di Max Vos che uscirà in italiano lo vorrò sicuramente leggere, con la speranza di poter fare una recensione più positiva di questa.

Fiamme Sensualità super hot

Sunshine

Separatore-Grigio-e-Rosso

L’opinione di Vecchiastrega

Ispirandomi alla PREMESSA presente nel libro in questione, vorrei avvisarvi che: se avete anche solo una ragione di pensare che non volete o non potete tollerare nessun tipo di SPOILER, per favore, non continuate nella lettura. Se avete dei problemi ad accettare COMMENTI SARCASTICI e affatto politically correct, per favore, non leggete. Se avete una mente chiusa verso l’uso di PAROLACCE di qualsiasi genere, allora chiudete la schermata e lasciate perdere questa recensione. Ma se veramente pensate che L’ITALIANO è ITALIANO, con le sue dovute forme grammaticali, allora vi prego, continuate.

Comincerò subito con il dirvi che il libro NON mi è piaciuto. Ecco fatto, tolto il pensiero. Adesso vi spiego per bene il perché.

ANTEFATTO. Quando ho deciso di leggere questa storia, non ero al corrente delle tematiche in essa contenute. Leggere di incesto (nel nostro caso, tra padre e figlio) non è mai stato nelle mie corde e, avendolo saputo prima, probabilmente avrei evitato. Però, avendo accettato, ho deciso di leggere lo stesso, di tenere la mente aperta e di dare un giudizio il più possibile obiettivo su questo libro, dandomi la piena possibilità di ricredermi. E quindi, l’ho letto.

Dare un giudizio su Andare a casa si è rivelato più difficile del previsto.

Cominciamo parlando della trama, che è l’aspetto che si valuta in modo più soggettivo.

La prima, difficile scelta è stata se considerare Andare a casa un romance o un porno. Se, come si presume dalla trama, la storia dovesse ricadere nel settore “romance MM” (o Queer, o come volete chiamarlo), allora il mio personale giudizio non può che essere negativo. E non pensate male, la tematica dell’incesto è davvero l’ultimo dei problemi di questo libro!

Se invece dovessi giudicarlo come un porno, allora ok, perfetto così.

La storia è interamente in prima persona, tutta dal punto di vista di Carter, incaricato di intervistare la coppia incestuosa in questione: Matt, il figlio, e Carl, il padre.

Inizialmente, Carter è piuttosto schifato all’idea che i due, seppure genitore e figlio, intrattengano una relazione di tipo sessuale. E badate bene che per “inizialmente” intendo i primi dieci minuti, quel tanto che è servito al giornalista per notare quanto fighi e appetibili siano i due contadini in questione. Tempo una mezza mattinata ed ecco che il nostro intrepido sale in auto con i due omaccioni, intento a sniffarne il sudore e cominciando a considerare la possibilità di farseli entrambi. E lo schifo per l’incesto, direte voi? Dimenticato. Perché? Perché in fondo sono due fighi e se li sbatterebbe volentieri. Il succo è quello.

Ma ecco che i nostri tornano a casa dopo il lavoro e che fanno? Mezza giornata che si conoscono, tutti a far la doccia insieme! E lì si scopre che Matt e Carl, oltre che incestuosi, sono pure nudisti! Sì, se ne stanno in casa nudi come mamma li ha fatti (…brutta scelta di parole?…) perché tanto non c’è nessuno nel giro di chilometri. E poi non c’è cosa più bella che preparare il barbecue sul portico con le pudenda al vento, è cosa nota e risaputa!

Ma, oh, proprio dopo cena scatta l’allarme tornado (successivamente, non si sa bene perché, declassato a semplice “temporale”, nonostante abbia scoperchiato un fienile e distrutto un pollaio, oltre ad aver causato vari altri danni minori). E allora che fanno i nostri eroi? Vanno con tutta calma nel seminterrato, arredato tipo attico di lusso, ad aspettare che il vento gli soffi via la casa. Ovviamente, sempre nudi come vermi. Perché certo, in caso di tornado, chiunque si rinchiuderebbe nello scantinato completamente nudo, lasciando tutti i vestiti al piano di sopra dove, potenzialmente, potrebbe non ritrovarli più!

E quindi si rintanano tutti nel lettone, per dormire e riposarsi. E che accadrà mai? Capitolo 5, Carter si sveglia con uno dietro che lo bacia e l’altro che gli fa un pompino. La storia la potete immaginare da soli, non scendo in dettagli. Vorrei aggiungere che questo dei “risvegli particolari” è un leitmotiv comune all’inizio di vari capitoli a seguire. Capitolo 8, si sveglia con un cazzo in culo (cito! E vi avevo avvisati prima sul linguaggio scurrile). Nel capitolo 11, invece, si sveglia mentre sta scopando uno dei due. Cioè, è lì che lo sta scopando e si sveglia a metà corsa. E alla faccia del sonnambulismo!

Comunque, dopo varie conoscenze di tipo biblico, in neppure due giorni, il nostro eroe è certo di essersi innamorato, pienamente corrisposto dagli altri due, tra l’altro. È amore, amore vero!

In buona pratica, dal capitolo 5 in poi, è tutta una continua scena di sesso, con scene tra l’altro molto forti e alcune, a mio avviso, abbastanza disgustose (ma come dicevo, NON a causa della parentela dei due). In ogni caso, questo è davvero un parere fortemente personale e posso capire che possano esserci gli estimatori del genere. Per mia sfortuna, io non lo sono.

E alla fine il padre muore.

Ebbene sì, nell’epilogo, dopo trent’anni, ma muore. E vi avevo avvisato sugli spoiler!

Ora, questo è l’aspetto spiccio della cosa. Molto terra terra. Sì, c’è altro. C’è un rapido racconto del passato di tutti, che personalmente ho trovato molto sbrigativo e piuttosto deludente. Un modo per giustificare non si sa bene quali atteggiamenti del protagonista, nel suo caso. Mentre ho trovato quasi offensivo il racconto di Carl sull’inizio della relazione del figlio. In buona sostanza, ha accettato di iniziare una relazione sessuale con lui perché temeva che non facendolo lo avrebbe perso per sempre.

…che neppure una quindicenne al primo fidanzatino…

Altra cosa. Carter ci dice continuamente di come tutti e tre siano innamorati, di come gli altri due si amino di un amore puro e completo, e via così. Ce lo dice lui. Ma a noi, i lettori, arriva solo un sacco di sesso. E nient’altro. O almeno, per me è stato così.

Penso che il potenziale per raccontare una bella storia, anche se con un tema molto difficile, c’era tutto. Invece, la tematica in questione è solo servita a giustificare una serie infinita di scene bollenti, talvolta al limite dell’assurdo che neppure al Circo Togni!

Da un libro che vuole trattare una tematica tanto complessa, mi aspetto ben altro. Da un porno, d’altro canto, posso aspettarmi questo e altro. Basta decidersi. L’uno o l’altro?

Restando su ciò che compete l’autore, vorrei citare soltanto un’altra cosa che mi ha fatto quasi ridere.

Il protagonista, Carter, ha evidentemente dei superpoteri. Sono praticamente certa che sia dotato di vista a raggi x! Infatti, non solo riesce a dire che Matt NON è circonciso semplicemente guardando come porta l’appendice in questione sotto i jeans, ma riesce anche a descrivere, stando in bagno, le espressioni che stanno facendo padre e figlio che si trovano al di là della porta chiusa, nell’altra stanza. È praticamente Superman!

Passiamo adesso a un aspetto più tecnico e spinoso. La TRADUZIONE e l’EDITING del testo.

… profondo respiro.

No. Non ci siamo proprio. Non saprei neppure da dove cominciare.

Ci sono errori di ogni sorta. Pochissimi refusi, certo, ma in compenso i verbi gridano vendetta!

Vorrei inoltre ricordare che esiste la “è” maiuscola, con l’accento, che si scrive così: È. E non così: E’.

Le virgole, non vanno sparate a caso sul testo con un fucile a pallettoni. Vanno usate con parsimonia, giudizio e buonsenso. E possibilmente, magari, NON tra soggetto e verbo, grazie.

Dà, voce del verbo dare, vuole l’accento. Tè freddo, vuole l’accento. Se mi offrono un te freddo dico no, grazie, ho il cappottino imbottito, sto bene così.

Potrei andare avanti per ore.

In buona sostanza, l’italiano del testo non è minimamente accettabile per un’edizione pubblicata e in vendita. Un lavoro così posso aspettarmelo in una fan fiction o in una novella gratuita, non certo in un libro da acquistare. Davvero vergognoso.

Giunti al termine, vanno tirate le somme.

Di rado e sempre mal volentieri assegno un non classificato a una recensione, perché comunque c’è dietro il lavoro di gente che si è impegnata nella realizzazione del libro. Non voglio farlo neppure stavolta.

Dovessi dare un giudizio unicamente alla storia, potrei dare un due e mezzo, perché comunque un minimo di trama c’è, anche se solo superficialmente sviluppata. Personalmente, il libro non si è rivelato adatto a me, ma sono certa che possa piacere ad altri lettori con gusti diversi dai miei.

Poi, però, va aggiunto, o in questo caso sottratto, il voto dato all’italiano. Non posso dividere le due cose, perché il libro recensito è l’edizione italiana ed è la lingua in cui la maggior parte di voi lo leggeranno.

E per questo, mi sento di assegnargli una sola stellina. Scarsa.

Alla fine della fiera, cosa resta da dire? Cosa mi resterà di Andare a casa?

Mi resterà la ricetta di una fantastica insalatina colorata, composta da radicchio rosso, peperoni crudi e cocomero. Mi resterà piantata nel cervello (che presto necessiterà di sonoro candeggio) una scena di reciproco scambio di fluidi corporei che neppure in Alien. Mi resterà la fobia perenne delle E’. E mi resterà una borsata piena di virgole di troppo.

Fiamme Sensualità super hot

Vecchiastrega

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StaffRFS

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